si tratta di una crociera di 5 giorni alle Galapagos, sulla nave Galapagos explorer II
Le Galpagos. Un paradiso per naturalisti e non. Con una fauna e una flora unici al mondo. Fino a ieri erano un posto talmente lontano (anche economicamente) da essere raggiungibile solo nei miei sogni più sfrenati. Oggi invece, grazie al buon cuore di mio zio che ha "sponsorizzato" il viaggio a me (Daniele) e ai suoi due nipoti (i miei cugini Nicole e Daniel), sono diventate una fantastica realtà, ovvero una delle più belle vacanze della mia vita. L’avventura comincia il 25 agosto all’aeroporto della malpensa di Milano, dove prendiamo un aereo per Madrid (voli diretti da Milano per l’Ecuador non esistono) che in 2 ore ci porta a destinazione. Dalla capitale spagnola, dopo un’attesa di circa 3 ore, prendiamo il volo per Guayaquil, dove arriviamo dopo circa una decina di ore, alle 05:00 ora locale di giovedì 26, stanchi ma eccitati. Il jet-leg è terribile: bisogna mettere l’orologio 7 ore indietro. Ma poco male, ci si abitua. Rimaniamo 2 giorni nel capoluogo ecuadoriano, giusto il tempo per vedere la città dove vive e lavora mio zio, poi sabato 28 agosto riprendiamo l’aereo che ci porta, dopo circa un’ora e mezza di volo, a Baltra, l’isola delle Galapagos dove si trova il principale aeroporto dell’arcipelago, costruito dalla marina degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale per tenere sotto controllo il canale di Panama.
PRIMO GIORNO: SABATO
Atterriamo nel piccolo ma ordinato aeroporto di Baltra in mattinata e dopo il disbrigo delle formalità doganali la nostra guida ci fa salire sul pullman che ci porta in pochi minuti nel porticciolo dove sono ormeggiati i gommoni che ci condurranno sulla nave. Saranno questi i nostri fedeli "mezzi da sbarco" per tutta la durata della crociera. Il primo impatto con la nave, la GALAPAGOS EXPLORER II (www.galapagosexplorer.com), è ottimo: non è molto grande (una cinquantina di cabine in tutto per i passeggeri) ma è decisamente lussuosa. Con un salone per i massaggi, gioielleria, negozio di souvenir, piano bar e vasche idromassaggio sul ponte principale in coperta. Alle 12:30 siamo a bordo e, dopo il check-in e l’assegnazione della cabina (grandiosa), ci rechiamo al ristorante, visto che è ormai ora di pranzo. Il buffet si conferma all’altezza delle aspettative: ottimo, abbondante e presentato in maniera impeccabile da un manipolo di cuochi che ti "spiegano" e ti invitano ad assaggiare ogni piatto. Al pranzo segue un breve riposo per riprendersi dalle fatiche del viaggio e alle ore 15:00 circa ha luogo una conferenza orientativa per farci conoscere le regole del parco nazionale delle Galapagos, come si svolgeranno le gite, l’equipaggiamento necessario eccetera. Noto con piacere che il resto dei passeggeri proviene un po’ da tutto il mondo: qualche italiano, canadesi, australiani, americani, ecuadoriani, perfino una simpatica coppia di giapponesi. Alle ore 17:00 circa siamo tutti pronti per la prima escursione a Dragon Hill, sull’isola di Santa Cruz, che raggiungiamo in pochi minuti di gommone dopo essere stati divisi in gruppi. Al momento dello sbarco siamo salutati da un iguana marina, che sembra lì apposta per darci il benvenuto. Naturalmente tutti ci fermiamo a fotografarla non sapendo che in capo a pochi giorni ne vedremo talmente tante da averne quasi la nausea. L’isola è piuttosto grande e la più densamente popolata dell’arcipelago, e su di essa si trovano la stazione di ricerca Charles Darwin e il quartier generale dell’autorità del parco nazionale delle isole. Il cammino da seguire è rigorosamente segnalato da appositi paletti, oltre i quali non è consentito andare. La vegetazione però è piuttosto scarna e gli alberi, pur molto numerosi, sono quasi tutti spogli. L’unica pianta lussureggiante è il tipico cactus delle galapagos, che sembra un fico d’india ma con un tronco spinoso molto alto. La guida ci spiega che, pur rimanendo la temperatura sempre attorno ai 25 gradi tutto l’anno, questa è la stagione secca, in cui ci sono pochissime precipitazioni. Non essendoci sorgenti d’acqua sull’isola, le piante si seccano per poi riprendere vita e colore nella stagione umida, per merito delle abbondanti piogge. E’ questo quindi il periodo migliore per le escursioni a piedi, grazie anche alla leggera brezza tipica di questa stagione, sebbene dal punto di vista strettamente "botanico" possa sembrare deludente. Costeggiamo la laguna dei fenicotteri, dove però non riusciamo a vedere neanche uno di quei magnifici animali. Pazienza, ci rifaremo abbondantemente. La nostra instancabile guida ci consola spiegandoci che ad ogni escursione il numero di specie che vedremo andrà sempre aumentando. Scorgiamo in compenso diverse iguane terrestri, intente a mangiare i pochi frutti caduti a terra o immobili a godersi gli ultimi raggi del sole che tramonta, che ci regala splendidi scorci per le foto. Verso le ore 19:00 saliamo sui gommoni e rientriamo alla nave, dove ci attende un cocktail di "bentornati a bordo" sul ponte principale. Segue un breve briefing sulle escursioni del giorno dopo, la cena al ristorante e un meritatissimo riposo