Negril, mare ed escursioni con info

Relax a Negril, mare bellissimo nella Bloody bay, visite alle YS falls, al Black river, messa gospell, e Rick's cafè.

  • di Enrico 9
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 
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Ancora lui, Cristoforo Colombo! Sì, fu proprio il famoso navigatore genovese che 2 anni dopo aver scoperto l’America mise piede su quest’isola, rendendola nota al mondo e dichiarandola la più bella mai vista. In Giamaica non mancano certo le lunghe spiagge, le montagne ed i rossi tramonti, cascate e piantagioni di canna da zucchero; aggiungiamo a questo anche tradizione, cultura e musica reggae, innaffiamo con un buon rum, ed ecco un ambiente a ritmo tropicale. Le stagioni sono invertite, quindi, ideale andare da dicembre ad aprile. Negril è stata riscoperta negli anni 70 dai “figli dei fiori”, e mantiene un aspetto tranquillo in un contesto ancora naturale, con 11 km di spiaggia con sabbia bianca e mare azzurro che degrada dolcemente. Non sarà un tour on the road, ma una vacanza relax presso il Riu Palace Tropical Bay, nella Bloody bay, così chiamata perché qui venivano uccise le balene, non disdegnando comunque alcune escursioni con la speranza che come lo è stato per noi, anche una sola indicazione possa essere utile a chi legge. Cominciamo male con la pur discreta Neos: ci comunicano che il ritorno è spostato di un giorno, dovremo pagare una modesta differenza per il giorno in più ed il viaggio di ritorno sarà più lungo perché farà sosta tecnica (?) in Messico; certo, coi charter non si può mai essere sicuri di nulla, i loro interessi sopra ogni cosa. Avendo raggiunto Malpensa in auto, ed aver fatto scalo tecnico a La romana (Rep. Dominicana) e considerando che da Montego bay per Negril occorre oltre un’ora di bus, il viaggio è durato per noi 24 ore ed è stato stressante. Buono l’impatto col Riu Palace, tranquillo 5 stelle che si rivelerà poi ottimo anche nella cucina, camere e servizi.

La mattina dopo approfittiamo di un mare fantastico per il primo lungo bagno, dopo aver visitato varie bancarelle posizionate sulla spiaggia ove si vendono molti prodotti locali, “fumo” e altro. Questa dell’erba diventa giorno dopo giorno una cosa alla quale fai l’abitudine, ti offrono in continuazione roba da fumare, vietato in Giamaica, ma tanti la comprano, anche se per la gente locale si chiude un occhio. La Bloody bay è una baia che si apre al termine della Seven miles ed è incastonata in un bel paesaggio naturale; folta la vegetazione, qui non usano gli ombrelloni, l’ombra è assicurata da palme ed alberi in genere; in continuazione sfrecciano moto d’acqua, meglio stare entro le boe posizionate. Possibilità di parasailing, vela, canoa e sci nautico. Alcuni maturi rasta si improvvisano cuochi, e ci offrono aragosta e birra per 20 dollari in una baracchetta: vi lascio immaginare l’igiene. Siamo vicini al Tropico del Cancro, il sole può dare fastidio, inizialmente protezione 30. Ci spiegano che durante tutto l’anno la Giamaica offre 12 ore di sole. In dicembre il sole tramonta alle 18; in Italia siamo 6 ore avanti. La valuta straniera più usata è il Dollaro, ma accettano l’Euro, comunque meglio la prima per via di piccole mance. I Giamaicani sono simpatici ma cercano sempre di venderti qualcosa. Passano venditori di sigarette (Marlboro 8 dollari), abitini o cappelli di paglia da loro manufatti, non si avvicinano agli sdrai, chi è interessato va verso di loro; simpatici nomadi musicisti intonano alcune canzoni accompagnandosi alla chitarra, le più gettonate “Banana boat” e “Woman no cry” del loro mito Bob Marley, amano soffermarsi davanti ad un gruppo di clienti della spiaggia e gradiscono la mancia che meritano. Dopo un giorno di riposo prima piccola uscita. Alle 14 partiamo in direzione Negril, piccolo paese, praticamente una rotonda, in cui si trova un mercatino ove poter acquistare prodotti in legno, camice tipo hawaiano, collanine, quadri ed altri oggetti: tutti ci chiedono di entrare nella loro baracca, si contratta sul prezzo (circa un 30% in meno), e ci si riempie di cianfrusaglie: la faccia intagliata di Bob Marley campeggia ovunque, gli oggetti in legno sono sicuramente più artistici in Africa, ma qui mi sembrano più cari. Poi ci soffermiamo in un piccolo centro commerciale ove si trovano anche altri tipi di prodotti, ottimo caffè ed ottimo rum. Alle 17 siamo al Rick’s cafè, un’istituzione in Giamaica, si dice che qui si veda il miglior tramonto dell’isola. Inoltre, da un’alta roccia alcuni giovani tuffatori si esibiscono da una notevole altezza dando spettacolo e ricevendo applausi, quindi vanno presso la numerosa folla per avere un adeguato compenso, vi si arriva anche dal mare. E’ stata una gita rilassante. In lontananza spunta anche un faro, ma di tramonti ne ho visti di più affascinanti, forse non siamo stati fortunatissimi, (mentre a Bloody bay dopo una breve pioggia e nuvole in cielo abbiamo assistito ad un tramonto meraviglioso rosso fuoco con sfumature di grigio) abbiamo visitato il negozio del caffè e ci siamo rinfrescati con una cola (circa 3 euro, resto in dollari giamaicani); cambio: un dollaro U.S.A. pari a 85 dollari dell’isola, per un euro 100 dollari giamaicani. Finalmente una terra dove l’acqua è potabile e di cui è ricca, frequentata per lo più da americani e canadesi che non si risparmiano gli alcolici. Alcuni residenti italiani che operano per tour operator ci raccontano che qui lo stipendio base è di 300 euro ma la vita è cara (la benzina costa oltre un euro al litro), ci dicono di evitare (se lo si crede) l’hotel Hedonism, frequentato da scambisti e gente strana, ma dove si può prenotare una cena con 100 dollari per vederne di tutti i colori. Il giamaicano non è certo ricco, ma è smisuratamente orgoglioso, inizialmente sospettoso, occorre “rompere il ghiaccio”, è tutto sommato un paese anglosassone, qui si parla inglese e non spagnolo, la gente non è latina, e la guida, non caotica, è a sinistra. Alle loro richieste voi pronuncerete spesso le parole “no thanks” e loro vi risponderanno “ Jamaica no problem” oppure “yes man”. Vi chiederanno di fare il saluto “pugno contro pugno” in segno di rispetto ogni volta che v’incontreranno. Per percorrere 8 km e ritorno con attesa che finisca la messa in paese il taxi chiede circa 20 dollari, quindi l’hotel ci organizza la visita alla chiesa con messa gospell per 14 euro a coppia. Le chiese a Negril sono varie, cattolica compresa, ma basta chiedere della Gospell Church, anche quella è ormai una visita quasi obbligata. I taxi autorizzati hanno la targa rossa, assenza di tassametro, quindi concordare in anticipo prezzo e valuta

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