Quasi tutta Berlino in due (intensi) giorni

Esattamente come l'anno scorso, a Novembre a Michele "tocca" un viaggio di lavoro, pochi giorni... Ma io anche quest'anno non mi lascio scappare l'occasione di andare con lui... Mica son matta! Un'altra capitale europea da visitare... Evvai! Quest'anno è la ...

  • di Valya
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Esattamente come l'anno scorso, a Novembre a Michele "tocca" un viaggio di lavoro, pochi giorni... Ma io anche quest'anno non mi lascio scappare l'occasione di andare con lui... Mica son matta! Un'altra capitale europea da visitare... Evvai! Quest'anno è la volta di Berlino...

Dopo aver passato la notte in un hotel vicino a Malpensa a causa del volo che era la mattina presto, aver lasciato l'auto nel comodo parcheggio Travelparking, e fatta tutta la trafila dell'imbarco partiamo con la EasyJet alla volta di Berlino. Atterriamo in orario e senza nessun problema, l'unico momento di panico è dovuto alla neve che vediamo nei dintorni della pista... Sono sinceramente preoccupata che le previsioni per i giorni che staremo sù siano azzeccate: -6° e neve! Presi i bagagli ci dirigiamo subito all'edicola che è in aeroporto e compriamo la Welcome Card , così da non dover più pensare ai biglietti per i mezzi, neppure quelli da/per l'aeroporto visto che sono compresi. Il prezzo è buono: 21 euro per 72 ore. Comprando il biglietto giornaliero ne avremmo spesi 18, ma con la welcome card si hanno anche sconti in alcuni musei o monumenti che visiteremo di sicuro, quindi optiamo per quella, intanto la differenza è poca. Avendo già "studiato" la situazione via web, cerchiamo subito le indicazioni per l' Airport Express.. Ne seguiamo una e ci troviamo all'esterno, so che dobbiamo percorre il camminamento sotto alla tettoia che si trova sulla sinistra... Arriviamo così nella stazione... Ma lì le indicazioni per l'Express sono scomparse! Non c'è più traccia! Una coppia irlandese di mezza età ci si avvicina e ci dice che ha il nostro stesso problema: non si sa su che binario è l'Express, chiediamo all'edicolante e ci dice il terzo...Corriamo là... Ma a quanto pare dei due treni che passano nessuno è l'Express... Si ferma una coppia di tedeschi a darci una mano a leggere i cartelloni delle partenze ma anche loro non sanno che dirci, non è proprio segnalato! Io allora sfodero, tra i mille fogli che mi sono stampata da casa, l'orario dell'Express e in base a quello riusciamo a capire (confrontandolo coi tabelloni delle partenze) che, essendo domenica, è sul binario 9... Corriamo e riusciamo a salire su un treno NON segnalato come express ma che ha il giusto orario. Una ragazza gentilissima appena ci vede salire trafelati ci tranquillizza e dice che siamo al posto giusto. Evvai! Ma i tedeschi non dovrebbero essere quelli tutti precisi???? Boh! I nostri compagni irlandesi sono sempre con noi, così iniziamo a chiacchierare tutti insieme, e la mezz'oretta di treno passa veloce... Vedere la torre della tv, Alexander Platz e la cupola di Foster già dal treno mi mette in circolo l' "adrenalina del turista" ... scendiamo a Friedrichstrasse, prendiamo la metro (U-bahn) per due fermate sino a Stadtmitte, e appena sbuchiamo in superficie vediamo in lontananza il Checkpoint Charlie: ok, ora sì che siamo a Berlino!!  Giriamo l'angolo e dopo pochi metri ecco il nostro hotel: il City Hotel am Gendarmenmarkt.

Arrivati in hotel ci dicono che la camera non è ancora pronta, ma poco male... Avendo visto che il Checkpoint Charlie è così vicino lasciamo i bagagli in deposito in hotel e andiamo subito lì, così da sentirci subito nel pieno di Berlino. Non fa freddissimo, ma il cappello di lana è d'obbligo, e lo sarà per il resto della nostra permanenza in terra tedesca. La passeggiata è breve, arriviamo davvero in 5 minuti e restiamo subito colpiti dall'importanza storica del luogo... Ci sono molti turisti che fanno perdere un po' di fascino, così come i finti poliziotti e il banchetto dove, se si vuole, ci si può far mettere l'originale timbro della DDR sul passaporto... Ma comunque se uno si concentra sul "dove" è in quel momento è veramente un posto che colpisce. Facciamo le foto di rito (sì, pure quella con le finte guardie) e poi entriamo a visitare il Museo del Muro (Museum Haus am Checkpoint Charlie www.Mauermuseum.De ) in cui si raccontano tutti gli stratagemmi inventati dalla gente per riuscire a passare aldilà del muro e anche i sistemi grazie al quale l'invalicabilità era (quasi) assicurata. Ci godiamo la visita con molta calma perchè il museo è davvero interessante, ci appassiona proprio e in più di un'occasione ci commuove. In tanti non sono riusciti nel loro intento, un ragazzo ad esempio è stato lasciato morente per 50 minuti sotto al muro prima che da una parte o dall'altra si decidessero a soccorrerlo. Altri invece sono riusciti a "venire di qua" con mongolfiere, all'interno di casse per concerti, dentro a vecchie radio (!), gente calata con carrucole, bambini lanciati oltre il filo spinato, uno ha inventato un piccolo sommergibile col quale è passato nella Sprea (il fiume di Berlino) e tanti, tanti altri... Usciti dal museo, restiamo un po' a contemplare la traccia del muro per terra... Sì perchè a Berlino dove c'era una volta il muro hanno messo due file di mattoni sulla strada, così da ricordare il tracciato della divisione cittadina. Ammetto che abbiamo anche saltato di qui e di là del muro.. Pensando però a quanta gente avrebbe dato tutto per poter fare come noi... continuiamo la nostra camminata nella storia passando davanti ai primi resti di muro che sono accanto alla mongolfiera che è a poca distanza dal check point charlie e vediamo una vera Trabant: la mitica macchina della DDR. Traversata la strada arriviamo alla Topografia del Terrore: sull'area «Prinz Albrecht» tra la Prinz Albrecht-Straße (oggi Niederkirchner straße), Wilhelmstralße e Anhalter Straße, tra il 1933 e il 1945 ebbero sede le principali istituzioni dell'apparato di persecuzione e di terrore dello stato nazionalsocialista: in Prinz-Albrecht-Straße 8 si insediò la Gestapo cioè la polizia segreta di stato e nell'adiacente Hotel Prinz Albrecht risiedeva il Comando generale delle SS . L'area Prinz Albrecht costituiva il vero centro poliziesco delle SS: è da qui che venne preparato il genocidio degli ebrei, la persecuzione e lo sterminio sistematico di altre parti della popolazione, e sempre qui si trovava anche il carcere della Gestapo, in cui venivano interrogati detenuti ai quali la Gestapo era particolarmente interessata. Nel 1956 a Berlino hanno cercato di eliminare totalmente ogni ricordo del passato, ed hanno raso al suolo tutti gli edifici che ricordavano le istituzioni del reicht ... Dal 1990 è stata aperta questa esposizione di fotografie e pannelli esplicativi proprio in quei luoghi... È un posto coinvolgente, soprattutto perchè la gente sta tutta in silenzio, concentrata a leggere di tutta quella pazzia collettiva, e poi in mezzo a questo silenzio si sentono provenire dai pannelli (quelli con interruttore) le voci del processo di Norimberga, le voci originali dei carnefici che negano o si difendono... ..E poi c'è il muro... L'unico pezzo di muro rimasto esattamente come era, senza murales o scritte, il vero muro, il muro nella sua bassezza... Sì perchè non era mica alto! Dopo aver visto la Topografia del terrore e averla lasciata con un po' di magone, ci prendiamo la metro e ci dirigiamo alla Museum Insel = l'isola dei musei, chiamata così perchè vi sono radunati i principali musei di Berlino. Noi purtroppo abbiamo poco tempo e dobbiamo fare una scelta, che senza il minimo dubbio, ricade sul Pergamon Museum: all'entrata col biglietto consegnano pure l'audioguida gratuita... È molto comoda, perchè ha un percorso di 30 minuti che fa visitare le cose principali del museo, e poi se uno vuole/ ha tempo può continuare in modo autonomo soffermandosi sulle cose che lo attraggono e digitando l'ormai consueto numerino accanto ad ogni opera. Il percorso di 30 min è davvero completo, e ci spiega perfettamente ... Il meraviglioso Altare di Pergamo, la porta di Ishtar, le mura di Muschatta, la stanza di Aleppo che è una meraviglia di intarsi. Finito il tour di 30 minuti, finiamo di visitare il museo , restando a bocca aperta per i meravigliosi mirhab... Che ci ricordano tanto la "nostra" Andalusia vista solo pochi mesi fa

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