Fuerteventura (via col vento!) e gli infiniti ettari di sabbia di Maspalomas

Paradiso dei surfisti, isola del vento, del mare cristallino e delle spiagge di sabbia bianca

  • di Libra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Tenerife, di tutto e di più. Tenerife è l’isola più grande, ed è quella dell’arcipelago che offre credo una maggior varietà di paesaggi e di attività. Santa Cruz, la capitale, è una graziosa cittadina con il suo porto ed un’università: è incastonata fra le montagne ed ha tutti i servizi che potete desiderare (la spiaggia cittadina dista però una mezz’oretta). Tenerife ha la montagna più alta di tutta la Spagna, il Teide (oltre 3mila metri di altitudine) che è anche il terzo vulcano più grande del mondo ed è patrimonio dell’Unesco, ha spiagge dorate, nere e bianche. La popolazione è distribuita per tutta l’isola, il sud è particolarmente turistico con il lungomare pieno di discoteche e locali. Lanzarote, la selvaggia e la vulcanica. La più piccola e la meno popolata delle quattro isole maggiori. Forse, a detta di molti, anche la più raffinata. Qui il paesaggio è quasi lunare e molto roccioso. Spiagge di sabbia ce ne sono e sono di una bellezza davvero rara. Molto battuta dal vento come Fuerteventura, la zona ovest è molto poco frequentata. Il centro più grande è Arrecife con circa 20mila abitanti, i centri più turistici Playa Blanca al sud e La Santa. La Palma, la quinta isola, detta “L'isla bonita”, piccolo paradiso terrestre, un'isola dominata dalla pace e dalla tranquillità, E' l'isola più alta del mondo ed è sede del più importante osservatorio astrofisico dell'emisfero Boreale, sulla cima del Roque de los Muchachos. La Palma è stata inserita anche nel World Heritage site come Patrimonio Mondiale dell'Umanità per Unesco da tutelare perché unisce tutte le tipicità dei paesaggi delle Canarie: verdi foreste di lauro al nord, montagne di oltre 2000 metri, un Parco Nazionale con uno dei più grandi crateri del mondo e esemplari di pino canario, una specie vegetale esclusiva di queste isole. La Gomera, detta “l’Isola Magica”. La penultima isola delle Isole Canarie per estensione, che misura soli 20 chilometri da nord a sud, è un autentico tesoro ecologico, con una costa punteggiata da piccole spiagge tra le scogliere. Questo ambiente, caratterizzato da un litorale selvaggio e minuscole spiagge di sabbia nera, è un vero paradiso per gli amanti della natura. Il paesaggio montuoso e accidentato è ricco di contrasti: nello spazio di pochi chilometri passa da valli ricoperte di palme a precipizi immensi, da aride coste con fondali ideali per il diving a un'affascinante selva di piante e alberi. El Hierro, l’isola più a sudovest delle Canarie è la più piccola, è ancora un’enclave per pochissimi viaggiatori. Nessuna stravagante colata di cemento o ecomostro, ma piccoli villaggi di architetture basse e discrete. Un’oasi naturale, intatta e appartata. Esclusa (per sua fortuna) dal flusso turistico di massa. Proprio per la sua “riservatezza” può essere considerata l’isola più selvaggia di tutte le Canarie, dove la vegetazione è ancora ricchissima e dove il vento trasforma i paesaggi nell’arco di pochi minuti. Torniamo al nostro viaggio, siamo a metà febbraio, e finalmente si parte…!

si parte!

Prendiamo il nostro treno AV da Bologna a Firenze, e da lì un treno regionale veloce che porta a Pisa. Una volta c’era proprio la fermata “Pisa Aeroporto”, ora invece, già da qualche anno, dalla stazione c’è un servizio di bus navetta che ogni 10 minuti parte ed arriva dopo 10 minuti appena all’aeroporto (alla stazione di Pisa basta seguire le indicazioni per la navetta aeroportuale, parte comunque dal lato esterno della stazione uscendo dal lato dell’ultimo binario, basta seguire le indicazioni all’interno della stazione stessa). L’aeroporto di Pisa sembra un posto fantasma, pochissima gente…! Sarà che la gente non vuol partire oggi che è di venerdì 17?! I controlli sono piuttosto rapidi e sbrigativi, ed eccoci finalmente entrare in aereo. Partiamo purtroppo con mezz’ora di ritardo, durante il tragitto si cercherà un po’ di recuperare… Sarà la levataccia del mattino, la solita ansia che ho di volare, la noia delle 4 ore e mezza di volo che non passano mai, ma il viaggio mi sembra interminabile…! Mentre stiamo per atterrare il mio passatempo preferito è sperare che il pilota abbia una buona mira… Finalmente atterriamo, sono circa le 18 30 del pomeriggio (c’è un’ora indietro rispetto l’Italia) ma c’è ancora una bella luce! E di questo ne rimaniamo subito contenti… Complice anche la temperatura, ovviamente molto diversa dalla nostra, appena usciti dall’aereo ci sembra di stare in un altro mondo…! Le valigie imbarcate arrivano sul rullo predestinato abbastanza velocemente, così ci dirigiamo subito al banco della compagnia CICAR, dove ritiriamo in maniera molto semplice e sbrigativa le nostre chiavi. Ci viene data una bella Seat Leon, grande, comoda, si guida bene…! Mi sento di consigliare molto questa compagnia, non ha deluso le aspettative assolutamente. Professionalità, cortesia, semplicità e risparmio! Tutto perfetto! Il costo comprende la copertura assicurativa completa senza franchigia, il sito internet è veloce e chiaro; in apparenza il prezzo può sembrare superiore ad altri ma in realtà altre compagnie non includono l'eliminazione della franchigia. Si paga alla consegna delle chiavi, ci viene lasciata l’auto con in pieno, e la dovremo riconsegnare col pieno. Semplice… Finalmente si parte! Direzione sud: Morro Jable! Il percorso da fare sarà abbastanza lungo, 85 km prendendo la via più diretta, la strada FV-2, che in un’ora e un quarto circa ci porterà all’estremo sud dell’isola. Nel frattempo, accompagnati dalle belle note musicali di Radio Kiss FM (sarà una fedele compagna durante gli spostamenti), ci iniziamo a godere i paesaggi di Fuerteventura. La rete stradale dell'isola è molto basica ma è ottima e ben tenuta, c'è una grande strada a due corsie opposte che collega nord e sud sulla costa est, poi ci sono altre strade sempre a due corsie opposte per collegare i vari paesini dell'entroterra e la costa ovest. Sono pochi i tratti che hanno due corsie per ogni senso di marcia, bisogna fare quindi molta attenzione a non superare dove non è consentito perché le innumerevoli curve e cune non permettono di vedere sempre chi arriva nell'altro senso, e soprattutto rispettare la velocità consentita

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