I mercatini di Natale in Alsazia

Avent, Etoiles ,Rites, Marchés, Mélodies, Mystères, Etoffes, Lumières, Saveurs, Chants.... Ogni anno, nei primi dieci giorni di dicembre, io e mio marito Giacomo, partiamo alla volta dei paesi dell'Europa del Nord per visitare i mercatini di Natale. Quest'anno abbiamo scelto ...

  • di Erika50
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Avent, Etoiles ,Rites, Marchés, Mélodies, Mystères, Etoffes, Lumières, Saveurs, Chants...

Ogni anno, nei primi dieci giorni di dicembre, io e mio marito Giacomo, partiamo alla volta dei paesi dell'Europa del Nord per visitare i mercatini di Natale. Quest'anno abbiamo scelto l’Alsazia, una regione francese che si trova a Nord-Est, al confine con la Germania.L’ Alsazia si divide in Basso Reno ed Alto Reno e, durante il periodo dell’Avvento, si divide in: Strasburgo , paese dei sapori; Sélestat, paese dell’abete;Kaysesberg e Colmar, paesi delle stelle;Mulhouse, paese delle stoffe e dei canti. Siamo partiti il 3 dicembre da Bari verso Stoccarda con un volo A/R della Tuifly al prezzo di 86 euro per due persone. Ho scelto questo volo perché era il più economico e mi permetteva di raggiungere il Nord direttamente da Bari. Arrivati a Stoccarda, dopo circa tre ore, siamo saliti sul TGV (al prezzo di 75 euro A/R per due, prenotato via internet) ) e siamo partiti in direzione di Strasburgo, capitale dell'Alsazia. Il viaggio è durato circa un'ora e mezza. Siamo arrivati alle 20:15. Alla stazione abbiamo preso il Tram A direzione Illrich, siamo scesi a "Hommme de fer" (3 fermate) e ci siamo diretti all' Hotel Klébert, che avevo prenotato via internet. L'Hotel si trova su Place Klébert dove la prima cosa che ci ha colpiti, scendendo dal tram, è stato il Grand Sapin, un abete alto 30 metri proveniente dalla foresta di Wisches, illuminato da migliaia di stelle colorate dei paesi membri dell'Unione Europea e con , nella parte inferiore, tanti angeli bianchi che suonano la tromba e delle casette colorate che riprendono lo stile delle abitazioni delle foreste dei Vosgi. Qui gli abitanti depositano i doni per i più poveri perché in questa piazza si svolge “ Le village du partage”: si tratta di più di 60 associazioni di beneficenza che vi fanno partecipi delle loro azioni di solidarietà. Dall'altra parte della piazza ci sono alberi illuminati da migliaia di lampadine azzurre. Più in là il mercato dove si vendono gli alberi di Natale. La piazza è dominata dal Palazzo "Aubette" e tutt'intorno ci sono negozi di moda, caffè, pasticcerie e difronte Les Galeries Lafayette che, per l'occasione del Natale, sono ricoperte da luci rosa e gialle a tenda. La mattina successiva, dopo aver fatto colazione in albergo, siamo andati in giro per vedere monumenti e bancarelle. Dimenticavo di dire che in questo hotel ogni stanza ha un nome di dolce o di frutta e che, di conseguenza, cambiano l'arredamento ed i colori delle tappezzeria e degli accessori. La nostra stanza era un po' piccola (caratteristica degli hotel francesi) ma la posizione dell'hotel era ottima per la sua vicinanza al centro. Il cielo era coperto, faceva piuttosto freddo ma noi eravamo ben equipaggiati e quindi non abbiamo avuto problemi. La nostra prima tappa è stata la Cattedrale di Notre-Dame (chiesa cattolica) che è vicinissima all'hotel. La guglia del campanile la si vede già da una certa distanza e, quando si arriva nella piazza omonima, si resta esterrefatti difronte a tanta bellezza artistica: altissima, ricca di guglie che si stagliano verso il cielo, il materiale con cui è stata costruita è l'arenaria rosa dei Vosgi (che mi ha fatto ricordare il magico castello fatiscente di Heidelberg),lo stile è gotico ed infatti sembra un ricamo a cielo aperto. All'interno si possono ammirare il Pilastro degli Angeli con tre ordini di Angeli appoggiati ad una colonna e l'Orologio Astronomico che abbiamo potuto vedere in funzione alle ore 12:30 pagando 6 euro. Bisogna acquistare il biglietto all'interno della cattedrale entro le ore 11.30 presso il chiosco accanto all'orologio. Si rientra alle ore 11:45, si assiste ad una proiezione che illustra il funzionamento dell'orologio. Il primo quarto d'ora è scoccato da un putto alato, il secondo da un fanciullo adolescente, il terzo da un adulto ed il quarto da un vecchio, quindi le quattro età della vita. Tutti sfilano davanti alla morte che ha in mano una falce e nell'altra un battaglio con cui batte tutte le ore mentre le età, come gli uomini, si riposano durante la notte. Alle ore 12:30 le dodici statue rappresentanti gli apostoli sfilano davanti al Cristo e ,ogni quattro statue, un gallo, alto un metro, canta sbattendo le ali per tre volte. Il Cristo alla fine benedice i visitatori. Usciti dalla Cattedrale abbiamo visitato il mercato di Natale adiacente: non vi dico che meraviglie di oggettistica e di ghiottonerie. Ad ogni angolo si vendono il “Vin Brulé (sulla u dovrebbe andare un accento circonflesso), la birra di Natale (leggermente più alcolica delle altre e ambrata) le crepes, le gaufres, kraphens, kugluph ( la specialità dell'Alsazia ) e tanti biscotti al burro (bredle),al cocco (macaron) e alle spezie. Mentre si cammina alcuni venditori dei chioschi te li fanno assaggiare. Un po' più in là c'è il “Patinoire” dove adolescenti e bambini si divertono pattinando e scivolando sulla pista ghiacciata. Anche noi abbiamo bevuto del vino caldo aromatizzato ed io ho mangiato una gaufre (una specie di cialda)alla nutella. Sia mio marito Giacomo che io siamo dei camminatori instancabili., a noi non piace perdere tempo, quando si viaggia bisogna vedere e la mattina ci alziamo presto perché la giornata deve essere intensa. Dalla cattedrale ci siamo diretti verso il Palais Rohan ( ex palazzo vescovile, attualmente sede di tre importanti musei)dove c'è l'imbarcadero per fare un giro turistico di Strasburgo a bordo di un battello coperto. A bordo abbiamo seguito, attraverso una cuffia, dopo aver selezionato la lingua italiana, la descrizione dei diversi monumenti o palazzi importanti che man mano si presentavano dinnanzi ai nostri occhi.Abbiamo incontrato due chiuse, attraversato numerosi ponti ma lo spettacolo più bello è stato quando siamo arrivati nel quartiere della “ Petite France” caratterizzato dalle case a graticcio dei “tanneurs” (conciatori di pelle) e dalle Torri medievali dei Ponts Couverts . Abbiamo navigato fino alla zona moderna di Strasburgo dove si trovano le sedi delle Istituzioni Europee: Parlamento Europeo, Consiglio d’Europa e la Corte dei diritti dell’uomo.Il viaggio è durato circa un’ ora e mezza, siamo ritornati all’imbarcadero e ci siamo diretti verso il mercato natalizio di Place Broglie che è il più grande Marché de Noel. Abbiamo visitato le diverse bancarelle dove erano state esposte decorazioni scintillanti ed il nostro naso è stato solleticato dai profumi speziati e zuccherati degli stands di dolciumi, caramelle, cioccolatini e vino caldo. A parte la temperatura fredda, il tempo era un po’ capriccioso perché dovevamo aprire e chiudere l’ombrello in continuazione. Al tramonto abbiamo fatto un giro nelle vie che man mano incominciavano ad essere illuminate dalle numerose luminarie sistemate per l’occasione. In una strada erano stati appesi dei lampadari a gocce inseriti in dei cubi trasparenti; in piazza Gutenberg c’era un albero di luci azzurre che simulavano la neve con ghiaccioli bianchi e non vi dico gli addobbi alle finestre delle case... Non ho parole per descriverli. Ho scattato circa 500 fotografie ed ho realizzato un filmino perchè non potevo fare a meno di portare con me un pezzo di Alsazia nel periodo natalizio. Orsi di tutte le misure, renne, babbi Natale, cuori, angeli, rami di abete, slitte, abeti, palle e palline multicolori, gnomi, angeli,papere, cicogne..Una pasticceria aveva come decorazione esterna, sopra le vetrine, dei rami di abete in cui erano state sistemate delle gigantesche torte in polistirolo tutte decorate.Si dice che in Alsazia gli abitanti gareggino fra di loro per abbellire le finestre delle abitazioni e rendere magico il Natale. Una strada era tutta adorna di rami secchi spruzzati di bianco, un’ altra da abeti bianchi per cui si aveva l’impressione che fosse nevicato. Quanti ristoranti, quante panetterie, quante pasticcerie, quanti chioschi! A proposito lo sapevate che l’Alsazia è il paese delle cicogne? Ce n’erano di carine di peluche, avrei voluto comprarne una ma temevo che mio marito mi prendesse in giro. Abbiamo cenato in un Winstub che è una specie di birreria dove si servono piatti tipici alsaziani. E’ una parola di origine tedesca perchè l’Alsazia è stata dominata diverse volte dalla Gemania per cui nella lingua sono presenti anche dei lemmi tedeschi come ad esempio Kougelhopt, dolce tipicamente tedesco. Ritornando alla cena, io ho mangiato una Tarte Flambée (una specie di pizza) con cipollla (io non l’ho fatta mettere), pancetta e munster (formaggio della zona) mentre mio marito ha preso una choucroute (carne di maiale con crauti) il tutto anaffiato da Birra di Natale. Siamo rtornati in Place Klébert per ritirarci in albergo e qui abbiamo assistito ad uno spettacolo di luci e colori: il grande albero di Natale era tutto illuminato così come i palazzi circostanti e il tutto risaltava di più grazie all’oscurità

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