A Bayerischerwald !!!

A BAYERISCHER WALD!!! Il viaggio al Nationalpark Bayerischer Wald non è stato impeccabile sotto il profilo organizzativo. Sapevamo solo che volevamo partire e che dovevamo farlo subito. La mancanza di pecunia, gli impegni scolastici dei ragazzi, gli appuntamenti con il ...

  • di tiaulicchiu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

A BAYERISCHER WALD!!! Il viaggio al Nationalpark Bayerischer Wald non è stato impeccabile sotto il profilo organizzativo. Sapevamo solo che volevamo partire e che dovevamo farlo subito. La mancanza di pecunia, gli impegni scolastici dei ragazzi, gli appuntamenti con il fotoclub ci dicevano che non potevamo rimandare oltre. Nel canonico ora o mai più, si doveva partire.

Volevo che i ragazzi fotografassero, ma non ho procurato loro le macchine digitali. Maria doveva organizzare il mangiare, ma alla fine è finita a succo di frutta e biscotti. Sapete? Tanto meglio.

La mattina con estrema calma ci siamo alzati ed alle nove abbiamo salpato le ancore. Ora che ci penso non ho controllato i livelli alla macchina. Olio, acqua, pressione delle gomme. Non ho visto nulla. Conosco persone che mi toglierebbero il saluto se sapessero tutto questo. Comunque partiamo. Ieri ho fatto il pieno e anche se in serata sono andato a San Donà di Piave per assistere ad una fotoproiezione sui vulcani dell’Ecuador non ho percorso più di cento chilometri quindi ne ho altri duecento di autonomia.

A Portogruaro, dopo appena 20 km, ci fermiamo per effettuare la prima tappa. Qui dobbiamo prelevare i soldi dal bancomat prima e comperare il seggiolino ad Aurora poi. Mi hanno detto che la polizia tedesca è severessima. Meglio non rischiare inutili multe. Alla SME, i seggiolini, li hanno finiti. Provo al Carrefour. 14,90 euro, sa è l’ultimo. Pago e, finalmente, mi metto in autostrada per Udine. Da internet con il sito www.Viamichelin.It ci eravamo fatti un’idea mooolto approssimativa sulla strada che dovevamo percorrere. Comunque raggiungere Saltzburg non era un problema ed una volta giunti avremmo comperato una cartina per proseguire.

Il viaggio fino al confine austriaco è stato piacevole. Scorrevole e senza intoppi. E’ un’altra italìa. L’ultima volta che ho attraversato il confine italiano è stato prima del 1997. Ricordo che cambiammo i soldi e presentammo i documenti ad un poliziotto annoiato rinchiuso in una garitta come se stesse in una gabbia. Da vero alienato.

Come è stato trasformato il confine ora che c’è l’Europa unita? Cosa troverò? Era veramente tutto libero? E’ vera circolazione di persone, merci e capitali? Maria quando attraverseremo il confine? Mario, il confine lo abbiamo lasciato dieci chilometri fa! E dove? Dove c’era la stazione di sosta con il cambio di valuta.

Sorrido, dove una volta c’erano soldati e poliziotti armati oggi c’è un cambia-valute. Bè almeno il consumismo qualcosa di buono l’ha portato. Nel suo nome si abbattono frontiere e si costruiscono ponti, seppur lastricati di pubblicità. Chissà che fine ha fatto quel poliziotto.

Il transito da uno Stato ad un altro non è certo una fucilata. La natura non conosce certo confini politici. Ed infatti ciò che cambia sono solo i cartelli. Adesso sono in tedesco. La comparazione delle indicazioni stradali in ambito europeo te li fa rendere comprensibili. L’autostrada non è tanto dissimile. Ero stato avvisato di rispettare i limiti di velocità perché, dicono, in Austria ci tengono molto.

Ed infatti, con i limiti imposti, l’autostrada austriaca è un vero calvario. Il numero di cantieri stradali, non inferiore a quelli italiani, ed i tunnel, ti costringono continuamente ad andare a 60 km orari! E, a differenza delle autostrade italiane, qui quando c’è un cartello che ti ordina di andare piano, tanto per farti capire che non lo dicono “per consigliartelo”, immediatamente dopo c’è un radar che misura la velocità

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