Una giornata a Lourdes

Nonostante conoscessi già Lourdes, avendola visitata una decina di anni fa, ho acconsentito ad accompagnare mia madre che da tempo mi chiedeva di tornarci. L’intenzione è stata fin dall’inizio quella di evitare il pernottamento nella cittadina, per evitare un budget ...

  • di uboot-72
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Nonostante conoscessi già Lourdes, avendola visitata una decina di anni fa, ho acconsentito ad accompagnare mia madre che da tempo mi chiedeva di tornarci. L’intenzione è stata fin dall’inizio quella di evitare il pernottamento nella cittadina, per evitare un budget di spesa troppo elevato, e per non occupare troppi giorni complessivi di viaggio. Abbiamo dovuto scartare l’idea del treno perché, rispetto al passato, da Torino per andare a Lourdes bisogna effettuare un’infinità di cambi, prospettiva assai scoraggiante.

Casualmente siamo venute a conoscenza della proposta di Chiesa Viaggi, che ci è sembrata fatta apposta per noi: viaggio in pullman di notte, intera giornata a Lourdes, e viaggio di ritorno ancora di notte, il tutto per circa 88 euro a testa. Abbiamo scelto la proposta del ponte del 2 giugno, perfetta.

Alcune persone (soprattutto uomini) quando ho annunciato che sarei andata a Lourdes mi hanno guardato un po’ con compatimento e un po’ con orrore, e non sono riusciti a comprendere come una persona sana di corpo e sana di mente potesse autoinfliggersi un simile supplizio... La verità è che, mentre dieci anni fa mi ci ero recata spinta da una sofferenza interiore, questa volta mi sono posta in maniera completamente diversa; ho fatto contenta mia madre, e al contempo ho desiderato tornare in quel luogo più che altro come osservatrice di una realtà che razionalmente può sembrare inspiegabile e sconcertante. Detto questo, ecco il viaggio: il ritrovo a Torino Esposizioni era per il sabato 31 maggio alle 17 e 30; eravamo in 4, mia madre, mia sorella, un amico di famiglia e la sottoscritta. Il pullman è arrivato puntuale, a 2 piani, con poltrone purtroppo non adatte a trascorrerci la notte perché poco reclinabili, e con pochissimo spazio davanti per allungare le gambe. Sono state fatte diverse soste nelle aree di servizio, circa ogni 4 ore per far riposare il guidatore; c’era la possibilità di avere delle bevande tipo caffè o thè, ma al costo di 1 euro l’una, e questo non ci è piaciuto. Con nostra enorme sorpresa appena partiti da Torino l’accompagnatrice ha iniziato a recitare delle preghiere con il microfono, e questo si è ripetuto più volte, prima di dormire e mentre si stava arrivando a Lourdes. Questo ci ha molto scocciato, perché non si trattava assolutamente di un pellegrinaggio religioso, ma sorvoliamo... Anche altri dettagli non ci sono piaciuti, ma nel complesso saranno cose che nel ricordo ci faranno sorridere.

Siamo arrivati a Lourdes (mentre il microfono recitava il rosario..) più o meno alle 7 del mattino, per fortuna sembrava una giornata non piovosa e con squarci di cielo azzurro. Il pullman ci ha lasciati in prossimità del Santuario, con l’accordo che sarebbe tornato a prenderci circa alle 22. Il complesso religioso in cui sorge il santuario è una specie di città nella città, in quanto rimane al di fuori dell’abitato di Lourdes, ed è delimitato da una grossa cancellata. Dentro questo complesso si trovano le chiese, la grotta dell’apparizione, le vasche con l’acqua “miracolosa”, e moltissime strutture per l’accoglienza dei malati e dei pellegrini; il tutto in un’amena cornice di prati verdi attraversati da un vigoroso torrente, il Gave. Nell’area religiosa non esistono punti di ristoro come bar o ristoranti, per cui quando il pullman ci ha depositati lì davanti sapevamo che per fare una colazione come si deve avremmo dovuto scarpinare parecchio...Comunque anche a stomaco vuoto lo spettacolo del santuario alle prime luci dell’alba è stato veramente intenso. A quell’ora del mattino non siamo riusciti a trovare un bar aperto nelle vie principali del paese, tranne un chiosco un po’ sfigato con dei croissant piuttosto vecchi, ma senza colazione non ce l’avremmo fatta ad affrontare quelle 15 ore che ci aspettavano! In realtà, a parte mia madre che è subito scomparsa tutta pimpante per il suo personale pellegrinaggio, noi 3 eravamo molto assonnati perché di notte la scomodità e altri fattori ci avevano praticamente impedito di dormire, e quindi l’inizio della nostra visita al complesso religioso è stato piuttosto lento e pigro. Nelle prime ore siamo rimasti all’esterno delle chiese, sostando ad osservare i vari volti di quel luogo dalle sponde del torrente, o seduti sul prato. Seguendo il fiume in direzione opposta all’entrata principale, ci siamo imbattuti in una via crucis fatta di belle statue di marmo, molto suggestive nella cornice verde degli alberi. Spessissimo si vedevano qua e là delle infermiere con la tipica divisa da crocerossine camminare veloci o accompagnare qualche infermo sulla carrozzella; sui prati erano disseminate moltissime strutture da cui provenivano canti o si intravedevano funzioni religiose. Dopo questo bighellonare ci siamo decisi ad entrare nel vivo dell’atmosfera, e così pian piano siamo entrati nel santuario, che è composto da tre chiese sovrapposte l’una sull’altra creando così una singolare architettura. Per quello che ci è sembrato, queste chiese non sono importanti per dipinti o particolari opere di pregio, ma per ciò che rappresentano, per la motivazione per cui sono state innalzate. Dalla balconata posta a livello della basilica intermedia si gode di una bellissima visione di ogni angolo di questa città nella città, con le miriadi di pellegrini di ogni nazionalità che ogni giorno la visitano, del fiume che la attraversa, e sullo sfondo si intravede la cittadina di Lourdes con il suo castello e i suoi monti. Nelle chiese vengono recitate messe ad ogni ora, per la maggior parte in lingua francese (alcune anche in italiano ed altre lingue). Ad un certo punto della mattinata siamo stati colti da un’ondata di sonnolenza e freddo intenso, probabilmente perché l’erba su cui ci eravamo seduti era ancora umida delle piogge notturne, e così l’unica cosa da fare è stata scarpinare nuovamente alla ricerca di un bar; uscendo dall’ingresso laterale dell’area religiosa si entra direttamente nell’abitato di Lourdes in cui c’è una maggior concentrazione di punti di ristoro, e così abbiamo fatto una seconda colazione (il cappuccino è carissimo, 3 euro). Abbiamo approfittato di questa parentesi di riposo per curiosare nei numerosi negozietti che tappezzano le vie adiacenti al complesso religioso; in pratica sono tutti uguali, vendono soprattutto bottigliette di ogni formato e forma per riempirle di acqua benedetta, poi i soliti rosari e madonnine varie. Io però una cosa carina l’ho trovata e comprata, una bellissima Arca di Noè di terracotta dipinta a mano proveniente dal Perù, graziosissima

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