Seul e Tokyo, gita fuori porta non solo per l'hanami

Dieci giorni nelle due capitali dell’estremo oriente: cultura, cibo, organizzazione, attrazioni e il grande Fuji-san

  • di Enrico 9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

La fioritura degli alberi da frutta nella pianura padana offre sempre una sensazione gradevole alla vista; eppure può essere ancora più gradevole se ci si allontana un po’ da casa. Decidiamo quindi di fare una gita fuori porta e di raggiungere il Giappone appunto per l’occasione della fioritura dei ciliegi che a Tokyo chiamano “Hanami”. La tariffa nettamente migliore la troviamo con Turkish Airlines prenotando 6 mesi in anticipo. Da Bologna partiamo per Seul via Istanbul dove resteremo 3 giorni pieni, da lì andremo a Tokyo (7giorni) e da Tokyo la Turkish ci riporterà a Bologna. Abbiamo deciso per il tempo a disposizione di non girare il Giappone, o avremmo perso troppo tempo per gli spostamenti nonostante i velocissimi treni e la perfetta organizzazione di treni e metro e siamo contenti di aver fatto questa scelta. Lo scalo a Istanbul che avevamo visitato 4 anni fà e che raccomandiamo, ci mostra un aeroporto affollatissimo anche a mezzanotte, è molto grande e frequentato ed offre molti servizi. Chi ha molte ore per un transito può avvalersi della Lounge Turkish a 2 piani che è spettacolare, enorme con vari punti ristoro e cuochi che cucinano giorno e notte. Per l’arrivo a Istanbul, il transito e la partenza per Seul incredibilmente nessun controllo bagagli a mano.

PRIMA PARTE: SEUL

Arriviamo a Seul, circa 13 milioni di abitanti, città moderna in espansione, che non gradisce riunificarsi coi fratelli del Nord e non ama russi e cinesi perchè guarda verso il Giappone e all’occidente pur fiera delle sue tradizioni. Abbastanza velocemente sbrighiamo il controllo passaporti con foto ed indici registrati. Subito cambiamo 200 euro, alla biglietteria prendiamo 2 ticket (7 euro l’uno) per il bus limousine 6011, che ci porterà alla stazione di Ankun in un’ora, zona Insadong all’hotel Icon, tre stelle con altissimo rapporto qualità prezzo (40 euro la doppia con modesta colazione, ma accessoriatissima la piccola camera), gestore gentilissimo che parla un buon inglese cosa non facile da riscontrare in Corea. Lasciata la valigia in albergo alle 21,30 usciamo per vedere “cosa c’è fuori” e ci accorgiamo che molti negozi della caratteristica zona Insadong sono ancora aperti (orario normale 10-20) e già buttiamo l’occhio su qualcosa da comprare, ma aspettiamo i giorni successivi; certo quella ceramica verde con varie lavorazione è carina, ma i prezzi non scherzano. Questa è una zona dove comunque il turista prima o poi viene, sia per souvenir che per i tanti ristoranti a buon prezzo.

Il turismo europeo non è ancora molto sviluppato, lo dimostra la poca propensione alla lingua inglese (che però parlano le assistenti vestite di rosso sparse per la città) e i tanti ristoranti che scrivono i menù solo con ideogrammi: comunque ci se la cava anche per via delle foto delle pietanze; quindi a Seul assaggeremo dumpling, noodles, tofu e frittatine di verdure e pesce. Odori gradevoli dalle tante bancarelle con spiedini di carne di pollo (euro 1,50), polipo o pesce, attenti a quelli piccanti, occorre chiedere e quelle fornitissime di dolci e di altre fritture sconosciute. La cucina è basata su riso colloso, verdure spesso fermentate e carni (pregiata quella di manzo) ma anche crostacei, abbondano le zuppe ed è comunque presente l’influenza delle cucine cinese e giapponese; si beve molto tè, quello verde, ci dicono, fà bene alle persone che “sentono caldo”, il tè nero alle persone che “sentono il freddo”, i coreani fanno saltuario uso di gin seng, molto vitale ma costosissimo Tra i tanti ristorantini ne scegliamo uno nella via principale di Insadong che ci dà l’impressione di essere pulitissimo, con un buon servizio senza costare eccessivamente, anzi poco e cosa importante una signora parla inglese, il nome è Shinseong Seolnongtang, forse aiuterà il sito www.kood.co.kr: 3 grossi dumpling (ravioli ripieni di carne e verdura), una porzione al vapore, l’altra in zuppa con uovo e verdure con riso euro 8 per 2, il tè verde fresco gratuito come un assaggio di kimchi (mamma mia quante fiamme!) ed altre verdure fermentare, piccantissime ma ottime per la salute. Qui si alternano bei palazzi a casette vecchie, belle strade a piccoli vicoli, sulle vie principali di Insadong moltissimi negozi, nei vicoli laterali centinaia di ristorantini caserecci o piccoli laboratori artigianali. Una cosa è certa: i coreani sono estremamente ospitali, un intero gruppo di amici ci ha accompagnato all’hotel previa telefonata al gestore: ci capivamo a segni; quindi hanno voluto una foto con noi che siamo europei, ma questo capita spesso nei paesi asiatici! In Aprile la temperatura di giorno sfiora i 20 gradi, ma la sera occorre un buon pile

  • 8908 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social