Firenze - Capo Nord (diario della prima settimana in Germania)

Castelli di Baviera, Garmisch, Rothenburg, Turingia, Harz e Lubecca sulla strada verso il grande nord

  • di Nicola27
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Domenica 5 Luglio (Firenze – Garmisch, Partnacklamm, Linderhof, Neuschwanstein)

Vi racconto della partenza per un lungo viaggio, del poco dormire, della scarsa colazione, dell’aria frizzante di una mattina d’estate. Quest’ultima cosa potrebbe essere un’invenzione, ma mi piace associare a una mia partenza ciò che fa dolce l’estate e così chiaro un mattino.

E forse l’alba della nostra partenza è stata un’alba dopo una lieve pioggia notturna.

Siamo in due. Più un’infinità di oggetti, vestiti e alimenti per un mese di sopravvivenza.

Credo con un margine prossimo al cento per cento di aver fatto colazione all’autogrill con un caffè e un pain au chocolat. Per me i dolci sono importanti. Certo in autostrada non sono il massimo.

Nessuna coda. Il Brennero è già alle nostre spalle insieme al resto d’Italia.

Purtroppo Micheal Jackson è morto e questa cosa ci accompagnerà per tutto il nostro lungo tragitto. Dico purtroppo, con rispetto parlando, perché ogni radio del globo inonderà da qui in avanti almeno tre volte al giorno il nostro angusto abitacolo con qualche canzone del defunto re del pop.

L’Austria l’attraversiamo in un fiat Bravo blu, il mio. E scusate il pessimo gioco di parole…

Così per l’ora di pranzo siamo già alle porte di Garmisch. Avevo letto su una guida di queste gole di Partnachklamm. Per attraversarle a piedi ci vogliono un paio di ore al massimo. Per leggere il nome molto di più. Munitevi di impermeabile. Il rumore assordante di un continuo scroscio d’acqua vi accompagnerà tra le rocce. Uno spettacolo favoloso che d’inverno, quando tutto ghiaccia, deve essere ancor più particolare.

Particolare da non sottovalutare e che rischiavo di dimenticare è stato il primo tedesco incontrato appena abbiamo messo i piedi a terra. Giuro.

Scarponi, calzini col pon pon, pantaloni con annesse bretelle e cappello in puro stile bavarese. Mancavano irrimediabilmente un boccale di birra in una mano e un bracciale di brezel nell’altra.

Da Garmisch guidando lungo un lago ci spostiamo verso la meta successiva, Linderhof. Un piccolo castello con un grande parco e una scenografia tutta particolare dentro a una grotta. Ludwig II doveva apparire sicuramente eccentrico ai suoi contemporanei. E a qualcuno fece comodo farlo passare per pazzo.

Nei castelli di Baviera si riflette il carattere stravagante di questo sovrano. Questa però non è una guida per cose che, fra l’altro, potete benissimo scoprire da voi.

In effetti non saprei come definire quello che sto scrivendo. Probabilmente un diario di viaggio postdatato. Qualcosa per capire cosa rimane.

Di sicuro rimane la signora che ci ha accolto nella sua pensione che in Germania chiamano Gasthof. La cuoca tedesca della mensa scolastica nei Simpson. Uguale.

I pavimenti in legno che scricchiolano in maniera sinistra e non solo quelli. Un terrazzino con vista del castello di Neuschwanstein. Il più famoso al mondo credo.

Cena sul terrazzino a base di omelette della nonna di Francesca, la mia compagna di viaggio (e non solo). La nonna Anna è una brava cuoca e una nonna viaggiante, ma non vi preoccupate che non ce la siamo portata dietro.

Nella stanza il più minimo movimento produceva il classico suono sinistro da cigolio della porta. Caratteristico (il suono). Accogliente (la stanza). Nutriente (la colazione). E non poteva essere altrimenti con una cuoca del genere. Miglior definizione? Ostessa.

Fussen è un piccolo paese. Tranquillo e mite a poca distanza dalla nostra dimora. Ideale per i classici “due passi” dopo cena. Qualche negozio vende a caro prezzo abiti tipici bavaresi, anche per bambini e bambine o, come dicono i tedeschi, pampini e pampine. Vestiti così assomigliano però più a delle bambole. In tedesco Puppen

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