La Parigi di Maria Antonietta

Parigi a primavera per un bel viaggio tematico: vedere i luoghi che caratterizzarono gli anni più importanti di Maria Antonietta, andata in sposa nel 1770 al futuro Luigi XVI e divenuta regina di Francia nel 1774 grazie al matrimonio con ...

  • di diniantonio
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Parigi a primavera per un bel viaggio tematico: vedere i luoghi che caratterizzarono gli anni più importanti di Maria Antonietta, andata in sposa nel 1770 al futuro Luigi XVI e divenuta regina di Francia nel 1774 grazie al matrimonio con Luigi XVI . Una Parigi quindi insolita con un itinerario alternativo a quelli classici. Ho trovato, purtroppo, Parigi molto caotica, piena di macchine, sporca e molto inquinata nelle principali vie del centro. Rispetto a pochi anni fa ho notato un peggioramento, ma è difficile dare giudizi con pochi giorni di permanenza.

La partenza è ancora una volta dallo scalo di Treviso con la sempre mitica Ryan Air. Utilizziamo per la prima volta il nuovo aeroporto, niente a che vedere con il precedente che sembrava una stazione di periferia della metropolitana.

Partenza in orario, volo tranquillo ed arrivo a Beauvais alle 22,20. Per andare a Parigi c'è un efficiente servizio di bus-navetta. Noi abbiamo prenotato i biglietti su internet (http://www.Aeroportbeauvais.Com/bus.Php?lang=it ), ma la fila sul posto non è poi eccessiva. Partiamo con il secondo bus causa uscita per ultima della mia valigia dal nastro bagagli, ma dopo di noi partirà addirittura un terzo mezzo per Parigi. La destinazione, dopo un'ora e dieci di viaggio in autostrada, è Porte Maillot, a poca distanza dal Bois de Boulogne e la Torre Eiffel. Ed è proprio la luce della torre la prima immagine che ci si presenta di Parigi con l'inconfondibile sagoma del Sacro Cuore sullo sfondo.

Questa volta per l'alloggio siamo fortunati: ci aspettano due notti a Parigi a casa di amici e due notti a Versailles da altri amici.

26 aprile.

Dal Bois de Boulogne, dopo una brevissima visita ai campi del Roland Garros – il tennis è il mio sport -, arriviamo nel centro di Parigi in metro scendendo alla fermata Cité. Abbiamo fatto il giornaliero (8,50 euro a testa), ma valutate bene perchè se utilizzerete poco i mezzi la cosa migliore è fare il carnet da 10.

Prima tappa la Concergierie, il palazzo tristemente famoso per essere stata nel periodo della Rivoluzione la prigione per quanti venivano condannati alla ghigliottina. C'è anche la fedele ricostruzione della cella di Maria Antonietta, l'eroina di Agnese). Emoziona pensare che in queste celle tante persone hanno passato le ultime ore di vita prima di essere ghigliottinate nell’attuale Place de la Concorde. Usciamo dalla Concergierie, in lontananza vediamo la mole imponente di Notre Dame, ma optiamo per l'altra punta dell'Ile del la Cité dove ci sono dei tranquilli giardini e la bella Place Dauphin. Qui mangiamo all'aperto (è una giornata calda e umida) ad uno dei bistrot popolati da tanti impiegati e professionisti della zona. Dopo pranzo (favolose le baguette!) si va alla Sainte Chappelle, sicuramente da vedere, molto colorata e affascinante.

Poi ci inoltriamo nel Marais ed i suoi vicoli e raggiungiamo il Museo Carnavalet (ingresso gratuito). La visita è interessante, c'è tutta la storia di Parigi e poca folla.

Il piacere di passeggiare per le stradine del centro è impagabile. Raggiungiamo il centro Pompidou, poi in metro i Giardini di Luxembourg con una splendida luce serale e tanta gente a rilassarsi fra il verde. La cena in St. Germain de Près in un ristorante vietnamita. Mi piace provare le cucine etniche e questa è una piacevole scoperta, simile ad un cinese, ma con altre erbe e spezie.

27 aprile.

E' il giorno della reggia di Versailles. Con La RER (fantastico il sistema di trasporti parigino) raggiungiamo in circa 20 minuti Versailles. Scesi dal treno a piedi in 5 minuti arriviamo al monumentale ingresso. A sinistra c’è la biglietteria, a destra si fa la coda per entrare. Un consiglio: se siete in due o più, dividetevi. Uno va a fare i biglietti e gli altri fanno la fila, fanno tutti così. Il biglietto “passaporto” costa 20 euro (sab e dom 25 euro) e dà diritto a visitare ogni angolo della Reggia e del Parco. Nonostante tanta gente (il piazzale è pieno di pullman) l’attesa è di pochi minuti. Depositati i bagagli, iniziamo il tour forniti di audio-guida compresa nel prezzo. Gli interni della reggia sono veramente da favola. La sala degli specchi, uno degli ambienti più famosi, è stata da poco riaperta dopo un restauro e non è ancora completa, ma i riflessi, le luci e l’atmosfera sono bellissimi. Tutto molto bello. Usciamo all’aperto dopo aver visto ogni angolo visitabile degli interni (per gli appartamenti privati ci sono visite guidate da prenotare in anticipo). E’ ora di pranzo e ci rechiamo al piccolo ristorante sul lato sinistro dei giardini. Un piatto al volo, non proprio economico, ma una sosta seduti ci voleva proprio. L’acqua, come sempre a Parigi, costa quanto la Coca-cola, ma in compenso si può liberamente riempire bottiglie di plastica o borracce ad un rubinetto del bar dal quale sgorga acqua fresca

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