MARE CELTICO: esplorazioni in Bretagna e Normandia

12.08 Dopo esserci documentati sui luoghi che visiteremo, con l’aiuto di guide turistiche e siti internet, e dopo aver stilato un programma di massima sull’itinerario da seguire (che sarà ampiamente adattato e modificato durante il viaggio in funzione delle esigenze ...

  • di filipovic
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

12.08 Dopo esserci documentati sui luoghi che visiteremo, con l’aiuto di guide turistiche e siti internet, e dopo aver stilato un programma di massima sull’itinerario da seguire (che sarà ampiamente adattato e modificato durante il viaggio in funzione delle esigenze che scopriamo sul posto – anche questo è il bello di un viaggio, lasciarsi trasportare da ciò che vivi anziché cercare di vivere ciò che hai pensato anticipatamente) Angela ed io, la mattina di buon’ora, a bordo della nostra auto, partiamo alla conquista della Normandia e della Bretagna. Un viaggio che al termine si rivelerà lungo più di 4500 Km. Dopo circa 10 Km. Scopro di aver dimenticato un indumento che si dimostrerà indispensabile e che decidiamo di tornare a casa a riprendere: la giacca a vento. Vento e pioggia ci accompagneranno per gran parte del viaggio. Il vento potente e pressoché costante, la pioggia improvvisa, spesso finissima ed insidiosa. In circa 3 ore siamo al traforo del Monte Bianco. Subito notiamo il paesaggio mozzafiato con la vetta del monte incredibilmente bella, maestosa, regina d’Europa. È una mattina abbastanza calda con un sole che pizzica la pelle. Angela inizia a scattare le prime foto del viaggio (alla fine saranno quasi 600) e con la nuova macchina digitale è inarrestabile. Fermi in coda, aspettando di pagare il pedaggio, la memoria va alle persone che hanno lavorato per realizzare questo tunnel, al quale mi piace pensare anche come ad un simbolo di comunicazione tra i popoli, tra le persone mosse dalla voglia di incontrarsi anche quando separate da barriere naturali che quasi intimoriscono. Ma il ricordo va anche a quelle persone che rimasero vittime del tunnel, nell’incidente del 24 marzo del 1999. In quella giornata un autotreno si incendiò all’interno del tunnel e 39 persone morirono. Abbiamo pensato a cosa abbiano potuto provare durante l’incidente. La paura, l’impotenza, la disperazione, il terrore: vedersi avvolti dalle fiamme in un cunicolo lungo circa 12 Km (e che prima di attraversarlo immaginavo più largo di quel che è), con la temperatura che sale altissima. Sbrigate le pratiche di pedaggio e attraversato il tunnel arriviamo in Francia. Bellissimo spettacolo quello che ammiriamo poco fuori dalla galleria. Vediamo il ghiacciaio in tutta la sua maestosità. Sembra di essere in pieno inverno vedendo queste cime innevate che ci circondano. Ci incamminiamo verso la nostra prima meta: Curtil Vergy, in Borgogna. Lì abbiamo prenotato una chambres d’hotes per la notte. Della Borgogna vediamo poco: colline verdi e dolci, un ovile in lontananza con alcune pecore radunate attorno, decine di indicazioni di case vinicole ed un ristorante tipico dove la sera gustiamo un’ottima cena a base di piatti tipici (escargot e cosciotto di maiale alle brace soprattutto). Terminata la cena ci aspetta il nostro letto a baldacchino, sul quale ci addormentiamo in un attimo.

13.08 Ci svegliamo decisamente presto, sarà forse la voglia di iniziare ad esplorare la Normandia. Dopo aver fatto colazione con caffé, croissant, baguette, burro e marmellate varie carichiamo i bagagli in auto e partiamo in direzione Giverny, verso la casa di Monet per l’esattezza. Arriviamo e con grande stupore e delusione scopriamo che il lunedì è giorno di chiusura! Poco male, abbiamo prenotato per la notte nelle vicinanze e decidiamo di rimandare la visita all’indomani. Ci dirigiamo a Les Andelys. Il motivo della visita è ammirare il castello costruito da Riccardo cuor di leone circa 1000 anni fa. Il castello è visibilmente in rovina, soprattutto per un tentativo di distruzione compiuto da Enrico IV nel 1204, ma le mura sopravvissute permettono comunque di immaginare l’imponenza che poteva avere quando fungeva da fortezza. La vista sulla Senna è mozzafiato. In alcuni punti si ha quasi l’impressione di volare. Si è fatta ora di cena. Meglio muoversi ed organizzarsi per la serata. Raggiungiamo il B&B prenotato e cerchiamo un posticino per cenare. Vorremmo gustare le nostre prime gallette, ma il lunedì in questa zona è quasi tutto chiuso. Ci spingiamo fino a Louviers, cittadina con una bella cattedrale ed una buona “creperie”. Ecco la nostra gallette, ovviamente di grano saraceno 100%. Per me “complete” (formaggio, prosciutto e uova). Per Angela, che è più raffinata di me, al camembert e roquefort. Qui proviamo per la prima volta anche il cidro. Ci piace e ne berremo a volontà per tutto il viaggio. Ormai le tenebre stanno calando anche sulla Normandia (benché siano già le 22,00 potremmo dire che c’è ancora luce) e il meritato riposo ci attende. Rientriamo a casa accompagnati dalla luna, grande, di fronte a noi, là all’orizzonte, in fondo alla strada che stiamo percorrendo

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