Weekend a Monaco

Weekend in coppia nella capitale bavarese per festeggiare un anniversario importante :-) Partecipanti: Giada (27 anni) e Alessandro (33). Per qualsiasi informazioni scrivetemi pure! Venerdì 27.07.2007 Partiamo da Trieste alle 5 ma dobbiamo subito deviare verso l'ufficio (anche oggi!) visto ...

  • di Giada S.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro

Ritorniamo mesti ai parcheggi, e ovviamente di che nazionalità sono gli unici visitatori che ridono e schiamazzano in mezzo al piazzale dell'appello??? Sono persone così che rovinano la reputazione di noi italiani all'estero.

Ci rimettiamo in macchina e, dopo una deviazione alla graziosa cittadina di Dachau (che vanta una storia di 1100 anni ma che è tristemente nota solo per il campo...) stavolta, grazie al navigatore, troviamo l'hotel in un battibaleno. Si tratta del Novotel Munchen City, un quattro stelle prenotato su internet in offerta (camera doppia con colazione 97 euro a notte - solo la colazione, a testa, sarebbero stati 17 euro al giorno). Lo staff, come letto in precedenza in varie recensioni su internet, è davvero molto cordiale, e ci assegna subito la camera, davvero molto bella, pulita e spaziosa. Il bagno è separato dal wc, e ci sono sia la doccia che la vasca (con un curioso miscelatore!). Completano la dotazione della stanza Tv sat, minibar con prima consumazione compresa nel prezzo, cassaforte. L'hotel ha anche una piscina coperta e un centro benessere, che però in tre giorni non riusciremo a provare!

Sistemiamo le valigie e partiamo subito alla scoperta di Monaco. L'hotel si trova dietro il Deutsches Museum, lungo il fiume Isar, a una decina di minuti a piedi da Marienplatz, quindi per tre giorni non prenderemo nessun mezzo pubblico. La zona (come del resto tutta Monaco!) è molto sicura. Attraversiamo il ponte sul fiume Isar, fotografiamo il bellissimo edificio delle piscine comunali e, oltrepassando la Isartor, siamo in centro. Lungo il tragitto ci accorgiamo immediatamente di due cose:

A) Monaco è invasa dalle biciclette, che percorrono le piste ciclabili a velocità allucinante e non esitano a scampanellare se, inavvertitamente, i pedoni sorpassano la linea (spesso immaginaria!) tra il marciapiede e la pista ciclabile. C'è realmente da avere paura :-)

B) Le strade di Monaco sono un susseguirsi di locali dove mangiare di tutto, a tutte le ore: fast food, birrerie, ristoranti, sushibar, locali etnici... Decisamente non si muore di fame!

Attraverso il Tal, pieno di negozi, arriviamo in Marienplatz, costeggiando l'Altes Rathaus e scoprendo subito che parte degli edifici della piazza è coperto da impalcature (giusto per non smentirci neanche stavolta!). Sul Neues Rathaus, però, è stato ovviamente lasciato uno spiraglio per permettere ai turisti di ammirare il carillon che, d'estate, si mette in funzione tre volte al giorno (11, 16 e 17). Siccome mancano pochi minuti alle 16, decidiamo di attendere per assistere alla rievocazione della celebre danza dei bottai contro la peste e del matrimonio reale. Puntuale, il carillon parte... Ma in totale silenzio! Devo dire che ci è piaciuto molto di più il carillon di Praga, benchè durasse meno. Un po' perplessi, cominciamo a girare per l'Altstadt (il centro) seguendo l'itinerario a piedi proposto dalla Lonely Planet (a cui stavolta mi sono dovuta adeguare mancando una Rough Guide solo su Monaco e la Baviera... E infatti ho dovuto comprare in loco una guida della città viste le scarse descrizioni della Lonely!!!). Ci colpisce subito il carattere estremamente casinista di Monaco: c'è moltissima gente per la strada, il che, se da un lato conferisce a questa città una notevole vitalità, dall'altra parte (sarà che stiamo invecchiando :-)) risulta a volte un po' fastidioso!

Passiamo davanti alla storica birreria Hofbrauhaus, dove decidiamo di ritornare poi per cena, e ci spostiamo verso Max-Joseph-Platz, per ammirare uno degli ingressi della Residenz (che non visiteremo all'interno per mancanza di tempo) e il bellissimo NationalTheater, in stile greco. Tutto o quasi, dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è stato ricostruito, ma riproponendo fedelmente gli originali

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