Vacanza gustosa nella Foresta Nera

Finalmente le tanto sospirate ferie estive! Peccato che siamo già a metà settembre… dove possiamo andare? Prendiamo in considerazione Formentera o qualche isola della Grecia, ma l’incognita maltempo ci rende titubanti. Alla fine, da un’idea lanciata lì per scherzo, decidiamo ...

  • di miticalu
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Finalmente le tanto sospirate ferie estive! Peccato che siamo già a metà settembre... dove possiamo andare? Prendiamo in considerazione Formentera o qualche isola della Grecia, ma l’incognita maltempo ci rende titubanti. Alla fine, da un’idea lanciata lì per scherzo, decidiamo per la vacanza itinerante nella Foresta Nera.

Un paio di settimane prima della partenza comincio a studiare un itinerario che ci permetta di vedere i luoghi più significativi, anche seguendo i suggerimenti letti su TPC. Per il pernottamento, decidiamo di arrivare ogni volta sul posto e di cercare alloggio presso una Gasthof o simile. Dagli uffici turistici delle località individuate come interessanti mi sono fatta spedire a casa del materiale (mappa, ospitalità) per prepararci.

E finalmente, alle 5.30 di martedì 11 settembre 2007, imbocchiamo l’autostrada, destinazione Como-Chiasso. La nostra prima tappa è alle cascate del Reno, a Schaffhausen, Svizzera. Purtroppo il tempo si è ingrigito, quindi i colori risultano un po’ spenti, ma la potenza dell’acqua è comunque impressionante e il frastuono assordante! Scattiamo centinaia di foto da tutte le piattaforme disponibili. Facciamo anche la gita col battello che ti porta sullo sperone, proprio in mezzo alla cascata. Siamo circondati dall’acqua, dalla sua impetuosità; la roccia svetta coraggiosa, sembra resistere strenuamente agli schiaffi della cascata. Siamo nelle mani della natura, ed è paurosamente eccitante! Breve pausa pranzo, poi di nuovo in macchina verso la prima tappa ufficiale della Foresta Nera: il lago Titisee. All’inizio del paese troviamo il pannello informativo con i nominativi di chi offre le camere. Attratto dalla fotografia, Marco decide che dobbiamo alloggiare presso la Haus Irma. Per una serie di coincidenze favorevoli, alla fine riusciamo a trovare il centro del piccolo paese e ad individuare la suddetta Gasthaus: una piccola casa in legno, con gli immancabili gerani alle finestre. Titubante mi avvicino al campanello e suono. Aspetto. Speriamo che il mio tedesco sia sufficiente a farmi capire. Risuono. Speriamo che ci sia qualcuno in casa. Speriamo che abbia posto. La porta si apre e appare una signora anziana, vestita in maniera sportiva, i capelli lunghi bianchi legati. La camera è disponibile, per € 22 a testa al giorno, compresa la colazione. Il bagno è al piano. Ma la camera... La cameretta delle favole. Molto calda, moquette color panna, letto di legno marrone chiaro in riconoscibilissimo “stile Ikea” e piccola verandina finestrata, con tavolo, lampada e due poltroncine. Vista lago. Tendine bianche col fiocco. Tende gialle canarino più pesanti per la luce (le tapparelle non esistono, lo sappiamo). Una piccola chicca. Fosse per me, mi trasferirei a vivere qui! La mattina seguente, dopo una colazione molto abbondante (la mia, soprattutto, perché lo stomaco di Marco prima delle 11 si rifiuta di accettare qualsiasi tipo di cibo) partiamo alla volta di Furtwangen. Qui visitiamo il museo dell’orologio, unendoci ad un gruppo di turisti francesi: anche se non è la nostra lingua, riusciamo comunque a capire gran parte di quanto illustrato dalla guida, e ne siamo favorevolmente impressionati. Il museo è dinamico, ci sono molti begli esemplari di orologi esposti, di varie epoche e di varie provenienze. Ammiriamo anche un particolare orologio in legno, di qualche secolo fa, ancora funzionante, con meccanismi molto precisi e particolari. La visita è molto interessante. La nostra mattinata prosegue con la visita a Schonach del cucù più grande del mondo. Si tratta di un orologio grande come una casa, letteralmente. All’interno, oltre ad una piccola rivendita di souvenir, è possibile ammirare il meccanismo dell’orologio, perfettamente funzionante. Rimaniamo un po’ delusi quando scopriamo che ad emettere il caratteristico suono del “cucù” non sono altro che due flauti di lunghezza diversa, a stantuffo. Alle 12.30 usciamo e ci posizioniamo frontalmente alla casa perché uscirà il cucù. Ma il risultato non è all’altezza delle aspettative: troppo piccolo l’animale e troppo timido il suono. Comunque da vedere! Proseguiamo quindi verso Triberg, dove è possibile visitare le cascate più alte di Germania. Purtroppo per noi, l’ingresso al parco è chiuso per tre giorni, causa albero pericolante che deve essere abbattuto. Mangiamo quindi un hot-dog presso un chiosco sulla strada, visitiamo e facciamo qualche acquisto nel negozio dei 1000 cucù e ci rimettiamo in macchina

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