Provenza Camargue e Costa azzurra: Profumi Colori

TAPPE DEL VIAGGIO Primo giorno: La Colle sur Loup, St. Paul de Vence, Cagnes sur Mer Secondo giorno: Grasse, Aix en Provence Terzo giorno: Martigues, Carro, Le Baux de Provence, Fointvielle, Maisson Les Alpilles, St. Remy de Provence Quarto giorno: ...

  • di Adriana Claps
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

TAPPE DEL VIAGGIO Primo giorno: La Colle sur Loup, St. Paul de Vence, Cagnes sur Mer Secondo giorno: Grasse, Aix en Provence Terzo giorno: Martigues, Carro, Le Baux de Provence, Fointvielle, Maisson Les Alpilles, St. Remy de Provence Quarto giorno: Arles, Aigues Mortes, Nimes, Beucaire Quinto giorno: Tarascon, Avignon, Orange, Pont du Gard, Remoulins Sesto giorno: Fontaine de Vaucluse, Gordes, Abbaye de Senanque, Roussillon, Viens Settimo giorno: Manosque, Valensole, Moustiers St. Marie, Lac de Saint Croix, La Palud der Verdon Ottavo giorno: Point Sublime, Gorges du Verdon, Castellane, Entrevaux, Nice, Villefrenche sur Mer, Cannes Nono giorno: Monte Carlo, Genova, La Spezia, Livorno (Decimo giorno: Grosseto, rientro a casa)

Mercoledì 10 agosto Un anno è trascorso, finalmente è tempo di vacanze! Ci sembrerà strano, tuttavia, partire e non direzionare la nostra lunga traiettoia di viaggio verso il verde di boschi e foreste ( per noi la media estiva supera di solito i 3000 Km. Circa) verso il Brennero e dunque l’amata Austria, terra di Tirolo ove, per una remota ragione, riconosco affondare le mie radici. Quest’estate, desiderosi di nuove mete, lasciamo la familiarità dei paesaggi di montagna, per la prima volta diretti verso le colline e le coste del sud della Francia: non si presenterà ai nostri occhi il verde brillante e smeraldino dei boschi teutonici, ma, ad ogni modo, immaginiamo sin d’ora la Provenza come un paesaggio variegato di profumi, caldo e pacante, e senz’altro colorato da un intenso azzurro, giammai contemplato in alcuna acqua di mare (nemmeno nella, per noi vicina, costiera amalfitana).

Prima meta del viaggio è St. Paul de Vence, piccolo borgo medievale tra Nizza e Cannes (uscita Cagnes sur Mer): per raggiungerlo, lasciata Ventimiglia, oltrepassiamo meravigliati il confine francese, stupiti per l’assenza di controlli (e l’allarme terrorismo, la disapplicazione francese del trattato di Shengen?) e di persone addette ad effettuarne. Alla station de payment, ad attenderci è il solo famoso cesto che richiede l’immissione dei primi spiccioli (€ 1,20): ne serviranno molti lungo le (auto)strade francesi, ed è buona norma perciò portarne già una bella scorta con sè dall’Italia. L’Hotel che avevamo scelto sbirciando dal web prima di partire (come al solito all’avventura, senza prenotare!) sfortunatamente espone sulla porta d’ingresso contornata di verde e di rampicanti l’insperato ma temuto cartello “complet”. Belegt, belegt, tutto pieno... A proposito, non c’è ancora occasione per verificare l’astio notorio dei Francesi avverso la lingua inglese... In verità il receptionist dell’hotel di La Colle sur Loup presso cui troviamo rifugio per la prima notte ci riesce simpatico, parla addirittura inglese e finanche un po’ di italiano: il primissimo impatto è positivo.

Una breve passeggiata a La Colle sur Loup (mi colpiscono i menù dei numerosi ristorantini del luogo - una pizza margherita costa non meno di 11 euro -, ed un vecchietto che, guardandoci, esclama “Les amoreux!”...) e poi dedichiamo la prima serata del viaggio a St. Paul. Situato in un paesaggio collinare di olivi e vitigni che scendono a mare, St. Paul de Vence è un vero gioiello architettonico, sicuramente da visitare e per certi versi simile alla San Gimignano italiana (ovviamente priva delle alti, monumentali torri del borgo toscano..), tutta attraversata da stretti vicoli tappezzati con ciottoli sistemati ad arte, e contornati, ai lati, da vetrine di piccole boutiques, botteghe di pittori e di artigiani locali. Famosi il cannone di Lacan (si narra che esso avrebbe scacciato i nemici di St. Paul a colpi di noccioli di ciliegie, anzichè con palle di ferro...), il dougione dell’antico castello, oggi palazzo municipale, la cui campana riporta incisa la scritta “Hora et jam de somno suggere” (le ore ci invitano, fin da ora, al sogno), la Fondation Maeght - galleria fondata nel 1964 con terrazze ombreggiate di pini marittimi che racchiude capolavori di Mirò, Matisse, Giacometti, Kandisky ed altri artisti del XX sec. I quali pagavano il conto della cena al ristorante Le Colombe d’Or lasciando un loro dipinto: ancor oggi ai muri della sala da pranzo sono esposti quadri di Chagall, Picasso, etc. -, la fontana costruita nel 1850 nel cuore della cittadella e simbolo della stessa, ed il campo di bocce, immancabile come in ogni paesino da queste parti, ombreggiato da alti platani. Famoso è anche il cimitero rivolto verso il mare, ove trova sepoltura, accanto a uomini semplici, anche Marc Chagall

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