Cento Yen Japan

Quando dicevamo agli amici “quest’estate andiamo in Giappone” ci guardavano come se stessimo dicendo che saremmo andati su Marte (e abbiamo scoperto che un po’ è così!). Ma proprio la curiosità ci ha spinto a trovarci all’alba del 3 agosto ...

  • di aidi.morini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quando dicevamo agli amici “quest’estate andiamo in Giappone” ci guardavano come se stessimo dicendo che saremmo andati su Marte (e abbiamo scoperto che un po’ è così!). Ma proprio la curiosità ci ha spinto a trovarci all’alba del 3 agosto a Malpensa, con 18 chili di bagaglio in due, i biglietti aerei della KLM (comoda per il check-in virtuale che ti permette di scegliere i posti via internet e saltare la fila in aeroporto), la Rough Guide del Giappone e tanta voglia di provare a vivere da giapponesi per due settimane. Pronti a dimostrare che una vacanza fai da te, squattrinata e zaino in spalla in Giappone non solo si può fare ma è una di quelle che ti restano dentro per sempre.

Prima tappa Tokyo dunque. Da Narita, visto che non volevamo ancora far partire il Japan rail-pass, abbiamo preso l’economicissimo treno della linea Keisei (http://www.Keisei.Co.Jp/keisei/tetudou/keisei_us/html/o_express.Html) che con 1000 yen ci ha portato direttamente ad Asakusa (nota: si pronuncia “asaksa” senza la “u”) dove alloggiavamo presso il ryokan Toukaisou (6600 yen, circa 40 euro, a camera con il bagno privato, internet gratuito e un padrone di casa simpaticissimo pronto a farsi in 4 per indicarci tutti i posti da visitare e i negozi più convenienti http://www.Toukaisou.Com/index-e.Htm). Per quanto riguarda gli hotel è importantissimo, quando si prenota, stampare o farsi dare una piantina dettagliata di dove si trova l’albergo, con il nome dell’albergo in caratteri giapponesi. Questo è davvero fondamentale se non si vuole assomigliare alla turista australiana, piena di bagagli e sull’orlo della disperazione, che abbiamo incontrato sotto il sole rovente il giorno seguente. Pochissimi giapponesi infatti parlano inglese e soprattutto non riescono a capire il nome dell’albergo se non è pronunciato correttamente (meglio farglielo vedere scritto). Detto questo, Tokyo è bellissima, sembra uscita direttamente da qualche film di fantascienza, con palazzi e strade supermoderni, ma dove basta girare l’angolo per trovare un’accozzaglia di negozietti traboccanti di qualunque cosa oppure un verdissimo giardino di un tempio pieno di pace. Bellissimo il tempio Senso-ji, ad Asakusa, la domenica l’ufficio del turismo del quartiere di Asakusa organizza visite guidate gratuite in inglese alle 11 e alle 15, da non perdere davvero! Belli Ginza (lasciate perdere però il Sony Building) e i giardini del palazzo imperiale (che si può vedere solo da molto lontano), il mercato del pesce (non è facile arrivarci, noi abbiamo trovato una gentilissima vecchietta che ci ha scortato) merita soprattutto per il favoloso sashimi nei negozietti lì intorno, il quartiere del sumo invece non vale la pena considerato il fatto che ad agosto lo stadio è chiuso. Vale la pena invece arrivare fino alla torre del Tokyo Metropolitan Government per salire al 45° piano e godersi gratuitamente la fantastica vista sulla città (attenzione, la torre chiude alle 19 ma andateci poco prima delle 18 per vedere la città al tramonto). Un altro aspetto positivo di Tokyo è che con il Japan Rail Pass si può girare tutta la città senza spendere niente per la metropolitana, infatti tutti i luoghi di interesse sono sulla linea Yamanote, della JR. L’ultimo giorno abbiamo preso il battello che da Asakusa arriva a Odaiba, è un po’ caro (3600 yen) ma ne è valsa la pena, è un bel giro e si ha tempo di gustarsi le vedute della città dal fiume.

Ma veniamo alle cose pratiche: per limitare al massimo le spese superflue per la colazione e per il pranzo facevamo la spesa al convenientissimo 99 yen shop, una specie di 7-11 ma dove tutto costa 99 yen, compravamo acqua minerale, caffèlatte freddo per la colazione (i giapponesi ne bevono a litri) e dolci (attenzione alla pasta di fagioli dolci che ha lo stesso colore del cioccolato ma sa di crema di marroni), oltre alle immancabili palle di riso (quelle dei cartoni animati per intenderci). La frutta ha dei costi proibitivi in Giappone, abbiamo visto mele e pesche che costavano fino a 600 yen l’una (circa 4 euro)! Meglio farne scorta al 99 yen. Per la sera invece ci siamo trovati sempre bene nei ristorantini di cui Asakusa pullula, a parte l’aria condizionata a palla, con 500-600 yen si mangiano udon o soba (spaghetti) caldi o freddi con una pietanza a scelta (crocchette di pollo, tempura di pesce e verdure...). Poi c’è l’intramontabile MosBurger, una catena di fast food giapponese deliziosa, sana ed economicissima! Attenzione che (MosBurger a parte) l’orario di cena è verso le 18 e la maggior parte dei ristoranti chiude alle 20:30. Un altro modo per mangiare spendendo pochissimo è fare la spesa al supermercato, solitamente i supermercati (quelli veri dove fanno la spesa i giapponesi, non i 7-11 o simili) hanno un’intera aera di cibi pronti da mangiare, si trova il sushi (esattamente uguale al ristorante e corredato di salsa di soia e zenzero) e tutti i tipi di tempura pensabili, oltre a piatti surgelati da scaldare al microonde (di solito dopo le casse ce n’è uno a disposizione) o piatti liofilizzati a cui va semplicemente aggiunta acqua calda (sono fantastici, da provare assolutamente, comodi da fare anche in albergo)

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