Quattro ruote, una canadese e la Corsica

Raccontare la Corsica in poche righe non è davvero possibile, soprattutto per chi ha prenotato un biglietto, si è portato appresso una tenda e crede ancora in quel mito di vacanza romantica "on the road" che da quando hai letto ...

  • di Ilaria M 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Raccontare la Corsica in poche righe non è davvero possibile, soprattutto per chi ha prenotato un biglietto, si è portato appresso una tenda e crede ancora in quel mito di vacanza romantica "on the road" che da quando hai letto Keruac proprio non ti vuoi togliere dalla mente. Di viaggi del genere ne ho fatti tanti, interrail in giro per l'Europa cercando sempre qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo, da condividere con i miei amici. E quest'anno ho convinto Fab a prendere la macchina e ad avventurarci in quest'isola che mi ha sempre incuriosito, e a passarci 20 giorni. Abbiamo caricato la macchina con la tenda, i borsoni, i sacchi a pelo, e tanta roba da mangiare che ci servirà a sopravvivere per molto (e soprattutto a risparmiare), e siamo partiti…

26 luglio

Partiamo da Livorno con un'ora e mezzo di ritardo, il che vuol dire che invece di arrivare alle 22:30, sbarcheremo intorno alla mezzanotte, riducendo ancora di più le nostre speranze di trovare un posto per dormire che non sia la macchina. Il viaggio non è lungo, sono solo quattro ore, ma l'aria condizionata mi fa morire anche perché ho lasciato tutti i vestiti in macchina. Siamo fortunati a sbarcare, scendiamo tra i primi, e ci avventuriamo in questa Bastia sconosciuta ma che ci accoglie con una serie di rotonde, strade larghe e palazzi eleganti. La nostra ricerca di un albergo è molto lunga, soprattutto perché quelli più economici sono pieni e gli altri costano un po' troppo. Ho letto da qualche parte che Bastia e Ajaccio sono le città francesi più care dopo Parigi… e me ne accorgo! Parlare con gli abitanti non è proprio facile come mi aspettavo. Ad un primo impatto con la città sembra che pochi parlino inglese (e questo me lo aspettavo), ma anche che non tutti capiscano l'italiano (e questo me la aspettavo di meno).

Proprio quando stiamo per accettare l'idea di una "comodissima" notte in macchina, un gentilissimo albergatore che parla poco inglese ci fa uno sconto e decidiamo di rimanere da lui... Più che altro per la gentilezza dimostrataci. In effetti lo abbiamo interrotto mentre si stava godendo una partita alla playstation nella sala ristorante dell'albergo. La camera è graziosa e pulita, con il bagno. Ma ancora non riesco a spiegarmi questa strana abitudine che hanno i Francesi di usare questi lunghi cuscini rotondi... La mattina dopo scopriamo che in realtà i cuscini, quelli veri, erano dentro l'armadio, insieme alle coperte.

27 luglio

Ci sveglia il sole che entra dalla finestra che punta esattamente ad est. Anche se siamo molto lontani dal mare, siamo però abbastanza alti, e lo scorgiamo da dietro le case. Ci mettiamo in macchina e ci dirigiamo verso il centro della città. Voglio fare assaggiare a Fab i famosi croissant francesi. Alla Cittadelle scegliamo quella che ci sembra la migliore pasticceria e facciamo la nostra scelta: un croissant nature, e un pain aux chocolat... Lui ne rimane così innamorato che nasce una vera e propria dipendenza.

Un giro per la città alta ci rivela una Bastia genovese, fatta di vicoli e di piccole bottegucce aperte sulla strada. Ciò che colpisce particolarmente me sono quei piccoli balconcini tramite i quali si accede all'ingresso delle abitazioni. Ci facciamo un giro alla Cittadelle, vediamo le mura, la meridiana sul palazzo dei governatori e la chiesa di Sainte Marie. C'è anche una splendida vista sul porto vecchio, sotto al quale passa un tunnel che collega la parte centro-nord della città a quella sud industriale. E' il tunnel che noi abbiamo percorso ieri seguendo le indicazioni di quel signore che ci ha disegnato una cartina sul retro del suo biglietto da visita; è uno dei motivi d'orgoglio di questi cittadini.

Io rimarrei ancora a vedere Bastia, ma Fab mi ricorda che ormai è ora di pranzo, e che quindi ci dobbiamo sbrigare a cercare un campeggio e a sistemarci. Mi convince dicendomi che "tanto ci ritorneremo perché il nostro traghetto da qui riparte!". Ci dirigiamo verso nord e subito ci rendiamo conto che molti dei nostri soldi andranno via a benzina..

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