Germania del sud on the road, passando per Svizzera e Alsazia

Otto giorni tra isole fiorite, castelli fiabeschi, borghi incantati e vini alsaziani. Racconto di viaggio tra Baviera e Württemberg e due capatine in Svizzera (tra Zurigo e Basilea) e l'Alsazia

  • di sermed
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Dopo 4 anni decidiamo di tornare in Germania per le vacanze di giugno; avevamo già visitato le città di Hannover, Brema e Amburgo e dintorni; vogliamo adesso vedere il sud: la Baviera e il Wuttenberg sono le nostre mete principali con due capatine in Svizzera e Alsazia. Ma andiamo con ordine.

1. giorno: 31 maggio

Stessa comitiva affiatata degli ultimi viaggi: io, mia moglie Letizia e le nostre bimbe Giorgia e Morena di 3 e 6 anni e i nostri cognati Bruno e Lilla; partiamo alle 7 da Trapani con “mamma” Ryanair (se non ci fosse lei!) ed arriviamo in perfetto orario al secondo aeroporto di Monaco (Memmingen) che dista solo, si fa per dire, 100 km dalla città. Prendiamo possesso della macchina noleggiata alla Hertz, in questo caso una Ford Galaxy 7 posti appena sufficiente per 4 adulti, 2 bimbe, 6 valigie e due passeggini al seguito!

La nostra prima tappa è Landsberg am Lech famosa perché nel suo carcere vi fu imprigionato Hitler dopo il putsch di Monaco del 1923. La città è un gioiellino con case colorate proprio sul fiume Lech; una bella torre in riva al fiume ci accoglie prima di entrare nel delizioso centro storico dove pranziamo al volo con dei panini (per contenere il budget e non perdere tanto tempo prezioso si era deciso di andare al ristorante solo la sera per cena).

La seconda tappa di oggi è l’antica città di Augusta o Augsburg dove, in verità, di antico non c’è proprio niente! Visitiamo il centro storico con il Municipio spartano e austero. Entriamo anche alla Fuggirei: un gruppo di casette popolari ordinate e pulite risalenti al 1500 (sono le case costruite appositamente per i poveri più antiche del mondo) il biglietto d’ingresso è di soli 4 € che però per mio cognato Bruno sono stati soldi buttati e che quindi mi rinfaccerà per tutto il viaggio. Se avete poco tempo a disposizione è una città che si può tranquillamente tralasciare senza rimpianti!

La sera optiamo per un hotel nella periferia nord di Monaco, perché domani vogliamo visitare il campo di concentramento di Dachau e la scelta ricade sul Siddiqi Pension dove per una quadrupla spendiamo 74 € senza colazione. Stanchissimi anche per la levataccia (ci siamo alzati alle 3 di notte!) rinunciamo alla cena in ristorante e prendiamo qualcosa da asporto in un vicino Burger King.

2. giorno: 1 giugno

Dopo aver caricato le valigie in macchina andiamo a pagare, ma dov’è il portiere? Alla reception non c’è nessuno! Cerchiamo qualche addetto e ci dicono che è in ritardo e che dobbiamo aspettare (alla faccia della teutonica puntualità). Dopo circa un’ora riusciamo a pagare e ci mettiamo in macchina direzione Dachau, prima però dobbiamo assecondare i morsi della fame e cerchiamo una di quelle panetterie con i tavolini e stracolme di dolciumi che avevamo scoperto nel nostro precedente viaggio in Germania. Niente a che vedere con le colazioni al bar a cui siamo abituati noi! E anche meglio delle colazioni in hotel.

La prima tappa di oggi è il tristissimo campo di concentramento di Dachau (il più vecchio in assoluto) che visitiamo con una leggera pioggerellina: perfetto sfondo per un luogo della memoria. Tutto è grigio nel campo, dalle camerate alle camere a gas, dal muro di cinta ai forni crematori e poi le foto degli internati, e la frase sul cancello d’ingresso che risulta uno scherno “Il lavoro rende liberi” (!)

Cambiamo decisamente contesto dirigendoci verso l’Allianz Arena: per quei due o tre che non lo sapessero, è lo stadio dove gioca la squadra di calcio più titolata di Germania, il Bayern Monaco. Non sono un appassionato di calcio, ma questo stadio è un capolavoro di architettura ed è un peccato non vederlo di sera illuminato con continui giochi e cambi di colore. Si è fatta ora di pranzo e ci dirigiamo verso l’Englischer Garten: un polmone verde nel cuore di Monaco dove pranziamo con stinco e salsicce in una delle tante birrerie all’aperto del parco proprio sotto la Pagoda Cinese (una vera pagoda in legno dono diplomatico della Cina) dove un’orchestrina suona e allieta i turisti

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Commenti
  1. FFPB
    , 29/7/2015 19:16
    Bel diario. Scritto bene e simpatico da leggere. Eccetto la parte relativa alla "solita simpatia dei francesi".
    Questa scena mi è successa varie volte alla Basilica di San Marco a Venezia. Non ho mai ocmmentato con la : solita simpatia degli italiani.
    La gente lavora ... e quando smette ... smette.

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