Wales, l'estate del dragone

Galles, tra castelli e meravigliosi paesaggi naturali, sotto un inaspettato sole di fine estate

  • di olghis
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Un avviso: tutti gli amici, i colleghi e i conoscenti, prima della partenza, vi chiederanno che cosa andate a fare esattamente in Galles, e perché proprio là e non in Scozia, o in Irlanda, e rispondere potrebbe risultare difficile. Al vostro ritorno, vi chiederanno invece sicuramente che cosa avete fatto, che cosa c’era da vedere, e questa volta la vostra risposta sarà immediata, facile e dettagliata. Il Galles ha infatti un enorme patrimonio di bellezze naturali, di reperti storici e di tesori gastronomici, apprezzati dai connazionali/rivali inglesi e fortunatamente misconosciuti nel resto d’Europa. Ciò vi consentirà di viaggiare senza immagini stereotipate o aspettative irrealistiche, di godere del piacere della scoperta; le dimensioni contenute della regione vi permetteranno inoltre di cogliere una buona panoramica dei suoi paesaggi e delle sue peculiarità anche in tempi relativamente distretti.

L’ideale è disporre di un periodo di almeno 10 giorni, nonché di un’automobile per poter toccare anche località difficilmente raggiungibili con il sistema dei trasporti pubblici; le zone interne del paese sono scarsamente abitate e meno interessanti dal punto di vista turistico, con qualche eccezione: per questo motivo noi abbiamo scelto di circumnavigare la regione, soggiornando ogni notte in un posto diverso. Se siete amanti dei viaggi “on the road” e vi piace decidere sul momento dove fermarvi, dormire o viaggiare, il Galles vi permetterà di evitare le prenotazioni senza rischiare di ritrovarvi a passare la notte in auto: anche in piena stagione e nelle stazioni balneari più frequentate sarà sufficiente qualche precauzione, come quella di arrivare di buon ora o di richiedere ai proprietari dei b&b; la disponibilità per almeno due notti.

L’unico aeroporto internazionale del Galles è Cardiff, la capitale; tuttavia, se volete approfittare delle tariffe scontate dei vettori low-cost, probabilmente preferirete volare verso Bristol, Manchester o Liverpool: tutte e tre le città si trovano infatti a poco più di un’ora dal confine gallese e sono serviti da numerose compagnie. Noi abbiamo scelto Bristol, dove atterriamo il 16 agosto; una Punto Evo blu elettrico ci attende presso l’autonoleggio Avis, anche se la prenotazione è stata in realtà effettuata presso il sito web di Budget, ad un prezzo sensibilmente inferiore rispetto a quello sponsorizzato sul sito di AVIS stessa: miracoli di Internet! Impostiamo il navigatore (importato dall’Italia, affittarlo per 10 giorni presso un autonoleggio costa come acquistarne uno nuovo di media qualità) ed affrontiamo le difficoltà della guida “dalla parte sbagliata della strada”: nei primi minuti si rischia costantemente l’impatto tra la fiancata sinistra della nostra Fiat e il muretto a bordo strada, ma basta poco per prendere le corrette misure e viaggiare con relativa tranquillità anche nelle strette strade di campagna gallesi. Dopo 45 minuti di marcia, attraversiamo il ponte sul Severn, che collega l’Inghilterra alla regione gallese: un grandioso tragitto su un lembo di mare, che sancisce finalmente l’ingresso nel paese del dragone. Proseguiamo ancora fino ad Abergavenny, dove, contrariamente a quanto è nostra abitudine, abbiamo prenotato per una notte al Lamb&Flag; Inn: il timore di accumulare ritardo in viaggio si è rivelato sensato, abbiamo giusto il tempo di abbandonare le valige, accertarci al telefono che il Bear’s Hotel accetti commensali fino a tardi (le 21, per la cronaca) e ripartire. Il Bear’s si trova infatti a Crickhowell, una bella cittadina poco distante che alle nove di sera sembra già completamente addormentata; il pub/ristorante occupa una vecchia locanda ed ha tutto quello che possiamo desiderare per ricordarci che siamo finalmente in viaggio: moquette e tappezzerie fiorate, ottime birre rosse dal gusto pieno, piatti originali che sfruttano i prodotti del territorio. Gustiamo, tra gli altri, un saporito piatto di capesante con sanguinaccio e un morbido, caldo bread and butter pudding che mi fa innamorare all’istante

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