C'è davvero un natural mistyc blowin' in the air.

...jamaica, terra agognata e sognata da anni, non cede nulla alla leggenda che la accompagna. Appena scesi a montego bay si viene investiti dal più classico odore del luogo, che ti accompagnerà per tutta la vacanza, negli alberghi, nei ristoranti, ...

  • di Gualberto Fiori
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

...Jamaica, terra agognata e sognata da anni, non cede nulla alla leggenda che la accompagna. Appena scesi a montego bay si viene investiti dal più classico odore del luogo, che ti accompagnerà per tutta la vacanza, negli alberghi, nei ristoranti, nei taxi , lungo la splendida spiaggia di Negril. Paese con varie facce, povertà e dignità, furbizia e ospitalità si fondono in un mix difficilmente scindibile. Non è una vacanza come le altre, specie a negril, dove è preferibile scegliere alberghi tranquilli e decorosi piuttosto che i resort all inclusive dove si vive come pesci in un acquario, scollegati dal contesto reale del territorio. Isola multicolore, probabilmente le meraviglie naturali più interessanti sono da ricercarsi nell'interno, affidandosi ai suggerimenti delle guide e all'intuito dei tassisti (che non guidano poi così male, molto peggio a Sharm el Shreik)..Ed allora ecco che si apre la vera Jamaica, fatta di strade bianche, piccoli villaggi dove all'arrivo del taxi scendono in strada donne e bambini per offrire i prodotti della loro ricca terra, piccole chiese bianche che spuntano fra prati ben curati, baie che si schiudono all'improvviso rivelandosi per la loro selvaggia bellezza...L'altra faccia dell'isola sono le bidonville di lamiera metà mercato metà dormitorio, le troppe ragazze che si prostituiscono per pochi dollari americani, la sensazione di un equilibrio ancora non raggiunto in un 'isola la cui capitale ha il primato mondiale pro capite di morti d'arma da fuoco. Negril è invece turistica, a suo modo. Forse troppo trash in alcune sue manifestazioni (i puschers sono davvero troppi, anche se questo ovviamente fa scendere il prezzo dell'offerta..), i negozi che vendono gifts jamaicani hanno prodotti fabbricati in cina o a taiwan, i ristoranti 'famosi' si sono adeguati alla valuta americana...Molto meglio mangiare dove mangiano i jamaicani, pollo riso pesce gli ottimi patties (tipo gli sgabei liguri per capirsi) ripieni di carne o verdura, il tutto accompagnato dall'unica birra jamaicana, la mitica red stripe. Molti dei rasta sulla spiaggia sembrano che giochino più a interpretare il ruolo del rasta che a esserlo veramente, nell'interno è davvero più facile conoscere persone più spontanee la cui unica preoccupazione non sia quella di fare solo business (tutti vendono tutto, compresi se stessi fondamentalmente). Ad agosto il 90% dei turisti sono italiani (tanto che anche le offerte di erbaggi et similia oramai sono proposte in italiano), e il tempo, ovviamente, non è dei migliori, soggetto com'è alla quotidiana burrasca (mai breve quanto i tour operator vorrebbero far credere!), e alle sei e mezzo sono tutti a guardare i famosi sunset jamaicani. A Negril si vive molto di giorno, la notte ci sono i soliti 4-5 locali che settimanalmente offrono sempre le stesse cose, una sola discoteca (il jungle) spesso impraticabile per l'enorme quantità di prostitute che ti bloccano a ogni passo, e poco altro. Bellissimo è invece svegliarsi presto la mattina, godersi il mare la pace il silenzio delle prime ore...E magari dedicare il pomeriggio a piccole gite quando la pioggia lo consente...Io personalmente ero al BAR-B-BARN albergo decoroso senza fronzoli direttamente sul mare, molto pulito, terribilmente lento nel servire colazioni e cene, sicuramente preferibile ai resort in serie tipo i Merrils assolutamente senza carattere. E' un'isola che nn si può visitare in 2 settimane, e sarebbe presuntuoso pensarlo. Ma è un'isola che lascia qualcosa di sè al turista che la visita, la sensazione che ci siano ancora parti del mondo dove la vita scorre con ritmi diversi, più naturali e meno artificiosi. Tornando a Malpensa sotto il diluvio e trovando 17 gradi il 27 di agosto si viene presi dalla sottile (e spiacevole) sensazione che forse si stia sbagliando tutto della vita...Ehhehe. Forse dovremmo fare nostro il motto proverbiale jamaicano No Problem...

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