Bordeaux e la Gironda

17 aprile Dopo un’alzataccia, perché il volo di Myair parte alle 7 di mattina da Venezia, e le formalità di rito veniamo imbarcati in un piccolo jet noleggiato dalla compagnia svizzera Darwin. L’aspetto del velivolo, per me poco rassicurante con ...

  • di Nube
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

17 aprile Dopo un’alzataccia, perché il volo di Myair parte alle 7 di mattina da Venezia, e le formalità di rito veniamo imbarcati in un piccolo jet noleggiato dalla compagnia svizzera Darwin. L’aspetto del velivolo, per me poco rassicurante con la cabina interna in cui si entrava inchinati, mi ha provocato una certa esitazione. Il volo si è svolto invece regolarmente, anche se sotto di noi lo strato spesso di nubi non ci ha abbandonato per tutto il percorso. Dopo due ore siamo già a Bordeaux e prendiamo il bus navetta (7 euro) che ci porta in centro alla stazione St. Jean, dove come da accordi Thérèse, l’ospitale proprietaria del B&B La Halte Montaigne dove avevamo prenotato, ci sarebbe venuta a prendere. Tutto fila liscio ed oltre alla nostra ospite troviamo ad attenderci anche un’abbondante colazione di benvenuto che ci ha rifocillato e dato il buon umore per iniziare da subito la visita della città: Noto a margine l’ottima colazione di Thérèse: baguette di pane, brioches fresche e panini all’uva, crepes, 3 canelé a testa, yogurt e mousse ai lamponi, prosciutto e formaggini, nutella, marmellata fatta in casa di 2 tipi (susine e arance amare), burro, torta fatta in casa, caffè, latte e succo d’arancia. Come al solito abbiamo un programma tutto nostro da rispettare che non prevede tempi morti. Facciamo la prima conoscenza della città a piedi percorrendo le lussuose vie del “Triangolo” con prestigiosi palazzi rinascimentali (allées de Tourny, cours Clemenceau, cours de l’Intendance); passiamo poi alla città vecchia con le caratteristiche viuzze del quartiere St. Pierre ed infine la Bordeaux più popolare nell’area di St. Michel: un crogiolo di razze ed etnie diverse che convivono in questo quartiere multietnico un po’ trascurato. Visitiamo chiese caratterizzate da una forte impronta romanica con meravigliosi portali cesellati di figure che raccontano storie bibliche (Cattedrale di St. Pierre), vediamo torri svettanti come quella di St. Michel e la possente torre campanaria (Grande Cloche) e l’affascinante Porta Cailhau, che potrebbe essere ancora abitata dai moschettieri.

Per cena ci accontentiamo di un gustoso kebab e poi a letto presto perché la giornata sta diventando troppo lunga.

18 aprile Giorno dedicato interamente alla visita della città. Partiamo dal Museo delle Belle Arti che ha una piccola sezione dedicata al Trecento italiano, ma il museo risulta alquanto deludente, anche perché la parte degli impressionisti non è aperta, spostata nell’edificio di fronte che però troviamo chiuso. Sulla piazza della cattedrale Saint-André svetta la torre Pey-Berland in gotico fiammeggiante che ha subito un fresco restauro. Ci inoltriamo nel Quartier des Chartrons passando per l’Esplanade des Quinconces considerata la più grande piazza d’Europa e dominata dall’imponente e straordinario Monumento ai Girondini, con le sue copiose fontane, i bassorilievi ed i gruppi scultorei che vale la pena di interpretare leggendo il commento di una buona guida. La piazza, ombreggiata da alberi giganteschi ed in semplice terra battuta, ospita la grande festa annuale del vino che ora stanno allestendo con la lunga sfilata dei banconi di mescita. Ci inoltriamo nel Quartier des Chartrons, da sempre dedito al commercio del vino ed ora diventato una zona residenziale molto ambita con le sue eleganti échoppes bordelaises - le vecchie case operaie in pietra bianca delle Gironda - che caratterizzano tutto il profilo di questa città dandole una particolare luminosità che si accentua nell’ora del tramonto. Pranziamo al Bistrot des Anges, che si affaccia su una caratteristica piazzetta del Mercato, tra una confusione di lavoratori in pausa pranzo: il servizio è veloce ed il cibo non male. Al pomeriggio passeggiamo lungo la Garonna per ammirare il bel recupero che hanno fatto dei magazzini, che un tempo stoccavano le merci e che ospitano ora eleganti negozi, ristoranti e bar con veduta sulla Garonna, larga come un lago. Un’ampia zona di questa banchina è riservata ad un impianto di skate board per la gioia degli appassionati di questo sport spericolato. Al ritorno sostiamo invece in Place de la Bourse per ammirare questa meraviglia di eleganza e simmetria. L’ampia piazza si apre sulla Garonna quasi in un abbraccio, con la sua forma semicircolare definita da nobili palazzi in stile classico francese: un mirabile esempio di armonia che si riflette magicamente sullo specchio d’acqua creato appositamente sul selciato antistante. Una semplice pellicola d’acqua che scorre sul granito e che fa la gioia in particolare dei bambini che saltellano a piedi nudi tra sbuffi di vapore che ogni tanto escono a sorpresa

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