Viaggio in Occitania

(by Luca, Sabrina e Federico) Sabato 23 Luglio: All’alba di una calda giornata di mezza estate svegliandoci ritroviamo il camper, parcheggiato di fronte a casa, già carico di tutto quanto il necessario per affrontare questo nuovo viaggio, che si svolgerà ...

  • di LucaGiramondo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

(by Luca, Sabrina e Federico) Sabato 23 Luglio: All’alba di una calda giornata di mezza estate svegliandoci ritroviamo il camper, parcheggiato di fronte a casa, già carico di tutto quanto il necessario per affrontare questo nuovo viaggio, che si svolgerà nel sud della Francia. Un viaggio che avremmo già dovuto fare due anni fa, ma un incidente stradale, per fortuna senza gravi conseguenze, distrusse quasi completamente la nostra casa viaggiante e dovemmo, giocoforza, rinunciarvi.

Andremo in Occitania, una regione storicamente collocata ad ovest del Rodano e compresa fra la catena dei Pirenei ed il Massiccio Centrale, normalmente un po’ trascurata ma invece ricca di spunti di notevole interesse, sia naturale che artistico. Partiremo purtroppo con l’angoscia dovuta al terribile attentato che si è consumato, per mano di ignobili e spregevoli fondamentalisti islamici, nella notte a Sharm-el-Sheikh, località che ben conosciamo.

Alle 8:46 lasciamo casa, con Federico, amante di questo genere di viaggi, pimpante più che mai e venti minuti più tardi imbocchiamo, come di solito accade, l’autostrada a Faenza. Il traffico verso nord è intenso, ma fila via tutto liscio e alle 9:30 siamo a Bologna. Non è così invece in direzione sud, perché sono praticamente fermi.

L’asfalto scorre costantemente sotto alle ruote del nostro mezzo, in questo modo alle 10:30 siamo a Parma e mezzora dopo a Piacenza. Sfioriamo solo il corso del Po e andiamo ad ovest lungo la A21, quindi a sud, seguendo la A7 prima e la A26 poi. Oltrepassiamo gli Appennini notando lo strano nome che porta una galleria, “dell’asino morto” (che fa un curioso paio col “viadotto del bue morto”, ubicato sull’A1, poco prima di Firenze) e giungiamo in vista del mare, sulla costa ligure, alle 12:30. Percorriamo la A10, bordeggiando la Riviera di Ponente, e poco dopo, alle 12:55, nei pressi di Savona, ci fermiamo in un’area di servizio per pranzare.

La sosta dura meno di un’ora: riprendiamo appena possibile la strada e dopo una breve coda alla barriera di Ventimiglia alle 15:30 entriamo in Francia, senza controllo alcuno (anzi, della dogana neanche l’ombra), alla faccia della tanto decantata sospensione del Trattato di Schengen da parte dei transalpini dopo i recenti, spregevoli, attentati di Londra.

Seguiamo la salatissima autostrada francese, oltrepassando arcinote località balneari d’elite come Monaco, St. Tropez e Cannes, poi, intorno alle 17:00, ci fermiamo per un rifornimento e notiamo, per la prima volta da quando viaggiamo, i prezzi dei carburanti addirittura più cari che in Italia! Verso le 18:00 ci lasciamo sulla destra la deviazione per Marsiglia e un’ora più tardi arriviamo al traguardo di questa prima giornata, ai piedi del borgo di Les Baux de Provence, che visiteremo domani mattina.

Doveva esserci nella zona un parcheggio per camper che invece non c’è più e ci sistemiamo per questa notte, in maniera piuttosto improvvisata, lungo la strada, ma c’è un altro equipaggio a farci compagnia e il luogo sembra sufficientemente tranquillo, così, tutt’altro che preoccupati, ci dedichiamo, dopo cena, al meritato riposo. Domenica 24 Luglio: Quando ci svegliamo non c’è il sole, ma giusto il tempo di far colazione ed il cielo si ripulisce rapidamente dalle nuvole, così possiamo intraprendere con migliori aspettative la visita del borgo medievale di Les Baux de Provence, collocato su di uno sperone roccioso fra le modeste asperità montuose delle Alpilles.

La cittadina, sede di una raffinata corte già nel XVI secolo, appoggiò incautamente una rivoluzione e fu punita con la distruzione, voluta da Luigi XIII, nel 1632. Nell’Ottocento venne scoperto nelle sue vicinanze un minerale cui fu dato, appunto, il nome di bauxite e oggi il borgo, sapientemente restaurato si può visitare

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