Il nostro viaggio in Camargue, Bretagna…e non solo

04 agosto 2006, sabato Partiamo alle 4 del mattino da Rosate, in provincia di Milano, per evitare il traffico previsto. La nostra meta finale sono le coste della Spagna Settentrionale, ma sono previste delle soste intermedie: così la prima tappa ...

  • di maefra
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

04 agosto 2006, sabato

Partiamo alle 4 del mattino da Rosate, in provincia di Milano, per evitare il traffico previsto. La nostra meta finale sono le coste della Spagna Settentrionale, ma sono previste delle soste intermedie: così la prima tappa è la Camargue. Fino a Ventimiglia andiamo tranquilli, ma alla barriera facciamo due ore di coda per fare 2 km!! E così fino quasi a Marsiglia, in un susseguirsi di code e caselli che provano la nostra resistenza fisica. Finalmente, quasi alle 4 del pomeriggio, arriviamo a les saintes marie de la mer, e, mentre il vento non smette di soffiare un attimo, istalliamo la nostra tenda nel campeggio in riva al mare che avevamo trovato su internet (le boche sur rhone, un quattro stelle spazioso e pulito, 23 € per notte). Siamo così esausti che decidiamo di fermarci qui un altro giorno. La sera, dopo una passeggiata sulla spiaggia, la passiamo a visitare il paese, ma è troppo turistico. Il lungomare è affollato e popolato da ristoranti con menù che offrono le stesse specialità a prezzo fisso. Non ci attirano più di tanto e ripieghiamo su un pub, dove prendiamo un tagliere di affettati misti locali. Non è un gran che, ma ci accontentiamo. Dopo un breve giretto vicino alla chiesa, torniamo in campeggio. (600 km)

05 agosto 2006, domenica

Dopo una visita al paese (che di domenica mattina è molto meno affollato!), ci dirigiamo all’ufficio turistico, dove troviamo notizie sul parco della Camargue e sui vari sentieri. L’idea originaria era di affittare una bicicletta, ma il vento perenne ci fa cambiare idea. In auto arriviamo al parco ornitologico pochi chilometri a Nord: l’ingresso costo 6 euro, e all’inizio sembrano quasi buttati via, visto che l’unica cosa che vediamo sono una serie di grandi voliere, che a me ricordano troppo uno zoo. Poco più avanti però il sentiero ci conduce in mezzo a canneti e stagni, popolati da anatre di ogni tipo, garzette, cicogne, aironi, ma soprattutto fenicotteri rosa, un mare di fenicotteri rosa! Camminiamo per due ore, incrociamo anche una nutria (che qui è protetta...Da noi, invece, non fanno una bella fine!) e poi rinunciamo per la stanchezza e per la fame, tralasciando un sentiero che ci avrebbe portato in vista di cavalli e tori allo stato brado. Ma siamo contenti, perché il silenzio e la pace di questo luogo ci hanno donato momenti preziosi. Dopo pranzo, ci dirigiamo verso le saline di Giraud: sono un po’ lontane, ma impressionano, con le enormi montagne di sale, e i bacini di un rosso che ricorda molto “la guerra dei mondi”. Verso sera andiamo ad Arles. Facciamo un rapido giro intorno all’arena, una passeggiata sul rodano, e poi a nanna. (130 km)

06 agosto 2006, lunedì

Si parte, direzione Carcassonne. Passiamo per Aigues Mortes, e ci spiace non poterci fermare, perché le mura che la circondano sono proprio suggestive. Ma ci attendono ben altre mura!A fine mattinata arriviamo a destinazione, troviamo il camping (la citè, tre stelle, piazzole grandi e circondate da siepi) e, dopo una breve visita al centro commerciale, ci arrampichiamo verso la cittadella. Entriamo da una porta secondaria, e facciamo un giro fra i due bastioni che circondano il centro. Arriviamo all’ingresso principale, dove l’incanto di essere nel passato purtroppo viene rotto dalla folla di turisti che si dirige verso l’interno delle mura. Ci accodiamo, ma l’interno è molto meno magico, pieno di negozietti e ristoranti spenna-turisti. Usciamo, e, anche se so da tempo che nelle mura che sto guardando di originale c’è ben poco, non riesco a non lasciarmi incantare di nuovo. Ritorniamo al campeggio e usciamo poco dopo per non perderci l’incanto della cittadella illuminata di notte. E’ davvero stupenda! (400 km)

07 agosto 2006, martedì

La mattina ci mettiamo subito in viaggio verso Dax, dove mi aspetta Olatz, un’amica conosciuta in Erasmus a Madrid. Passiamo per Tolosa, dove intravediamo la citè de l’espace e gli stabilimenti della airbus, e ci riproponiamo di tornare. Poi lasciamo l’autostrada e percorriamo statali, provinciali, locali, sub-locali (insomma, ci siamo persi) e ci godiamo il dolce paesaggio collinare della terra di D’Artagnan. Ci fermiamo pochissimo ad Auch, una cittadella con una bella cattedrale purtroppo in parziale restauro, e finalmente arriviamo a destinazione. Ceniamo (a base di anatra e raclette) e dormiamo a casa sua.(500 km)

08 agosto 2006, mercoledì

Dopo una visita alla futura casa della mia amica, ci dirigiamo verso Bayonne. La cattedrale è proprio bella, e le case con i graticci in legno ci fanno capire che siamo in un’altra terra: il paese basco! Dopo un breve sosta in un negozio di prodotti tipici, cerchiamo l’autostrada. E decidiamo di andare a Nord, verso la Bretagna. Sentiamo la libertà di una scelta fatta all’ultimo momento, gli imprevisti che dovremo affrontare, ma tutti e due siamo talmente emozionati all’idea che tutto passa in secondo piano. E, comunque, andremo in Spagna ad aprile per il matrimonio di Olatz. Cosa ci impedisce di realizzare un sogno? Decidiamo di arrivare fin dove riusciamo, i chilometri sono molti. Arriviamo a La Rochelle, ma al camping, completo, ci dicono che in città non troveremo niente. Riprendiamo la via verso Nord, ormai disperando di trovare un camping per la notte, quando vediamo un cartello seminasconto che ci porta in un piccolo due stelle sperduto. Non è il massimo, ma è tardi, e a noi servono solo una piazzola e dei bagni. Inoltre costa solo 10 euro!!(700 km)

09 agosto 2006, giovedì

La Bretagna è sempre più vicina...Arriviamo a mezzogiorno a Carnac. Ci sistemiamo nel camping (tre stelle, curato, ma vicini-francesi-invadenti!) e ci riposiamo. Verso sera facciamo una passeggiata sulla spiaggia affollata, ci dirigiamo verso l’affollatissimo centro (in realtà a piedi è un po’ lontano, e prendiamo la macchina) dove compriamo la guida michelin (in inglese, sigh!) e finalmente raggiungiamo gli allineamenti neolitici che per fortuna, grazie all’ora, sono quasi deserti. Sembra tutto diverso e più turistico di come ci aspettassimo, ma siamo contenti, perché siamo dove sognavamo già l’anno scorso. (300 km)

10 agosto 2006, venerdì

Il programma di oggi prevede la visita di Bel-ile en Mer. Partiamo, in realtà un po’tardi, e raggiungiamo Quiberon, dove lasciamo l’auto in un parcheggio a pagamento (8 euro per un giorno, ma non avevamo scelta). Con il traghetto (16 euro andata e ritorno per un adulto) arriviamo a Le Palais alle 11. Qui affittiamo due biciclette e partiamo alla scoperta dell’isola. Il mio mancato allenamento, il vento costante e qualche strada in salita (è stato l’unico momento in cui ho rimpianto la pianura padana!) rendono la gita più lunga del previsto, e riusciamo solo ad attraversare l’isola (6 km), vedere il grand phare e le aiguilles de port-coton e a tornare indietro per paura di perdere il traghetto prenotato per le 5. L’isola è molto bella, e le parti che abbiamo visto finalmente ci mostrano la Bretagna dei nostri sogni: è un peccato non essere riusciti a vedere di più. Ritornati a Le Palais visitiamo la cittadella e aspettiamo sul molo il nostro traghetto, assistendo al risalire della marea. Torniamo al campeggio dopo una traversata un po’movimentata.(70 km)

11 agosto 2006, sabato

Partiamo, verso ovest. Abbiamo deciso di fermarci qualche giorno fra Brest e Quimper, in modo da poter visitare la zona senza dover continuamente smontare e rimontare la tenda, ma scegliendo una località un po’ nell’interno, per evitare l’affollamento costiero. Chateulin, una cittadina in riva a un fiume famosa per le gare di pesca e poco lontano dalla strada di collegamento, ci sembra il posto ideale. Il campeggio(14 € per notte), in una valletta fra i boschi, è gestito da un inglese gentile e disponibile, Colin, che in pratica si occupa di tutto. Ci riposiamo un po’ e andiamo verso sera a visitare la Penisola di Crozon. Per strada ci fermiano in una chiesetta in pietra e vediamo il primo calvario bretone, passiamo per Menez Hom e arriviamo poi a punta Penhir. Forse è il tramonto, forse è perché siamo quasi soli, ma è tutto magico e suggestivo, con una vista che spazia su tutta la costa circostante, le scogliere a picco sul mare, i gabbiani indisturbati. Facciamo poi qualche foto in un allineamento di menhir poco lontano, che a differenza di quelli di Carnac non è recintato, e decidiamo di fermarci a mangiare a Camaret sur Mer. Il menu prevede zuppa di pesce e per secondo scelgo anatra al miele...Che tuttora mi perseguita negli incubi culinari!(120 km)

12 agosto 2006, domenica

Partiamo per visitare Concarneau, il porto più grande della Bretagna. La cittadella cinta da mura è caratteristica, e i negozietti vendono i dolci tipici (troppo dolci e “caramellosi”, a dire il vero) e tutti i tipi di conserve di pesce che mente umana abbia immaginato. Nel pomeriggio visitiamo il faro di Eckmuhl e facciamo uno spuntino sugli scogli che fra poche ore saranno sommersi dal mare, ora a più di un chilometro di distanza. Girovaghiamo sul fondale, cercando frutti di mare e scoprendo un’infinità di chioccioline, alghe, strane gelatine e conchiglie a una valva attaccate agli scogli (ancora devo capire cosa sono!). Torniamo al campeggio in serata.(200 km)

13 agosto 2006, lunedì

Oggi abbiamo deciso di andare nei dintorni di Brest. Attraversiamo la città passando su un ponte spettacolare e ci dirigiamo verso Pointe de saint mathieu. Ci riposiamo su una spiaggetta lì vicino, dove il vento non arriva e c’è anche qualcuno che prende il sole! Facciamo anche qui un giretto sul fondale, e qui di quelle strane conchiglie ce ne sono a centinaia. Poco più su ci aspettano il tipico faro a strisce bianche e rosse e un mausoleo ai caduti della seconda guerra mondiale. Ci sorprende poi trovare le rovine di un’abbazia, con la chiesa ancora in piedi anche se scoperta (mi ricorda tanto un’immagine di San Galgano che avevo sul libro delle superiori) che ha un non so che di magico.(200 km)

14 agosto 2006, martedì

Smontiamo la tenda, salutiamo Colin e consorte e ci prepariamo ad attraversare l’interno. Sulla strada troviamo Pleyben, con un calvario bellissimo, poi cerchiamo le montagne nere (ma sono montagne?) e attraversiamo le selve che la leggenda dice fossero abitate da Merlino & Co. Passiamo per piccoli borghi in festa che ci invitano a una sosta, ma decidiamo di proseguire fino a trovare un campeggio vicino alla meta. Cerchiamo fra Combourg e Dol de Bretagne, ma troviamo solo un campeggio 4 stelle di lusso da 40 euro a notte, e decidiamo di proseguire. Arriviamo a Dol, e qui ci sistemiamo nel campeggio comunale. La piazzola è grande, abbastanza vicino ai bagni ma non troppo, e costa sugli 8 euro a notte. Unico problema sono i bagni, che avrebbero bisogno di una bella sistemata. Siamo stanchi per il viaggio, così andiamo subito a dormire.(300 km)

15 agosto 2006, mercoledì

Oggi decidiamo di visitare le mont saint michel, ma arriviamo che sono le 10 passate. Parcheggiamo e ci dirigiamo speranzosi verso l’isola, che da lontano promette proprio bene. Ma appena entrati le nostre speranze si infrangono, fra una folla che impedisce di camminare e i mille negozietti tutt’altro che suggestivi. La fila per entrare all’abbazia, poi, è talmente lunga che decidiamo tristemente di abbandonare l’isola dopo un paio d’ore. Sulla strada del ritorno vediamo un mulino a vento (almeno il vento che ci perseguita da quando siamo arrivati in Bretagna serve a qualcosa!!!) e decidiamo di dare un’occhiata: siamo fortunati, perché arriviamo giusto in tempo per l’unica visita guidata della giornata. La guida traduce gentilmente per noi in inglese...E noi altrettanto gentilmente facciamo finta di aver capito, nonostante il tremendo accento francese. Finita la visita e fatta una breve sosta al supermercato, progettiamo per il pomeriggio una visita a saint Malò. Non è un’esperienza piacevole: la coda che porta in città è praticamente ferma, così decidiamo di lasciare l’auto e prendere l’autobus...Ma dopo tanto girare non troviamo la fermata giusta. Per di più ricomincia a piovere. Stanchi e delusi riprendiamo l’auto e usciamo da quella bolgia infernale. Peccato, ci tenevamo a vedere la città, ma sarà per un’altra volta. Sulla strada del ritorno facciamo una breve visita all’enorme menhir di champ dolent. Ormai è quasi ora di cena, la pioggia non sembra voler smettere, così decidiamo di concederci una cenetta in un locale tipico, trovato sulla Guida Verde. Le crepes di grano saraceno sono proprio buone, e anche la carne alla brace. Infine le crepes dolci, e un po’ di sidro...La cena almeno ha riscattato una giornata che sembrava proprio andata male!(180 km)

16 agosto 2006, giovedì

La sveglia suona alle 5.30: riproviamo la visita a Saint Michel, sperando nell’ora mattutina. E infatti la cittadina è praticamente deserta e si lascia visitare, scoprire, ammirare...Insomma, così sì che è bella! L’unico problema è la poca luce per le fotografie...Ma non si può pretendere tutto!Siamo i primi della fila per entrare nell’abbazia, e aspettiamo che apra, alle 9. E scopriamo che la fila di ieri proseguiva ancora di molto all’interno. Decisamente è stata una saggia decisione rinunciare. La visita guidata in italiano (compresa negli 8 euro a testa di ingresso) inizia alle 9.45, e ci aggreghiamo al gruppo che si sta formando. Ne vale la pena, la guida parla molto bene, e i connazionali, contrariamente al solito, non sono così rumorosi. Nel pomeriggio decidiamo di visitare Dinan: la cittadina merita, è verde e ben curata. Dopo un giretto in centro e un salto nei negozi di souvenir, ci dirigiamo verso il castello. Lo vediamo da fuori, e passando da dietro scopriamo una bella passeggiata, che costeggia la città murata. Si avvicina la serata, e visto che domani comincia il viaggio di ritorno, vogliamo sfruttare il tempo rimasto con una cena a base di frutti di mare. Andiamo quindi nella patria delle ostriche, a Cancale, e, Guida Verde alla mano, andiamo in un locale molto scarno, ma rinomato per la qualità del cibo. Scartate le ostriche (Marco non vuole saperne di mangiarle crude!), optiamo per zuppa di pesce e cozze all’armoricana...Buonissime!! Dopo cena, stanchi morti, torniamo in campeggio.(200 km)

17 agosto 2006, venerdì

Partiamo verso le 9 del mattino dal campeggio e ci dirigiamo verso Sud Est. Arriviamo verso le 5 del pomeriggio a Tours e facciamo un giretto nella cattedrale, che ci colpisce per il coro e le vetrate. Siamo sfortunati: chiediamo all’ufficio informazioni dove possiamo trovare un campeggio in città, ma non ce ne sono. La ragazza ci dà però una guida sui campeggi della zona, e troviamo poco fuori un due stelle. Sono già le 8: montiamo la tenda, mangiamo, decidiamo la strada per il giorno dopo, e poi subito a letto.(300 Km)

18 agosto 2006, sabato

Continuiamo il nostro viaggio verso casa e nel pomeriggio siamo a Lione. La città meriterebbe, ma quello che vorrei di più è far vedere a Marco la stazione del TGV di Calatrava. Non ricordo però il nome, né che è vicino all’aeroporto. Così passiamo oltre senza accorgercene, e ormai è tardi per tornare indietro. L’autostrada passa ora in mezzo alle montagne della Savoia, ed è arrivata l’ora di fermarci. Troviamo un campeggio vicino a Chambery, che di ha bello ha solo il paesaggio intorno. La serata ripropone il programma di quella precedente.(500 Km)

19 agosto 2006, domenica

Riprendiamo la strada, e tutto procede bene fino al traforo del Frejus, dove ci aspetta una lentissima fila e il pagamento di un pedaggio non proprio economico. Passiamo per Susa, Torino (un po’mi mancano le strade francesi...Quando finiranno questi lavori?!?) e arriviamo a casa.(400 Km)

CONCLUSIONI

Abbiamo speso circa 1500 € in due, per un totale di 5000 Km. Circa la metà dei soldi se ne è andata in gasolio. Forse avendo le idee chiare già da prima non avremmo fatto kilometri in più. Ma è stata un’occasione per vedere paesaggi e cittadine che altrimenti avremmo perso. Ovviamente, avendo un budget limitato, abbiamo optato per il campeggio e la cucina fai-da-te (a parte qualche eccezione). Escludendo qualche disagio per il freddo, soprattutto nella parte più occidentale della Bretagna, il viaggio è stato memorabile: ci ha permesso di conoscere, scoprire e visitare luoghi che sognavamo da anni, e di godere della libertà di decidere giorno per giorno quello che volevamo fare. L’anno prossimo abbiamo già deciso di ripetere l’esperienza. Franca e Marco

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