Assaggio di Francia

A corto di tempo, ma avidi di vedere il più possibile, abbiamo compresso in una settimana un viaggio in Normandia, Bretagna e Loira, che andrebbe diluito in tre settimane per gustare appieno la bellezza dei luoghi e l’anima della Francia

  • di murzillo1973
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Siamo atterrati a Parigi Beauvais nel tardo pomeriggio, giusto il tempo di prendere l’auto in affitto già prenotata su internet, e raggiungere Rouen. Le cose da vedere nella cittadina di Rouen sono concentrate nel centro storico (la cattedrale, l’orologio astronomico, simbolo della città e la piazza del mercato dove fu arsa Giovanna D’Arco). Una piacevole mattinata a gironzolare tra i monumenti principali, le strade, le case medioevali e le architetture tipicamente normanne e poi via verso il mare, verso Fecamp. Salendo a Cap Fagnet c’è un bel punto panoramico sulla cittadina e un magnifico colpo d’occhio sulla ventosa costa d’alabastro (Cote d'Albatre), che si estende per 100 Km da Dieppe a Etretat, che percorriamo direzione Le Havre. Ci fermiamo nel paesino di Etretat, famoso per le spettacolari falesie d’Aval e d’Amont. Dalla spiaggia si snodano due sentieri sui lati opposti, uno percorribile anche in auto, per salire sulle scogliere e ammirare l’arco della Manneporte e, dalla parte opposta, l’elefante. Da Le Havre attraversiamo il Ponte di Normandia per raggiungere la graziosa cittadina di Honfleur con la sua insolita chiesa di Santa Caterina, interamente in legno con il soffitto a forma di scafo rovesciato, in memoria del suo passato legato alle costruzioni navali. Concludiamo la giornata con una gustosa cenetta a Trouville e dormiamo nella gemella Deauville, osservando il fenomeno della marea che nell’area costiera normanna e bretone ha un’altissima risonanza. La mattina del giorno successivo è dedicata a Caen, al suo castello, alla limitrofa Chiesa di Saint Pierre e alle due abbazie fondate da Guglielmo il Conquistatore, l’abbaye aux Dames (abbazia delle donne) e la più imponente abbaye aux hommes (abbazia degli uomini), classificata come monumento storico di Francia, oggi sede del Municipio, con l’annessa Chiesa di Santo Stefano costruita con la pietra di Caen, un calcare giurassico molto apprezzato per le costruzioni di tutto il territorio normanno. Naturalmente non può mancare la visita al Memoriale, museo della storia del XX secolo, nonché omaggio alla pace. Inizia così un viaggio nel viaggio, dedicato al ricordo degli uomini e degli eventi avvenuti sulle spiagge dello sbarco, per non dimenticare una parte della nostra storia insigne e dolorosa, per riflettere sul presente e il futuro del nostro Pianeta. Attraversiamo le spiagge del D-Day, visitiamo i cimiteri, viviamo i ricordi di tutti i popoli che si intrecciano e rendono omaggio ai giovanissimi soldati morti per la libertà.

Dopo una giornata carica di emozioni andiamo a dormire a Bayeux, cenando con vista sulla splendida cattedrale. Il giorno dopo non possiamo lasciare la città senza aver ammirato l’arazzo della regina Matilde che, a dispetto del suo nome, è un tessuto ricamato che ha un valore documentario inestimabile perché descrive per immagini gli avvenimenti relativi alla conquista normanna dell’Inghilterra avvenuta nel 1066. Infatti nel 2007 l’Unesco ha inserito questa tela, della lunghezza di quasi 69 metri, nell’elenco delle memorie del Mondo. Attraversiamo il confine regionale e siamo in Bretagna diretti a Saint Malò, cittadina fortificata con una cintura di bastioni. Il suo porto che sbocca sul Canale della Manica è, tra quelli francesi, uno dei più esposti al fenomeno delle maree, la cui ampiezza supera i 10 metri. E’ strabiliante come l’uomo ha saputo sfruttare il ritmico movimento del mare provocato dall’azione gravitazionale del sole e della luna a proprio vantaggio, per ricavarne energia, costruendo una mareomotrice a Dinard, cittadina turistica che si raggiunge attraverso un ponte e che sorge di fronte a Saint Malò. Il panorama dalle larghe spiagge di Dinard è molto suggestivo e, per gli amanti delle passeggiate, ancora più godibile dai camminamenti che orlano la costa dell’elegante cittadina, che nel periodo estivo quadruplica i suoi abitanti. Ci inoltriamo nella riserva ornitologica di Cap Frehel con il faro che domina il mare da un’altezza di 103 metri e visitiamo il castello di Fort La Latte a picco sul mare, dichiarato monumento storico e utilizzato come set cinematografico di numerosi film.

Lasciamo la Cote d’Armor per fare una tappa a Dinan e passeggiare nel suo caratteristico centro storico con strade strette e case a graticcio. Andiamo a dormire a Pontorson con lo spettacolo meraviglioso di Mont Saint Michel che si staglia all’orizzonte. E’ un tramonto indimenticabile che lascia il posto alle luci dell’isolotto patrimonio dell’Umanità. L’indomani attraversiamo il nuovo ponte-passerella con l’autobus navetta e saliamo al Santuario di San Michele Arcangelo. Dall’alto il fenomeno della marea è ancora più impressionante per la gran velocità con cui monta, si dice come quella di un cavallo al galoppo, che ha talvolta causato annegamenti e disagi alle automobili parcheggiate che adesso, però, non possono più accedervi. Inoltre la baia, confluenza di tre fiumi, è soggetta al fenomeno delle sabbie mobili, descritte anche da Victor Hugo e ed è difficilmente accessibile.

Lasciamo il sito, che è uno dei più visitati della Francia, a lungo conteso tra Bretagna e Normandia alla fine a favore di quest’ultima, in direzione Rennes e facciamo due tappe veloci a Fougéres e Vitré per vedere i rispettivi castelli e rifocillarci con un ottimo panino della catena di ristorazione La mie caline. Arriviamo a Rennes, capitale della Bretagna, per un rapido giro tra le piazze principali, per andare a dormire poi a Vannes, nel golfo di Morbihan che in Bretone significa “mare piccolo”. La conformazione fisica favorisce un microclima temperato simile a quello del Mediterraneo. Anticamente fondata dai Veneti, la cittadina offre angoli suggestivi come l’accesso al centro storico dal Porto attraverso la Porta Saint Vincent, il mercato coperto del pesce, le mura che la circondano e la cattedrale di Saint Pierre.

La visitiamo alla luce della luna e la mattina successiva per poi prendere la strada per la penisola di Quiberon che ci regala scorci di scogliere selvagge e mare turchese, porti turistici e larghe spiagge dove il mare si ritrae e poi di nuovo invade la battigia dopo qualche ora. Proseguiamo alla volta di Nantes e inizia la terza parte del viaggio, nella Regione della Loira, dove iniziamo a fare una scorpacciata di castelli. In ogni città ce n’è uno diverso, con mura possenti e giardini fioriti. Dormiamo ad Angers, il passpartout per le dimore estive dei sovrani di Francia. Saumur, Chinon, Rigny Ussè, Azay Le Rideau, Villandry sono sulla strada per Tours e consentono di godere di un ottimo panorama lungo la Valle della Loira.

Dopo aver visitato Tours, arriviamo a Chenonceau, il “castello delle donne”, per l’impronta femminile che lo ha caratterizzato nel corso dei secoli e conservato come luogo di pace. La sua particolarità è il ponte a cinque archi che sovrasta il fiume e che contiene la galleria d’arte, dove un tempo si davano le feste reali. Dormiamo ad Amboise, che naturalmente possiede un altro castello, anch’esso Monumento storico di Francia. Ed è arrivato il giorno della partenza. Abbiamo l’aereo nel tardo pomeriggio e c’è tempo per vedere altri due castelli Chaumont e Chambord, considerati da qualcuno i più belli. Quest’ultimo di influenza leonardiana è il più grande di tutti ed è costruito scenograficamente in un’ansa del fiume Cosson. Visitiamo velocemente anche la cittadina di Blois e arriviamo a Parigi Orly giusto in tempo per il nostro volo di rientro. E’ passata solo una settimana, ma mentre le immagini diventano ricordi ci rendiamo conto che sono davvero tanti. Paesaggi diversi e luoghi magici ci attraversano la mente, mentre salutiamo la Francia dal finestrino del nostro aereo e ci riproponiamo di tornarci presto, visto che non è poi così lontana.

Stefania.altieri@virgilio.it

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