Come in un gioco di prestigio

È fatta! Settembre finalmente è arrivato e con lui le nostre agognatissime ferie. Come si vedrà non ho proprio il dono della sintesi, ma non potevo fare diversamente: volevo mettere nero su bianco più emozioni possibili del nostro primo vero ...

  • di khora
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

È fatta! Settembre finalmente è arrivato e con lui le nostre agognatissime ferie.

Come si vedrà non ho proprio il dono della sintesi, ma non potevo fare diversamente: volevo mettere nero su bianco più emozioni possibili del nostro primo vero viaggio insieme, provare a ricreare quella particolare magia... Come in un gioco di prestigio: all’improvviso la luce perfetta del sole accecante, i colori puri e selvaggi della natura in tutte le sue forme e l’equilibrio perfetto tra poesia postimpressionista e l'audace spontaneità delle avanguardie del novecento.

Partiamo, io e Alberto, domenica 2 alla volta della Francia del Sud. Ci attende un po’ di meritato riposo nelle verdi e lussuriose terre del Var, della Provenza e della Camargue. Dopo 6 ore di viaggio, con poco traffico sulle autostrade italiane e il delirio allucinante di quelle francesi, tra macchine che sfrecciano a velocità inaudite e caselli come oasi nel deserto (per dovere di cronaca, 1,90 € a La Turbie, 1,30 € a Cannes, 2,60 € ad Antibes e dulcis in fundo 5,90 € a Le Luc) arriviamo a La Garde Freinet, delizioso paese nell’entroterra a nord di Saint-Tropez, dove i gentilissimi Gianni e Anna, d’origini italiane ma ormai da 12 anni perfettamente francesizzati (ahimé, anche per le lasagne alla bolognese, sigh!) mettono a nostra disposizione una cameretta della loro casa in aperta campagna che sarà così il nostro campo base. Decidiamo di spalmarci al sole per un paio di giorni nelle liberissime (in tutti i sensi) spiagge di Pampelonne e Ramatouelle a Saint-Tropez, giusto per ricaricarci un po’, e in quelle di Saint-Maxime, dall’altra parte della baia. L’acqua è fredda come deve essere nelle terre nottetempo sferzate dall’ululante mistral... Saint-Tropez sembra un piccolo paradiso ma forse sarebbe meglio dire che io lo considero uno schiaffo alla miseria, fatta di cloni memori più dei topless di Brigitte Bardot che dei suggestivi cabanon sulla spiaggia dei pittori postimpressionisti, piena di eleganti boutique, di macchine di grossa cilindrata e di parcheggi esclusivamente a caro prezzo, animata e variopinta durante l’estate nel labirinto di piccole strade dell’interno, colorata nelle sue casette rosa, arancione e rosse che si affacciano sulle numerose barche ormeggiate al porticciolo, e ricca di gallerie e atelier di arte contemporanea. Oltre ai pittori che quotidianamente immortalano sulle loro tele le variazioni coloristiche e meteorologiche del luogo, una piccola perla lungo il piccolo porto è il Musée de l’Annonciade che noi decidiamo di visitare solo l’ultimo giorno: un piccolo scrigno di capolavori raccolti al primo piano di una piccola cappella trasformata negli anni Sessanta per volere del collezionista d’arte Georges Grammont... I mitici anni Sessanta! Al piano terreno abbiamo la fortuna di goderci una bella mostra su “Picasso e il Mediterraneo”, aperta fino a ottobre 2007, proprio nelle terre in cui il genio spagnolo decise di vivere a più riprese: solo questa mostra vale la visita, per la qualità e la quantità entrambe elevate di disegni, incisioni e ceramiche presenti.

Il terzo giorno decidiamo di darci alla macchia, lontano dalle spiagge tropeziane, lungo le strade fortunatamente poco trafficate e costellate dai bassi vigneti del Var fino a raggiungere un posto spettacolare. Attraversiamo i villaggi nascosti di Lorgues e Vaillecroize, a stento segnalati dalle cartine ma nei quali è sempre presente un ufficio turistico (per non parlare poi dei bagni pubblici, ma questa è un’altra storia). Ci troviamo davanti la distesa del Lac de S.Te Croix e arriviamo alle Gorges du Verdon, in pieno Far West. La guida che abbiamo (e che non consiglio ma di cui non farò per correttezza il nome, ma son testona io ché compro sempre queste) propone come punti di partenza per l’esplorazione i paesi di Castellane o Moustiers Sainte-Marie: noi preferiamo seguire il percorso consigliato dai nostri amici francesi ed entriamo nelle gole dal paese di Aiguines. Facciamo tutto il percorso lungo più di 100 km tra saliscendi e strade ripide a picco sulle gole di questo meraviglioso canyon in auto... Ci imbattiamo spesso in ciclisti armati di cartine e agguerritissimi nelle salite. La strada è punteggiata anche da un gran numero di motociclisti che si inerpicano lungo le strette strade su e giù, giù e su... E, mentre Alberto, motociclista nell’anima, segue le curve come fosse a fare le pieghe sulla sua fiammante sella, io allibita mi chiedo: ma come è possibile che riescano a vedere quanto è bello questo spettacolo se devono stare attenti a dove cacchio devono andare?! la mia domanda rimarrà senza risposta, lo so, ma intanto mi godo questa meraviglia, che pure questa da sola vale l’intero viaggio

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