Georgia on my mind....

Ok, la canzone diceva cosi' "Georgia on my mind",ma nel mio caso posso dire "Georgia on my waist" visto che in due giorni che sono qui devo aver messo su 2 chili. In ogni ristorante dove siamo andati a cercare ...

  • di franxx
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro

Ok, la canzone diceva cosi' "Georgia on my mind",ma nel mio caso posso dire "Georgia on my waist" visto che in due giorni che sono qui devo aver messo su 2 chili.

In ogni ristorante dove siamo andati a cercare del cibo, il menu' si presenta bello, ricco, pieno di esotici nomi...Ma quando iniziamo a chiedere, cameriere truccate male e con la faccia di qualcuno che ODIA il suo lavoro, ci dicono che questo o quello non c'e' e l'unica cosa presente in tutto il ristorante e' il KACHAPURI. Anche se gli altri hanno altre pietanze nel piatto...

Il temuto kachapuri e' una specie di focaccia di Recco (quella con lo stracchino) farcita fino all'impossibile di un formaggio tipo ricotta e poi fritta. E finora e' quello che ci hanno proposto qui in Georgia a colazione, pranzo e cena.

Anche oggi a pranzo, una specie di lottatore di sumo in gonnella ci ha squadrato e, quando abbiamo provato a chiedere un'insalatina, ci ha detto "No, I give you Kachapuri".

La situazione qui in Georgia e' tranquillissima, talmente tranquilla che quando chiedi della guerra che hanno avuto solamente qualche settimana fa, la gente ti dice che non se ne ricorda piu' e che la Russia fa schifo. Forse, un pochino se ne ricordano ancora se subito dopo gettano fango sui vicini russi...

Telavi che è il nostro primo punto d’inizio dopo essere entrati via terra dall’Azerbaijan e' molto carina, e' la capitale della regione del vino, che qui in Georgia e' un'autentica religione.

Oggi pomeriggio facendo l'autostop, siamo stati tirati su da un Georgiano giovane e barbuto che aveva la macchina piena di fusti di vino e che, sicuramente durante il viaggio, aveva assaggiato spesso e volentieri quanto stava trasportando.

Appena siamo saliti su in macchina, in due sul sedile davanti, ha iniziato a dirci cose senza senso, e poi quando ci ha spiegato che sta trasportando vino, ha deciso di fermare la macchina sul ciglio della strada e li, ci ha chiaramente dimostrato che era ubriaco. O pazzo. O forse, tutti e due.

Ha tirato fuori dalla macchina un fusto di 20 litri e ci ha detto che dovevamo fare un giuramento in quanto da quel momento, saremmo diventati fratelli di sangue. Cosi', ci ha preso il braccio, lo ha sfregato sul suo, vena contro vena (menomale che non ci ha squartato come dei capretti) e quando il polso era rosso e dolorante ha stappato il fusto e mi ha ordinato di alzarlo per lui.

Meglio quello che essere sgozzati nel mezzo della campagna Georgiana.

Ora, non so voi, ma provate ad alzare un fusto da 20 litri di vino... Non e' un'impresa semplice.

Cosi', con una fatica immane visto che io dovevo alzarlo per lui senza alcun aiuto, lo tiro su di 5 cm da terra e lui vi si getta sopra come un'assetato che non vede acqua da mesi, e incomincia a ingollare il rosso liquido che gli cola sul mento, collo, torace e braccia.

Poi, contento come una Pasqua, solleva il fusto come fosse stato vuoto, e me lo caccia in bocca spezzandomi quasi tutti i molari presenti, e cosi' almeno un litro di vino scende nella mia gola, prima che incominci a soffocarmi con quel coso che mi tappa la bocca.

In effetti sarebbe stata una bella morte, visto che il vino georgiano, come il nostro nuovo amico sosteneva, e' davvero spettacolare. Buono. Devo ricordarmene.

Dopo aver bevuto si e' avventato su di me e poi sull'israeliana, baciandoci e dicendoci qualcosa riguardo il nostro nuovo legame di fratelli di sangue.

E chi conosce i georgiani, sa che i baci non si danno come all'occidentale ma si danno sulle labbra

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