I quattro colori del Perigord

Suggerimenti per partire alla scoperta della Francia più pittoresca

Appena usciti dalla cattedrale ci si può avventurare nelle strade del centro storico e fare qualche goloso acquisto in Rue Limogeanne. Fra le specialità locali sono da segnalare il tartufo nero, la noce del Périgord in tutte le sue declinazioni (olio alla noce, aceto, liquori e ovviamente dolciumi), formaggi (Cabécou e Trappe d’Echourgnac), vini di Bergerac, confit de canard (carne d’anatra cotta nel suo grasso) e il foie gras. Per concludere la giornata cosa c’è di meglio di una bella passeggiata in bicicletta lungo la Voie Verte, una pista ciclabile e pedonale che seguendo il corso del fiume costeggia la città e attraversa la campagna per arrivare fino a Trelissac (a circa 8 chilometri di distanza). Su di essa è facile incontrare anatre e anatroccoli in primavera, gallinelle d’acqua, aironi, e nutrie. Tutto l’anno mandrie di mucche e cavalli pascolano placidi nei prati circostanti. E nel tardo pomeriggio o presto la mattina, se aguzzate la vista e guardate in lontananza verso i prati e boschi o fra i rami degli alberi, non è difficile intravedere la sagoma di qualche cerbiatto, leprotto e scoiattolo.

ABBAZIE, GROTTE E MISTERIOSI CASTELLI

Dedichiamo la giornata alla scoperta del Périgord Vert e della sua "capitale" Brantôme, definita nel 1913 dall'allora presidente R. Poincaré La Piccola Venezia del Périgord. Benché tale definizione vada presa cum grano salis, la città, un'isoletta costruita attorno ai due rami del fiume e collegata alla terraferma da ponti e passerelle, ha senza ombra di dubbio tutto lo charme di una città lagunare. Il più caratteristico dei suoi ponti è il cosiddetto Pont Coudé, ossia un ponte costruito ad angolo retto che attraversa sia la Dronne che un suo canale e dal quale si può ammirare il romanticissimo mulino dell’abbazia, ora parte di un ristorante ed hotel di charme. Il luogo è molto suggestivo: ai piedi della falesia che sormonta il fiume si erge l'abbazia benedettina, che la leggenda vuole sia stata fondata da Carlomagno. Alle spalle dell'abbazia si snoda, su circa 600 m, il percorso trogloditico. Nel corso dei secoli infatti, le numerose grotte della falesia accolsero non solo alcuni religiosi desiderosi di vivere da eremiti, ma fecero anche da rifugio ai monaci benedettini per sfuggire e difendersi dagli assedi dei quali l'abbazia fu spesso oggetto. Da non perdere l’enigmatica grotta del Jugement dernier (giorno del giudizio), nella quale furono scolpiti due giganteschi bassorilievi (risalenti al XV o XVI secolo). L’opera è un vero un grattacapo per gli storici dell’arte in quanto il suo stile e la sua maniera inconsueta di rappresentare la crocifissione, non rispecchiano in alcun modo le correnti religiose ed artistiche dell’epoca. L'ingresso all'abbazia è di 5 euro. Per completare la visita consiglio la mini crociera in partenza dal Pont Coudé che in poco meno di un’ora vi porta alla scoperta della città e dei suoi dintorni.

Orari di apertura e tariffe: da aprile ad ottobre, 8 € per gli adulti e 5,50 € per i bambini fino ai 12 anni.

Se avete bambini al seguito non potete assolutamente perdervi la visita della Grotte de Villars, (GROTTE DE VILLARS - Le Cluzeau - 24530 - VILLARS) a circa 20 minuti in macchina da Brantome. Si tratta di un'immensa grotta (lunga più di 10 km, di cui 600 m accessibili al pubblico) scoperta negli anni ‘50 da alcuni membri del club speleologico di Périgueux. Al suo interno l'atmosfera è surreale: nel corso dei millenni l’acqua e la roccia si sono sbizzarrite nel creare incredibili sculture e stratificazioni naturali , fra cui gigantesche stalattiti e stalagmiti, laghetti sotterranei e maestose colate di calcite. Ma il clou della visita sono, secondo me, le pitture rupestri (rigorosamente autentiche) raffiguranti animali, dipinte più di 19 mila anni fa dall'uomo di Cro Magnon, il quale si dà il caso vivesse da queste parti..

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