Viaggio in Francia tra natura e tradizioni

On the road tra l’Aquitania e i Paesi Baschi francesi

  • di mauroadele
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Il 19 ci rechiamo alle Dune du Pylat (parcheggio 6 euro) che sono le più alte d’Europa. Intraprendiamo la salita, come molti altri turisti, lungo la parete sabbiosa (ci sono anche gli scalini) e una volta raggiunta la cima, ci rendiamo conto che è solo l’inizio di un lungo ed impegnativo saliscendi. La fatica è ripagata dallo splendido spettacolo che si ammira dalle cime di sabbia: a Ovest si vede l’Oceano che entra nel bacino e ad Est una fitta foresta a perdita d’occhio. Rimaniamo seduti, incantati dal bellissimo paesaggio, godiamo del tepore del sole ed osserviamo chi pratica parapendio; scendiamo lungo la spiaggia e ci concediamo un bagno, poi, però la risalita è faticosa... Dopo una meritata doccia, usciamo e ci dirigiamo a Port de Larros e a Les Petite Folies, gustiamo una cena a base di ostriche freschissime servite con pane, burro e limone ed accompagnate da un ottimo vino.

Il 20 decidiamo di andare ad Arcachon, cittadina costruita grazie a Napoleone III; parcheggiamo a fatica in zona stazione, ci dirigiamo al porto ed acquistiamo 2 biglietti per un tour per Ile dex Oiseaux (13 euro cad.) situata al centro del Bassin de Arcachon e possiamo ammirare l’estensione delle Dune vista dal mare. Nel pomeriggio ci regaliamo un po’ di relax sull’immensa Plage . Dopo essere ritornati a casa, decidiamo di cenare presso il ristorante La Humoise, dove gustiamo le “Mules frites”.

Il 21 ritorniamo al porto di Arcachon anche se la città è piuttosto affollata e decidiamo di recarci di nuovo al porto per traghettare a Cap Ferret ( 8 euro cad.). Nonostante anche questa parte del bacino sia invasa da barche di diverse dimensioni, viene tuttavia utilizzata per l’ostricoltura. Appena sbarcati, ci incamminiamo verso il Faro e lungo il tragitto ci distraiamo curiosando fra negozietti e bancarelle. Dopo aver divorato due mezze baguette farcite, ci riposiamo sulla spiaggia; nel tardo pomeriggio ritorniamo a casa. Per la cena decidiamo di ritornare a Les Petit Folies a gustare un menù completo di frutti di mare: ostriche, bulottes, bigorneauy (lumachine e lumacone )e crevettes (gamberi) innaffiato da vino bianco. In questa zona notiamo (e ce lo confermano) che la presenza di turisti italiani è piuttosto scarsa.

Il 22 lasciamo con rammarico la bella casa di Laurence per dirigerci a Capbreton, nelle Landes. Arrivati al porto, ci incamminiamo fino all’antico ponte di legno del XIX sec. e lungo il tragitto ci fermiamo a curiosare fra le bancarelle del mercato del pesce ed oltrepassiamo l’Ecomusée de la Péche. Dopo un pomeriggio trascorso a rilassarci su un’immensa spiaggia libera appena fuori paese, ci rechiamo ad Anglet , nel Labourd, una cittadina celebre per la Chambre d’Amour che rievoca un’antica leggenda. Qui abbiamo prenotato un monolocale per 4 notti ( Airbnb a 50 € + tasse ).Christine ci fa la gradita sorpresa di farci trovare dolcetti(gateau basque) e un pezzo di formaggio locale. Per la cena acquistiamo “confit de canard”e “poulet basque con piperade”presso una gastronomia.

Il 23 ci rechiamo a Bayonne, troviamo parcheggio in centro e visitiamo il nucleo antico, cioè la Grand Bayonne che si estende dove confluiscono i fiumi Adour e Nive. Iniziamo da Chàteau Vieux, una piccola fortezza, passiamo dalla Poterne, una porta secondaria, quindi saliamo al Giardino botanico; di fronte al porticato osserviamo il Palazzo del Vescovado. Ci rechiamo alla Cattedrale Sainte Marie che, durante la Rivoluzione Francese, è stata spogliata di gran parte delle statue poste sulla facciata. Ci perdiamo nelle stradine che brulicano di negozi che offrono specialità gastronomiche ed acquistiamo del cioccolato all’Atelier du Chocolat. Partiamo alla volta della Petit Bayonne che un tempo era una palude e percorrendo Quai Galuperie, fiancheggiata da canali e ristorantini, seguiamo rue de Tonneliers con i suoi archi originari di case costruite anticamente su palafitte; giungiamo al Trinquet Saint André dove si trova il più antico gioco della pelota basca e notiamo all’interno un ristorantino. Nel pomeriggio decidiamo di visitare Biarritz, celebre località turistica di villeggiatura all’inizio della Belle Epoque,ma non riusciamo a trovare un posto auto nemmeno nei parcheggi a pagamento e rimaniamo disorientati per il traffico e la confusione. Ritorniamo ad Anglet, facciamo una bella passeggiata sul lungomare ed assistiamo a gare di surf, poi ci concediamo una Sangria. Per la cena gustiamo l’entrecote alla Brasserie L’Atrium ad Anglet

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