Da Napoli a Lourdes in auto

Viaggio da Napoli a Lourdes passando per Toscana, Costa Azzurra e Provenza all'insegna dell'improvvisazione

  • di dragone.80
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2 e 1/2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Finito il nostro giro riprendiamo la tranvia, raggiungiamo l’auto, giro nel centro commerciale di P.za Greve dove c’è un Ipercoop, con acquisto della cena e ritorno in albergo.

12 agosto

Lasciamo le chiavi alla reception e scopriamo di dover pagare 4 euro a persona al giorno come tassa di soggiorno, sarà la più alta tassa da noi incontrata durante tutto il viaggio (le altre da 0,80 a 1,5 €). La ricerca di un hotel dove dormire a Marsiglia ci porta via troppo tempo, si fanno le 13 e senza aver sfruttato questa mattina a Firenze siamo costretti subito a partire verso la meta francese, con varie fermate in qualche Autogrill. Entrati in Francia ci rendiamo conto della difficoltà di trovare benzinai lungo l’autostrada, ma una volta trovato si può fare un pieno con diesel che va a 1,5 a litro; lungo la strada, incontriamo una quantità di caselli autostradali che creano ingorghi per pagare pochi euro alla volta, ma è solo per un po’. Verso sera arriviamo in albergo a Marsiglia in zona commerciale, un terribile Premier Classe (50€), piccolo e con lenzuola sporche, dal quale non vedevo l’ora di uscire; la mattina dopo, sempre in albergo, facciamo una colazione mediocre (5€pp) con bevande calde dal distributore, assenza di latte fresco da poter dare a mio figlio e yogurt che appena aperto pareva ricotta: buttato all’istante. Almeno il pane era buono e la marmellata era monoporzione.

13 agosto

Stando in zona commerciale, facciamo prima un giro da Casinò, un centro commerciale, dove acquistiamo panini e affettati; al reparto pasticceria non posso fare a meno di ammirare tutti quei macarons, decido di acquistarne qualcuno (3=2,4€) e mi suggeriscono di prendere almeno quelli al pistache au chocolat (pistacchio o cioccolato). Fuggiamo alla volta di Marsiglia che si presenta subito ai nostri occhi immensa, ma poco curata. Il parcheggio è stato facilissimo da trovare, accanto ad una chiesa splendida e maestosa che stranamente non abbiamo ritrovato su nessuna delle nostre cartine: la chiesa di Saint-Vincent-de-Paul più conosciuta come la Reformés; c’è Sant’Antonio, ci accompagnerà in questo viaggio non pianificato. L’interno della chiesa è gotico, è imponente, è impressionante, già questo vale tutta Marsiglia.

Gli abitanti del luogo si sono mostrati gentili, anche senza aver chiesto loro nulla, ci hanno spiegato la storia della chiesa e le bellezze della città nonché la sua divisione in distretti numerati. Fortuna che i francesi, almeno i marsigliesi, così come i napoletani, gesticolano, per cui capirli, per noi che parliamo un francese maccheronico, non è stato difficile. Il confronto con i napoletani non è casuale: il sole, il mare, le belle chiese; ma anche la spazzatura trovata per strada quasi ovunque, in zone che non sono propriamente turistiche, le auto ed i motorini che sfrecciano senza rispettare i semafori verdi per i pedoni, e ladri di portafogli e collane. “Attention” è stata una delle parole più ripetute e capite, tanto che ad un certo punto ho iniziato a dubitare anche delle persone con cui stavo dialogando!

Ci dirigiamo verso il porto ma le strade attraversate e la gente che incontriamo ci fanno pensare ad Asia e Africa non alla Francia: un tunisino sentendomi parlare capisce che vengo dal sud dell’Italia, e quando gli dico “Napoli”, sorridendo mi esclama un acuto “Ahé”. I cinesi, solite grandi formiche laboriose, sono indaffarati nel sistemare i loro numerosi negozi che occupano queste strade ricche di odori forti, sporche di fazzoletti ed altro, occupate al punto da risultarci difficile anche il passaggio del nostro passeggino. Neanche la vista di uno dei magazzini La Fayette ci rianima, visto che ci sono impalcature e recinzioni in plastica arancione per i lavori in corso. Finalmente ai nostri occhi si apre la veduta splendida del mare; ricco di barche di ogni tipo e dopo un obbligatorio passaggio presso l’ufficio del turismo per informazioni su orari vari, e presso il bagno del vicino fastfood, attraversiamo la strada e senza pensarci due volte, né averlo pianificato, compriamo due biglietti per la navetta a due piani che ci porterà verso l’isola d’If (11€ a/r a persona) per la visita di quello che abbiamo scoperto essere il castello dove A.Dumas figlio immaginò la prigionia e la fuga del Conte di Montecristo (anche qui, giustamente, mano al portafoglio 5 € a testa)

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