Provenza 2005

DAI CANYON AI FENICOTTERI: PROVENZA 2005. Partecipanti al viaggio: Io, Laura, 25 anni e mio marito Paolo, 29 anni, da Como + le nostre biciclette (è la prima volta che le portiamo in vacanza e non siamo per niente allenati….). ...

  • di LauraF
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

DAI CANYON AI FENICOTTERI: PROVENZA 2005.

Partecipanti al viaggio: Io, Laura, 25 anni e mio marito Paolo, 29 anni, da Como + le nostre biciclette (è la prima volta che le portiamo in vacanza e non siamo per niente allenati...). Durata: dal 14/07/2005 al 20/07/2005 – sei notti di pernottamento di cui tre a Vaison la Romaine e tre ad Arles Tot. Km percorsi: veramente tanti...

Regioni visitate: PROVENZA e in particolare  Luberon, HauteVaucluse, Camargue Budget: considerando tutto, abbiamo speso sorprendentemente poco GIORNO 1  ISLE SUR LA SORGUE (7) – CARPENTRAS (5) – PERNE LES FONTAINES (8) – VAISON LA ROMAINE (8) Dopo mesi di studio dell’itinerario partiamo (dalla Borgogna e precisamente Chalon sur Saone, quindi non sappiamo dare indicazioni su quanto tempo ci si impieghi ad arrivare in Provenza partendo dall’Italia) con destinazione Isle sur La Sorgue, la nostra prima tappa. Dopo quasi 4 ore (consideriamo pero’ che era il 14 Luglio – festa nazionale!!!) di noiosissima autostrada, arriviamo finalmente in Provenza e appena apriamo i finestrini si sente odore di garrigue e “rumore” assordante di cicale.

Isle sur la Sorgue è un paese piuttosto carino sul fiume Sorgue, con le casette colorate, qualche bella piazzetta e un’infinità di negozi di antiquariato. La cittadina si visita ( in realtà non c’è molto da visitare, si passeggia per le viuzze del centro e sul lungofiume) molto velocemente, noi ci siamo stati non più di un’ora. Vale la pena di fermarsi solo se si è di passaggio. Io non farei una deviazione per andarci di proposito, comunque il giudizio è positivo. Non eccessivamente affollata di turisti (niente pullman di giapponesi, per intenderci).

Ci avviamo verso Carpentras (ci si arriva in meno di mezz’ora) e, nonostante non ci aspettassimo di vedere una Parigi in miniatura, rimaniamo delusi. Città deserta (probabilmente causa 14 Luglio), niente di particolare da vedere, tranne forse la sinagoga che però è chiusa. Un posto in cui secondo noi non vale la pena di fermarsi, nemmeno se si è di strada. Facciamo un giro veloce in centro e partiamo per Perne les Fontaines. Ah!, Perne les Fontaines...

Perne les Fontaines è assolutamente deliziosa. Abbiamo parcheggiato lungo la strada fuori dalle mura (lasciando le bici sul portabici e ritrovandole al ritorno) e abbiamo scoperto di essere capitati durante la Festa del Melone. Non appena oltrepassate le mura antiche ci si trova nel centro storico che fiancheggia un fiume (asciutto) che presumiamo sia un affluente della Sorgue. La passeggiata lungo il fiume è davvero bella e in più noi abbiamo anche la fortuna di vedere tutte la bancarelle a tema: piantine di melone; dolci, conserve, marmellate a base di melone; casse di meloni; quadri che rappresentano solo meloni... Bellissimo da vedere e noi eravamo gli unici turisti stranieri, ben confusi tra i locali. P.S. Il melone è il prodotto tipico di Cavaillon, cittadina che si trova a pochi km. Da Pernes.

Dopo aver passeggiato lungo le bancarelle ed esserci fermati a bere qualcosa in una “Sala da the” incredibilmente bella (lungo il fiume, tre o quattro minuscoli tavolini all’aperto e una magnifica sala ricavata da una cave, cioè una cantina con il soffitto a volta), abbiamo deciso di andare a vedere le fontane. Eh, sì, Perne les fontaines, guarda caso, è famosa per le sue fontane. Sulle guide abbiamo letto che ce ne sono circa 40, ma noi ne abbiamo viste molte meno. Facendo il solito giro tra le viuzze, troviamo la torre dell’orologio. Che meraviglia! Bellissima vista dal basso e bellissimo il panorama, salendo fino in cima. Da non perdere. Gironzolando vediamo anche qualche fonatana, ma di Pernes, non sono le fontane che ricorderemo. Tirando le somme, ci abbiamo passato comunque meno di due ore. Secondo noi vale la pena di passarci. Essendo ormai tardo pomeriggio ci avviamo verso la meta finale di oggi, Vaison la Romaine, dove dormiremo per tre notti. La decisione di scegliere un albergo a Vaison non è stata intelligentissima dal punto di vista dei km. Percorsi, però vista la sua posizione (parecchio a nord) ci ha permesso di vedere posti splendidi che altrimenti non avremmo visto. Arriviamo a Vaison dopo circa un’ora (strada impeccabile) e troviamo senza troppe difficoltà il nostro albergo (prenotato da casa su Internet all’inizio di Luglio), l’Hotel Bhurrus. Si trova nella piazza principale di Vaison nuova (Vaison è divisa in due parti: la nuova, dove ci sono gli scavi romani e la vecchia, al di là’ del fiume Ouvèze, che è la parte medievale, arroccata sulla montagna) ed è a dir poco strepitoso. Il proprietario è appassionato di arte contemporanea e di design, e si vede. Salendo da una bellissima scalinata in cotto si arriva alla hall dipinta di rosa cartone animato dal cui soffitto scendono dei meravigliosi lampadari design. Dalla hall si accede alla bellissima terrazza che dà sulla piazza. La nostra camera (decisamente piccina) è decorata in stile pop art, stupenda. Il bagno è nuovo e pulito. L’unico neo dell’albergo è la mancanza di insonorizzazione delle stanze (noi poi siamo capitati nel weekend del 14 luglio, quindi nella piazza c’era musica fino a tarda notte). Abbiamo speso 47 Euro x notte x camera (senza colazione pero’, che costa la bellezza di 7 euro a testa. Noi abbiamo preferito comprare croissant dal fornaio in piazza). Questo prezzo è solo per le camere piccole. Ci sono anche le grandi e la suite, che ovviamente costano di più’

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