Romantische Strasse... in 4 mosse!

4 giorni lungo i 400 km della Strada romantica, da Fuessen a Wuerzburg, tra castelli da fiaba e cattedrali, birra e bretzel!

  • di zy.patapata
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Romantische Strasse (7 – 10 maggio 2010)

7 maggio: Olgiate Molgora – Füssen – Neuschwanstein

Sveglia alle h 3.45, bagagli in macchina, un paio di brioches della pasticceria in cui lavoro per fare colazione più tardi, e via a prendere il secondo viaggiatore. Inizio a guidare io, senza sorprese di nessun tipo visto che le strade sono praticamente deserte fino al Brennero, dove incontro solo camion. Dopo la sosta colazione-benzina ci scambiamo e faccio subito il primo danno come navigatore: sbagliamo strada perché manchiamo la biforcazione per Bregenz e perdiamo un’oretta per tornare sulla retta via. Arriviamo a Füssen giusto in tempo per girare la città alta e il cortile del castello prima di pranzo. Parcheggiamo in basso, in quello che sembra essere il parcheggio del cinema. A piedi raggiungiamo l’ufficio turistico dove prendiamo dei depliants sia sulla città che sulla strada romantica (abbiamo portato solo la Routard dell’intera Germania) e ci avviamo al Hohe Schloß: il cortile ci sbalordisce per gli effetti di trompe-l’oeil dipinti sulle pareti interne, oltre che per le istallazioni di sculture contemporanee in acciaio, ferro e legno, che richiamano proprio i materiali tutt’intorno. La chiesa annessa, dedicata al santo locale Mang (San Magno) è di gusto decisamente barocco, con alcuni particolari che denotano un’integrazione ottimale fra antico e moderno (ad esempio le illuminazioni delle pale d’altare fatte con luci in bottiglie colorate). Vi è anche un affresco molto bello del ‘700 la cui composizione raffigura la vergine e alcuni devoti e si sviluppa in altezza seguendo la tipica forma elicoidale. L’architetto era originario di Füssen. Saliamo anche sulla torre ber goderci il panorama, nonostante la giornata uggiosa. Su una testimonianza di viaggio leggiamo che da qui si possono vedere anche i due castelli di Ludwig (la nostra prossima tappa), ma non è per niente così, si vedono solo montagne e altri borghi come questo. Senza dubbio un bel panorama, il verde della Baviera non è come quello della Brianza, sembra più intenso, evoca una sensazione piacevole di fresco, pulito e profumato, viene voglia di mangiarlo! Ci avviamo verso la città bassa dove entriamo in una Backerei con tavoli a sedere: ci metto un bel po’ per capire che cosa c’è dentro a ogni panino, ma alla fine cerco di farfugliare nel mio magro tedesco (impoverito da anni di inattività) che va bene qualsiasi cosa non abbia la carne. Anche Diego mi fa compagnia (nonostante sia tutt’altro che vegetariano!), così la ragazza ci dà un paio di pseudo-piadine arrotolate con verdure fresche, mozzarella e salsine. Sarà l’appetito, ma ci sembrano davvero squisite, anche se qui non hanno l’abitudine di scaldare gli spuntini e mangiano tutto freddo, magari innaffiato da un grosso cappuccino al posto dell’acqua (noi non ci facciamo contagiare). Poi però Diego si mangia anche un paio di Bretzel (in giro li troviamo scritti in ogni modo: Preze, Breeze…). In pochi minuti di auto arriviamo ai piedi dei castelli di Ludwig II. Riusciamo a lasciare la macchina prima del parcheggio a pagamento (4,5 euro), sul ciglio della strada (la necessità di due poveri squattrinati aguzza l’ingegno!) e saliamo a piedi per acquistare i biglietti. Scopriamo che il prezzo è aumentato rispetto a qualche anno fa (la guida è del 2007), comunque nel prezzo (8 euro per gli studenti) è compresa anche l’audioguida nella nostra lingua. Optiamo per la visita al solo castello di Neuschwanstein (quello di Disneyland, per capirci..), perché sono già le 15 e dobbiamo ancora fare parecchi km per arrivare al nostro b&b. In meno di mezzora a piedi su strada ampia e asfaltata, sulla quale passano continuamente le carrozze trainate da cavalli e anche i bus-navette, arriviamo a destinazione. La vista è mozzafiato già dall’esterno, ma non immaginiamo nemmeno la meraviglia di quanto c’è dentro!La mia sorpresa è così grande perché non avevo molte aspettative, mentre il castello è completamente arredato e.. Beh non vale la pena descriverlo a parole, dico solo che Ludwig era sì un pazzo scatenato, un bambino capriccioso e viziato, ma riuscì alla perfezione nel realizzare quanto aveva ideato nel suo mondo incantato, fatto di favole e leggende che leggeva assiduamente. Il castello non è mai stato completato, ma questo non ne sminuisce minimamente la portata. Sono assolutamente da visitare anche le cucine, rimaste interamente arredate. Terminata la guida, andiamo a goderci il panorama dello stesso Neuschwanstein dal Marienbrücke, anch’esso voluto dal giovane re, il quale vi si recava la sera per ammirare da lontano la dimora partorita solo dalla sua mente e dai progetti di un costumista. Terminata la favola di Ludwig, arriviamo a Landsberg am Lech dopo le h 18, nel nostro B&B appena fuori la città vecchia. Lasciamo i bagagli e la macchina, ci laviamo e andiamo a cenare in città, che inaspettatamente è deserta già alle 7 di sera! Ordiniamo due primi con 2 birre tedesche in un bar-pub e ci spaventiamo quando vediamo arrivare questi due piatti esageratamente enormi, pieni di pietanze!! Diego prende delle tagliatelle con straccetti di carne e verdure, io dei ravioli di spinaci e asparagi.. Questo è ciò che riesco a tradurre dal menù, ma in realtà si tratta di tagliatelle all’uovo con crema di crauti, asparagi e pezzi enormi di carne bianca, mentre i miei ravioli (probabilmente un intero sacchetto di quelli di Giovanni Rana per 3porzioni) sono conditi con crema di asparagi, punte di asparagi e pomodorini, e avrebbero pure il prosciutto (che ho detto di omettere)!! La birra è semplice ma molto buona, ci aiuta a spingere giù la valanga di cibo. Ci scusiamo perché non riusciamo a finire tutto, e ci dispiace davvero perché è tutto molto saporito. Paghiamo 22 euro in totale: niente male considerando la quantità (e anche la qualità), ma si può fare di meglio. Capiamo subito che in Baviera sono proprio fissati con gli asparagi, quelli bianchi in particolare..in effetti poi in ogni mercato che visitiamo ci sono bancarelle esclusivamente di asparagi e in ogni bistrot, ristorante, Biergarten c’è almeno un piatto con questo ortaggio. Comunque c’è da dire che li cucinano davvero splendidamente, anche se poi di zuppe e salsine con la panna non se ne può più! Siamo tentati di entrare in un posticino indiano dove si fuma il narghilè (l’unico posto aperto con un po’ di gente..), ma siamo esausti e ci corichiamo

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