La Germania tra sport, cultura e folklore

1° giorno Claudio, Layla, Denis: un trio perfetto per una vacanza perfetta! Partenza da Padova alle 3.30 del 7 agosto. Prima tappa: le miniere di sale di Berchtesgaden, al confine tra Austria e Germania! Il biglietto costa 12,90 € (con ...

  • di Laycla2
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  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

1° giorno Claudio, Layla, Denis: un trio perfetto per una vacanza perfetta! Partenza da Padova alle 3.30 del 7 agosto. Prima tappa: le miniere di sale di Berchtesgaden, al confine tra Austria e Germania! Il biglietto costa 12,90 € (con la visita alla vecchia salina di Bad Reichenhall fanno 14,90 €). A bordo di un trenino e vestiti da minatori, si entra per 700 metri all’interno della montagna. Tra cunicoli e discese su scivoli di legno, si arriva ad un lago salato sotterraneo che si attraversa a bordo di una grossa zattera. Al termine del percorso (1 h circa) si viene omaggiati di un piccolo barattolino di sale iodato (se si dà una piccola mancetta è meglio... 1 euro è più che sufficiente...). Per pranzo ci siamo spostati a Prien, sul lago Chiemsee, raggiungibile anche con un simpatico trenino a carbone! Da lì si può prendere un battello e raggiungere l’isola in mezzo al lago, dove si trova lo Schloss Herrenchiemsee, detto anche “la piccola Versailles”. Poi nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto Pitzling, vicino a Landsberg am Lech. Abbiamo pernottato in un bell’albergo in posizione tranquilla e circondato dal verde (doppia 55 €, singola 40 €).

2° giorno Per colazione non aspettatevi cornetti alla crema e cappuccino con panna, ma caffè annacquato, uova sode, wurstel e affettati di ogni genere! Noi ce la siamo cavata con pane, marmellata e tè alla frutta. Siamo quindi partiti alla volta di Fussen (70 km circa), dove abbiamo visitato i meravigliosi castelli Neuschwanstein e Hohenschwangau. Il parcheggio per tutta la giornata costa 4 €, il biglietto cumulativo 17 €. Il primo castello si può raggiungere in tre modi: a piedi (circa 40 min.), in carrozza (andata 5 €, ritorno 2,50 €) o in pullman (andata 1,80 €, ritorno 1 €). Il secondo invece solo a piedi (circa 20 min.) o in carrozza (andata 3,50 €, ritorno 1,50 €). Il castello Neuschwanstein, detto anche “castello delle favole”, è stato preso come modello da Walt Disney per i suoi più celebri film d’animazione. Molto interessanti i suoi interni, dalla sala da pranzo alla camera da letto, dalla grotta di stalattiti al soggiorno reale. Consigliamo una passeggiata fino al Marien Brucke (raggiungibile anche in pullman), un ponte che attraversa un dirupo e dal quale si può ammirare il castello in tutto il suo splendore. Il castello Hohenschwangau è meno famoso, ma secondo noi vale comunque la pena di essere visitato. Una veloce visita a Fussen, cittadina affacciata sul fiume Lech e con il centro medievale dai caratteristici tetti spioventi, e poi abbiamo imboccato la Romantische Strasse. Da non perdere la Wieskirche, un importante santuario dichiarato dall’Unesco bene culturale di interesse mondiale, al cui interno si può ammirare una bellissima statua in legno raffigurante Cristo flagellato. Poi tappa a Schongau, la cui piazza principale (Marienplatz) era occupata dalla festa in costume “I veneziani”, che si svolge ogni anno in agosto e rammenta il grande passato di commerci della città con l’Italia. Oltre ai soliti wurstel, abbiamo potuto gustare la pasta con crauti e pancetta. Sarà perché eravamo affamatissimi, ma ci è sembrata molto buona! Un’avvertenza: quando si ordina da mangiare ad uno stand, si paga anche una cauzione per i piatti e i bicchieri, che viene restituita quando vengono riportati indietro. Hanno chiuso la serata delle buonissime crepes alla nutella e alla banana! 3° giorno Di buon mattino ci siamo diretti verso Monaco, destinazione Olympiapark. Non ci sono problemi per l’auto, c’è un parcheggio immenso. Dapprima abbiamo visitato il museo della BMW (entrata 2 €), che ospita macchine e moto d’epoca, auto sportive, bolidi di formula uno e prototipi. Una visita guidata (5 €) ci ha poi consentito di ammirare l’Olympiastadion (77.000 spettatori) sia dentro che fuori. Abbiamo potuto passeggiare sulle gradinate, vedere gli spogliatoi e anche calpestare il terreno di gioco! Per noi, che siamo appassionati di calcio, è stata una grande emozione! Nell’Olympiapark c’era un luna park e vari stand gastronomici, dove ci siamo rifocillati con wurstel e birra da litro! In dieci minuti abbiamo raggiunto la stazione della metropolitana U3, con la quale ci siamo diretti in centro (corsa singola 1,10 €). Una bella passeggiata per le numerose vie pedonali (quante gente!) e poi tutti in Marienplatz con il naso all’insù verso il Neues Rathaus. La sua torre ospita un carillon con 43 campane, che ogni giorno alle 11, 12 e d’estate anche alle 17, si anima con i movimenti di 32 figure in rame a grandezza naturale (niente di particolarmente eclatante, ma visto che ci siete...). Poi ci siamo diretti verso Orlando Strasse, dove abbiamo fatto un po’ di shopping nei negozi ufficiali del Bayern Monaco e del Monaco 1860. Sulla stessa via è d’obbligo una tappa all’Hard Rock Café, ma soprattutto all’Hofbrauhaus, la più grande e antica birreria di Monaco! Durante tutta la giornata si può degustare ogni tipo di birra, magari accompagnata dal brezel, del buonissimo pane a forma di salatino gigante! Il tutto con il sottofondo di musica tirolese suonata da una folkloristica orchestrina! Infine ritorno all’Olympiapark, dove abbiamo cenato con wurstel, crauti e patatine fritte! 4° giorno Non poteva mancare una visita all’Allianz Arena (66.000 spettatori), il nuovo avveniristico stadio di Monaco! L’impatto visivo è incredibile: lo stadio è completamente “avvolto” da palloni di plastica bianchi, tenuti sempre gonfi con aria compressa. Al loro interno ci sono diversi neon, che possono così illuminare lo stadio con i colori delle squadre che vi giocano. Anche qui c’è la visita guidata (8 €) che vi porta sulle gradinate, negli spogliatoi e in sala stampa (purtroppo non sul terreno di gioco). All’interno dello stadio si trovano anche i negozi ufficiali delle due squadre di Monaco, dove abbiamo fatto incetta di sciarpe, palloni e quant’altro! Poco lontano c’è una stazione della metropolitana, con la quale ci siamo recati in centro. Abbiamo visitato la Residenz (entrata 9 €), uno dei palazzi reali più grandi d’Europa, i cui interni colpiscono per lo sfarzo e la raffinatezza. Merita un’occhiata anche il giardino reale (Hofgarten), al cui centro si trova il tempietto dedicato a Diana, luogo di ritrovo per i musicisti. In serata siamo tornati a Landsberg, pittoresca cittadina con impronta medioevale adagiata sulle rive del fiume Lech. Volevamo mangiare qualcosa di italiano, quindi siamo andati in un bar all’aperto che aveva panini, piadine e pizze. Scelta infelice, visto che le piadine erano fatte con il pan carré e le pizze potevano stare comodamente su un piattino da dolce... Un fatto simpatico: visto che cominciava a fare fresco ed eravamo tutti in tenuta estiva, la cameriera ci ha portato delle copertine di paille per scaldarci! 5° giorno Giovedì 11 agosto ci siamo recati a Dachau, dove si trova un famoso campo di concentramento. Sul cancello d’ingresso la famosa frase “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi. Il parcheggio costa 2 €, mentre l’ingresso è assolutamente gratuito. E’ difficile esprimere a parole quello che si prova visitando un luogo del genere. E’ un’esperienza che si può solo vivere. Un panino veloce e poi via in macchina verso l’ex Germania Est. Dopo circa 550 km siamo arrivati a Lubbenau, una ridente cittadina ai piedi della foresta Spreewald, che viene chiamata la “Venezia verde” per i numerosissimi corsi d’acqua che la attraversano. Da segnalare la possibilità di suggestive escursioni su piccole barche in legno che raggiungono il cuore della foresta. Abbiamo pernottato in un piccolo albergo fuori città (doppia 40 €, singola 25 €), con tanto di laghetto e nani in giardino! Se vi piacciono i cetrioli, siete arrivati nel vostro paradiso: nella Spreewald si coltivano i più saporiti della Germania! 6° giorno Siamo andati a Berlino, circa 100 km da Lubbenau. Prima tappa l’Olympiastadion, facilmente raggiungibile in auto (c’è un ampio parcheggio proprio sul piazzale antistante). In alternativa si può arrivare con la S75 o la U2. L’entrata allo stadio costa 3 €. Non essendoci visita guidata, abbiamo chiesto un’audioguida, ma per darcela il ragazzone in biglietteria ci ha chiesto in “pegno” il passaporto! Peccato che nessuno di noi l’avesse. Risposta: “no passport, no audioguide...”. Presentato il biglietto all’entrata, l’addetto ci ha attaccato un adesivo sulla mano, non si sa perché... La visione dello stadio, e di tutta l’area olimpica circostante, ci ha fatto fare un balzo indietro nel tempo di circa 70 anni! Tutto è stato costruito con pietra grigia, secondo un’architettura severa e austera. Nonostante tutti i simboli del Reich siano stati rimossi, basta guardarsi un po’ intorno per capire di trovarsi in un luogo fatto costruire appositamente da Hitler. Tanto che Layla si aspettava, prima o poi, di veder spuntare fuori qualche soldato delle SS! J L’interno dello stadio invece è assolutamente normale. L’unica particolarità è che dietro una delle porte c’è un’apertura nelle gradinate, dove trova posto la fiaccola olimpica e dalla quale si può vedere il famoso campanile (Glockenturm). Dal 1° aprile al 31 ottobre si può salire in cima e vedere Berlino dall’alto (entrata 2,50 €). In questo stadio, durante le olimpiadi del 1936, l’Italia ha vinto l’oro olimpico. C’è anche il negozio ufficiale dell’Hertha Berlino, dove abbiamo comprato non pochi gadgets... Ci siamo muniti della Tageskarte Regeltarif (5,80 €), biglietto giornaliero per la metropolitana, e ci siamo recati alla Porta di Brandeburgo. Non nascondiamo di aver provato una certa emozione nel trovarci in un luogo diventato il simbolo di una svolta epocale. Poco lontano abbiamo visto il Reichstag, dal 1999 tornato sede del parlamento tedesco. Per entrare c’era una lunghissima fila, e abbiamo desistito. Peccato, perché ci sarebbe piaciuto entrare nella cupola in acciaio e vetro eretta sul tetto, dalla quale si può godere un bellissimo panorama della città. Ci siamo poi diretti verso il Duomo, il cui interno e la cupola sono visitabili pagando 5 €. Lì vicino abbiamo notato una macchina per cartoline “fai da te”: basta posizionarsi davanti all’obiettivo, farsi la foto, scegliere i monumenti da inserire, ed ecco pronta una bella cartolina con le proprie facce da spedire in Italia (costo 3 €)! Passeggiando sulla Unter den Linden, il grande viale che arriva fino alla Porta di Brandeburgo, ci siamo imbattuti nella Berliner Gauklerfest, una grande area (entrata 2,50 €) piena di bancarelle, palchi per gli spettacoli e stands gastronomici, dove abbiamo gustato un’enorme pagnotta piena di panna e funghi, difficilmente mangiabile da una sola persona! Poi, siccome non ne avevamo ancora abbastanza, ci siamo sbafati delle crepes alla Nutella e all’Amaretto di Saronno! Inutile dire che abbiamo digerito questa cena dopo due giorni... 7° giorno Giornata dedicata alla visita di Dresda, anch’essa a circa 100 km da Lubbenau. L’impatto visivo della città, arrivando dal ponte Augustusbrucke, è davvero notevole. Gli edifici che sono sopravvissuti al pesante bombardamento alleato del ‘45 sono tuttora anneriti dal fumo degli incendi. La città è un immenso cantiere, evidente testimonianza della voglia di ricostruzione che pervade la Germania di oggi. Nella città vecchia, che si trova sulla riva sinistra dell’Elba, vale la pena di vedere le chiese Hofkirche e Frauenkirche. Da non perdere poi il Furstenzurg, un enorme mosaico in piastrelle di porcellana che copre per più di 100 metri una parete esterna dello Schloss. Vi consigliamo infine una visita allo Zwinger, vasta piazza a giardino racchiusa tra padiglioni e gallerie in stile rococò. Ripassando l’Augustusbrucke abbiamo fatto un giro per la zona nuova della città, che ci è piaciuta molto meno della vecchia. Passeggiando per la Hauptstrasse ci sembrava di essere sul vialone di una località balneare... casermoni anonimi e al piano terra negozi con la merce esposta all’esterno. Ma secondo noi non si può andare a Dresda senza fare un giro in battello sull’Elba! Ci sono diversi itinerari possibili, noi abbiamo scelto quello che portava fuori città verso est (10 €). Sul battello c’è anche la possibilità di mangiare

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