Giamaica bella ma...

Alla scoperta dell'isola

  • di ellyvip
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Oltre 3000 euro
 
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Come ogni anno io e il mio compagno ci ritroviamo davanti al mappamondo felici di poter programmare una nuova vacanza. Dopo varie considerazioni, la meta prediletta questa volta è la Giamaica.

Siamo in 3, con noi c ‘è anche nostro figlio di 3 anni. I vari documentari su Kingston all’inizio ci scoraggiano un po’. Le sparatorie a cielo aperto sono così frequenti da far considerare questa città, la capitale con il più alto tasso di criminalità al mondo. Il compromesso è di partire comunque evitando la visita di Kingston.

Partenza venerdì 8 aprile 2011 da Bologna. Acquistiamo i biglietti su Opodo al costo totale per 3 persone di 2.192,48 €. Viaggiamo con la British Airways. Dopo un viaggio lunghissimo (Bologna-Londra e Londra-Kingston) in aeroporto ci aspetta Pitty. E’ il tassista che Rosanna, la proprietaria della guest house che ci ospiterà in questa vacanza, ci ha prenotato. Ci rimettiamo dunque in viaggio per altre tre ore attraversando le Blue Mountain, destinazione: Drapers, vicino a Port Antonio. Arriviamo a destinazione verso le 21.30, sfiniti e affamati. Un paio di capanne che si trovano sulla strada sono le uniche risorse alimentari della zona ma a quell’ora sono già chiuse. Abbiamo volutamente scelto questa zona, piuttosto che Negril, per vivere la Giamaica nella sua più grande autenticità e quindi senza troppi problemi andiamo a dormire a digiuno. Dormire… mai sentito parlare delle nine nights? Noi le abbiamo scoperte non appena arrivati visto che ce ne era in corso una proprio di fianco a casa nostra. Si tratta di una veglia funebre che dura nove notti. Niente preghiere e silenzio, solo musica assordante per tutta la notte. Una vera e propria festa. E’ così che i giamaicani salutano i loro defunti, dedicandogli ciò che amano di più: la musica. La amano talmente tanto, che ciò che ascoltano deve essere sentito da chiunque. Per capirci, quasi tutti posseggono un potente sound system. Le casse che hanno in casa sono piazzate sulle finestre rivolte verso l’esterno e le tengono sparate tutto il giorno e tutta la notte! Alle 5 di mattina, appena sfumato il volume della musica della nostra prima nine nights, il sole è sorto illuminando a giorno la nostra stanza. Ci siamo allora alzati iniziando ad esplorare i dintorni. Siamo a “Search me heart”, una graziosa guest house immersa nel verde di un giardino davvero rigoglioso. Attorno non c’è tanto da esplorare: da una parte una stradina dissestata che porta ad un promontorio che si affaccia sul mare, dall’altra la strada principale con qualche baracca. “Search me heart” è gestito da Rosanna, una signora italiana, e il suo compagno Culture, un ragazzone giamaicano dall’aria burbera ma che davanti a nostro figlio diventava tenerissimo! Proprio lui ogni mattina ci preparerà un’abbondante colazione con pane tostato marmellata di papaya (ottima), caffè delle blue mountain (fantastico), succo di arancia e frutta fresca appena colta dagli alberi del loro bellissimo giardino.

Dopo qualche consiglio e indirizzo dato da Rosanna e Culture (sempre molto disponibili a darci assistenza) c’incamminiamo verso Frenchman’s cove. Dopo circa venti minuti di passeggiata (andiamo piano avendo con noi il piccolo) arriviamo in un vero paradiso. Ancor oggi sul desktop del PC ho la foto di questo posto meraviglioso contornato da liane, acqua verde smeraldo e un’altalena abbandonata ad un ramo di un’enorme palma. La spiaggia, nonostante sia privata e a pagamento, non ha un gran chè di attrezzature, ma a noi quel che c’è basta. Pranziamo nell’unico ristorante presente. Niente menù. Al volo ci viene chiesto “Chicken or Fish?”. Scopriremo solo in seguito che in Giamaica il cibo più diffuso è il pollo e che il pesce non è nè buono, nè facile da trovare. Così, per tutta la vacanza, mangeremo pollo… il famoso jerk! Si tratta di pollo molto speziato e piccante. Potrai chiedergli in tutte le lingue di portartene una porzione “no spice” per il bambino, loro, irremovibili, ti porteranno ugualmente il jerk. L’unica soluzione che hai è di toglierci la crosta speziata e mangiare il dentro

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Commenti
  1. poiu11
    , 28/11/2011 12:34
    Ho fatto lo stesso identico giro nel febbraio scorso e concordo con il resoconto compreso il ma.., il Portland l'ho trovato molto bello ma con un'atmosfera un pò decadente che, unita alla suscettibilità dei giamaicani, tutto sommato non mi ha entusiasmato
  2. Michele Bazzinotti
    , 6/8/2011 23:16
    bellissimo resoconto,complimenti per aver intrapreso un viaggio nel portland con il bimbo............io ci son stato nel 2007 e mi e' rimasto nel cuore.questa e' la real jamaica. one love

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