A caccia di maree in Bretagna e Normandia

Il viaggio si è svolto dal 3 al 17 Agosto 2007: meta la Bretagna, con qualche puntatina in Normandia. Non lo descriverò giorno per giorno, per non correre il rischio di annoiarvi, ma mi soffermerò su quei luoghi, quegli aspetti ...

  • di celegiga
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Il viaggio si è svolto dal 3 al 17 Agosto 2007: meta la Bretagna, con qualche puntatina in Normandia.

Non lo descriverò giorno per giorno, per non correre il rischio di annoiarvi, ma mi soffermerò su quei luoghi, quegli aspetti e quelle sensazioni che più mi sono rimasti dentro, e che non dimenticherò, senza trascurare, naturalmente qualche utile consiglio.

Partenza alle 7, in due, io e mio marito, da Roma Ciampino, con un aereo della Ryanair, alla volta di Parigi Beauvais.

Lì abbiamo preso in fitto una macchina della Hertz, una nuovissima Peugeot 207 , con cui abbiamo percorso ben 3000 Km di sole escursioni.

Subito ci siamo diretti verso Ovest, curiosi di passare sul famoso Ponte di Normandia che solca la bassa Senna: un capolavoro di ingegneria e leggerezza, dotato dei più moderni sistemi di sicurezza. Un’opera d’arte del nostro tempo, che non fa rimpiangere i 5 Euro di pedaggio! Quindi ci siamo fermati ad Honfleur, pittoresca località raccolta intorno al vecchio porto del ‘6oo, il Vieux Bassin, nelle cui acque si riflettono le facciate multicolori delle case circostanti; tutt’intorno, i vicoletti con le gallerie d’arte e la famosa chiesa fatta costruire dagli armatori , con la caratteristica delle due navate gemelle con la volta di legno a forma di carena di nave.

Un panino e via, ancora tre ore di viaggio e, finalmente, nel tardo pomeriggio, l’arrivo a St.Brieuc, una cittadina a 3 Km dal mare, sulla splendida Cote d’Armour, dove già da tempo avevamo prenotato un appartamento in fitto attraverso uno dei tanti siti Internet specializzati.

Qui, però, c’è stato l’unico aspetto negativo di tutto il viaggio:l’appartamento era buio, poco pulito, e, soprattutto, molto vissuto, nel senso che era pieno all’inverosimile di roba appartenuta alla vecchia proprietaria, per cui abbiamo dovuto far ricorso a tutta la nostra buona volontà per non scappare via e svuotare le valigie. (Sì, ma dove?...) Superato lo choc, e dopo una drastica pulizia “fai da te”, il giorno dopo siamo partiti alla scoperta della regione.

Il primo spettacolo che abbiamo visto e che da solo, a parer mio, vale tutto il viaggio, è stato quello della marea che, come si sa, in queste zone è particolarmente accentuata.

Si parla tante volte di spettacolo della natura, ma questo merita davvero l’appellativo, anche perché è un insolito spettacolo ogni volta diverso.

Kilometri e kilometri di bagnasciuga, barche in secca, un faro solitario che sembra dover far strada ai carovanieri nel deserto e non ai marinai... gabbiani che volteggiano in cerca di cibo e lanciano i loro gridi striduli, bagnanti che si aggirano con secchi in cerca di cozze che sono lì, pronte a farsi raccogliere, attaccate alle rocce affioranti, gusci di conchiglie dappertutto, il mare come un miraggio, lontanissimo...E poi, nel giro di poche ore, sotto i nostri occhi, quella spiaggia è diventata mare, che gradualmente, con un gioco di onde, ha riguadagnato il suo posto e, come d’incanto, sotto i raggi del sole che tramontava, le conchiglie sono scomparse e le barche hanno ripreso a dondolarsi pigramente nel blu profondo. Insomma, questo è stato il nostro primo incontro con le maree, ed ogni volta lo spettacolo è stato diverso ma sempre emozionante. Un’altra perla della Bretagna che bisogna visitare è Saint Malo, la città dei corsari, circondata da possenti bastioni sopra i quali ci siamo attardati a passeggiare:fuori il mare azzurro e profondo –questa volta c’era l’alta marea- dentro la città, con le sue vie piene di negozietti, le voci, i rumori, la splendida cattedrale! Il giorno dopo, in paese, un’altra esperienza emozionante: la commemorazione del D Day, con i reduci di eroiche battaglie, ormai avanti negli anni, ma sempre fieri nelle loro divise, e qualche camionetta americana, tirata a lucido e guidata da giovanottoni che, come noi, soltanto sui libri di scuola hanno conosciuto questa pagina di storia

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