Giamaica, il sogno caraibico

Partenza alle dieci,che poi sono diventate le 17, da milano malpensa e arrivo a montego bay dopo 11 ore di volo con la compagnia aerea lauda air, bellissimi aerei ma il cibo fa schifo.Non appena atterrati,sbrigate le formalità burocratiche,siamo stati ...

  • di pati
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Partenza alle dieci,che poi sono diventate le 17, da milano malpensa e arrivo a montego bay dopo 11 ore di volo con la compagnia aerea lauda air, bellissimi aerei ma il cibo fa schifo.Non appena atterrati,sbrigate le formalità burocratiche,siamo stati prelevati da un bus della viaggidea, il nostro tour operator,e portati a negril al riu tropical bay.Fuori dall'albergo c'erano babbo natale e l'albero addobbato e persone in pantaloncini ,un flash.L'albergo è una bellissima struttura,le camere sono spaziose, tutte con balcone e pulitissime,puliscono in continuazione.L'unica pecca sono gli americani sempre ubriachi che fanno un casino incredibile.L'albergo inoltre è ubicato in una baia,la bloody bay, dove l'acqua azzurrissima è sempre piatta come una tavola a differenza della famosa long bay dove il vento a volte increspa un po troppo il mare.La sabbia è bianchissima le palme ti offrono ombra e cocchi,insomma un paradiso terrestre.Il primo giorno il bagnino dell'albergo ci ha presentato suo zio Loyd che fa il tassista ,un rasta enorme e simpaticissimo che ci ha accompagnato dovunque durante il nostro soggiorno.La prima meta è stata Negril,il cui "centro" è composto da una rotonda ,con una banca,un supermercato,vari negozietti,il classico paesino caraibico,visitiamo anche il craft market,e non vi consigliamo di andarci perchè i prezzi sono alti e la gente vi assale letteralmente.I giamaicani è gente particolare sono permalosi,si offendono facilmente,hanno un modo di fare aggressivo, il nostro consiglio è di non prendersela far finta di neinte,essere risoluti nel dire no ma neanche con scortesia e soprattutto non dire mai "torniamo domani e domani compriamo" per sbarazzarsi di qualcuno perchè loro la prendono come una promessa e se non ti presenti ti vengono a cercare,a noi è capitato che ci chiamassero anche in camera...Dopo aver visitato negril raggiungiamo, al tramonto il rick's cafè,è d'obbligo venire qui al tramonto,ed effettivamente la vista è bellissima ed il posto altrettanto,ci sono dei ragazzi che si buttano dalla scogliera(per fotografare devi pagare un dollaro),musica dal vivo,bella gente insomma un paio di birrozze si buttano giù volentieri.Stanchi del viaggo il secondo giorno lo abbiamo passato ad oziare in spiaggia e a mangiare aragoste appena pescate e cucinate su un barbecue rudimentale da un gruppo di rasta proprietari anche di un baretto.

L'indomani con il nostro amico Loyd partiamo alla volta del Black River,un lungo fiume navigabile dove tra le mangrovie è possibile vedere numerosi coccodrilli alcuni davvero da molto vicino,da qui è possibile proseguire per le cascate ma noi abbiamo preferito visitare i paesini limitrofi come White House e la Bamboo boulevard dove è stato girato lo spot Fiat con la nazionale giamaicana di bob.I paesini che abbiamo visto erano veramente belli e tranquilli,diversi dalla giamaica turistica,quello che salta subito all'occhio è il divario dato dalla povertà palesata dalla gente che vive in vere e proprie baracche e da tanta ricchezza dimostrata dalle mega ville che costeggiano le strade(alcune delle quali di proprietà di italiani che hanno fatto fortuna aprendo alberghi ),il tutto immerso in uno scenario da sogno.Dopo una sosta per rifocillarci in un ristorante che in realtà era una baracca dove abbiamo mangiato un meraviglioso jerk di pollo, specialità del luogo e bevuto la birra locale red stripe.A sera inoltrata Loyd ci ha portato nel bar che lui frequenta abitualmente, dove non c'era nessun turista,l'atmosfera e la musica reggae sparata a un volume altissimo ti trascinava a tal punto che chiudendo gli occhi sembrava di ascoltare Bob Marley dal vivo.Il nostro viaggio lo abbiamo concluso spalmati al sole di questa meravigliosa isola e sorseggiando una pinacolada abbiamo già pianificato il nostro ritorno.

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