Gambia

GAMBIA Febbraio 2009 Sabato 07/02/2009 In albergo ci sono pochi italiani, oltre a noi due solamente altre due coppie di Lecco (che praticamente non si muoveranno dalla spiaggia...), tutti gli altri ospiti sono inglesi, ed il personale è in effetti ...

  • di Alberto Sordi 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

GAMBIA

Febbraio 2009

Sabato 07/02/2009

In albergo ci sono pochi italiani, oltre a noi due solamente altre due coppie di Lecco (che praticamente non si muoveranno dalla spiaggia...), tutti gli altri ospiti sono inglesi, ed il personale è in effetti abbastanza sorpreso di aver a che fare con europei non-anglici (e scarsamente portati per la lingua d'Albione, ma decisamente portati per la mimica), ed è meglio così: se non capisci la lingua degli altri, si possono evitare inutili ed imbarazzanti scambi di saluti a cena e colazione ;-)))))

Nella Gambia i mezzi pubblici sono pressochè inesistenti, ci si muove soltanto coi taxi ed i “bush-taxi” (minibus con orari aleatori e destinazioni conosciute praticamente solo agli Dei ma, se si riesce ad incappare in quello giusto, decisamente economicissimi). Poi ci sono i taxi “turistici” di colore verde, che stazionano ovviamente di fronte agli hotel, sono riservati ai turisti e chiedono cifre dieci volte superiori ai taxi gialli “pubblici”... Non è certo la prima volta che mi imbatto in combinazioni del genere, direi che sono una “norma” extraUE, ma continuo a chiedermi PERCHE' un turista dovrebbe prendere il taxi verde e pagarlo di più?

Non sono più puliti di quelli gialli.

Non sono meglio tenuti di quelli gialli.

Non hanno sedili più comodi di quelli gialli.

Boh?

Va bene, considerazioni a parte, ci facciamo portare a Banjul, la capitale distante una 15ina di chilometri (usando un taxi verde, ma pagandolo come un taxi giallo... Ha tanto insistito per portarci, che ci è sembrato giusto fargli guadagnare i suoi 150 Dalasi, ma non i 1000 che ci aveva chiesto eh?  Tra l'altro, la Lonely asserisce che coi taxi verdi non si tratta, quando ho tempo e/o voglia dovrei scriver loro di correggere l'informazione)

La capitale è un paesone di circa 30.000 abitanti, niente architettura particolare da notare, ma un gran bel mercato, con un gran bel nome: Albert Market :-) Mi ci sento a casa! Al di la' del nome, è troppo tempo che non mi immergo in un po' di vita “altra”, e camminare in mezzo agli odori ed ai colori di un mercato africano è esattamente quello che mi serve per ricaricare le batterie.

Usciti dal mercato, passeggiamo lungo Liberation St., e ci dirigiamo verso il porto cittadino... Una gran differenza da dentro a fuori il mercato non c'è, negozi e venditori da tutte le parti pure lungo la

Via, solo che qua passano le automobili... Ah, e non ci sono bancarelle di pesce. Il porto è un CASINO DISUMANO, ma talmente ricco di impressioni da farmi sedere e restare a guardare il niente odoroso e rumoroso per un po'.

Tornando, ci fermiamo a mangiare ad una bancarella... Oddio...un coso con una friggitrice appoggiata sopra, dove una bella ragazza frigge i “fishpai” (credo si chiamino così), sorta di sfoglia fritta nell'olio, ripiegata a triangolo ed imbottita di carne e salsa. Cosa strana, a parte il ripieno il gusto della sfoglia fritta è ESTREMAMENTE familiare: a Ferrara li chiamiamo “Pinzini”, a Modena “Gnocco fritto”, a Bologna “Crescentine”, ma comunque si chiamino, sono identici al “fishpai”!!

Siamo piuttosto stanchi, il caldo picchia ed il fisico comincia a cedere, quindi, visto che siamo in vacanza, decidiamo di tornare in albergo, e per oggi basta, che mica siamo a cottimo ;-)

In albergo conosco Ousman, un barista che parla francese e forse ha delle dritte interessanti per andare a Georgetown lungo il fiume Gambia.

Considerazioni in finale di giornata: i tizi che voglio appiopparti qualcosa sono estremamente insistenti. Inoltre lontano dalle spiagge dei buana-faccia-di-stracchino ce ne sono pochi o niente, quindi siamo effettivamente un “bersaglio” ben visibile. :-) A parte l'insistenza dei tipi, la sensazione generale di pericolo rasenta lo zero. I ladri e gli scippatori ci saranno pure qua, ma io

Non ne ho visti.

Bella gente! Alti, snelli, bei volti... I commenti di Morena sui muscoli color ebano e sulle pance piatte e scolpite si sprecano, roba da chiedere il divorzio! La spiaggia di Kotu dove siamo alloggiati è enorme, ma poco interessante, onde alte adatte al surf e  correnti forti: perchè tutti 'sti grassi inglesi vengono a svernare qui? Mi sa che non si sono ancora accorti che le Colonie hanno dichiarato l'indipendenza da qualche annetto, e credono di essere ancora i proprietari della

Zona...però ho bevuto un frullato di baobab, ed è buono. :-)

Domenica 08/02/2009

“Andiamo a vedere i coccodrilli?”

“Ma si, siamo in Africa, non si puo' non vedere i coccodrilli”

Allora eccoci a Bakau, paesotto sulla costa atlantica, più o meno a metà strada fra Kotu e Banjul, dove gli abitanti mantengono, al centro del villaggio, un lago con dei coccodrilli grassi e imbolsiti, il Kachikaly Crocodile Pool. Il cocco viene considerato animale sacro, e come tale nutrito e vezzeggiato, ed il fatto che la religione dominante da queste parti sia l'Islam pare non creare nessun tipo di contrasto... Beh, diciamo che le Grandi Religioni sono abbastanza una bella facciata,  nemmeno troppo in profondità rimangono vive e vegete le antiche credenze. Niente a che fare con il sincretismo religioso di Cuba o del Brasile, proprio se ne fregano dei dettami “ufficiali” (Cristiani o Islamici che siano), continuano bellamente a portare i loro amuleti, a rivolgersi agli sciamani e tutto il resto

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