Corsica, venti anni dopo

Dopo venti anni si torna in Corsica. Venti anni fa eravano in due, in Vespa, non c’erano i cellulari e non c’era Internet. La Corsica ci era parsa bellissima, aspra e naturale. Era, ed è ancora, poco abitata, 260.000 persone ...

  • di La Redazione
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Dopo venti anni si torna in Corsica. Venti anni fa eravano in due, in Vespa, non c’erano i cellulari e non c’era Internet. La Corsica ci era parsa bellissima, aspra e naturale. Era, ed è ancora, poco abitata, 260.000 persone per un isola lunga 180 km e larga fino a 80. Partenza da Roma in Vespa, in quattro ore a Piombino, poi il traghetto della Moby. Prima sosta all’Elba, poi si arrivò a Bastia. Diluvio in traghetto, fermi sul ponte aperto con caschi (che in Italia non si usavano...) e tute impermeabili, a bagnarci come pulcini. Poi a Bastia, in centro a rifugiarci dalla pioggia e a cercare un albergo. Manifestazione dei separatisti corsi, i gendarmi francesi rispondono con i lacrimogeni e noi in mezzo. Da non credersi, età da sessantottini, non avevamo mai sperimentato i lacrimogeni e ci toccano qui. Poi il resto del viaggio fu bellissimo, sole e mare, un assaggio di montagna, nessun problema a trovare albergo ogni sera, viaggio rigorosamente in senso orario. Così si viaggiava dalla parte della montagna, le strade corse erano strettissime a strapiombo sui dirupi e senza parapetti. Di sotto si vedevano le carcasse delle auto cadute. Il cibo era semplice, e saporito, vino locale o birra d’importazione. I corsi erano cordiali, rimase un bel ricordo.

Venti anno dopo siamo in tre, c’è anche un figlio di quindici anni, adesso partiamo da Vicenza in macchina alle otto, all’una ci imbarchiamo a Livorno sul Corsica ferries, alle cinque siamo a Bastia. Le strade sono un po’ più larghe e c’è anche qualche piccolo parapetto. Lo fanno a mano degli operai scalpellando la bella pietra corsa e costruendo questi ripari alti cinquanta o sessanta centimetri. Cosa possano servire alle moto o agli autobus non si capisce, forse potrebbero fermare delle auto lente... Infatti in qualche punto sono rotti e sotto ci sono le solite carcasse.

I corsi adesso sembrano essere indietro di trent’anni!! I cellulari ci sono, è vero, ma Internet non si trova: lo abbiamo trovato in tutto il mondo, negli alberghi di lavoro, negli impianti sportivi, perfino nelle casupole peruviane di Machu Picchu e nella giungla guatemalteca, ma qui sembra fantascienza. Le carte di credito sono guardate con circospezione e accettate sono negli esercizi di lusso. Fumano ancora tutti negli esercizi pubblici. Di nuovo adesso ci sono tre birre locali, la Pietra alla castagna è interessante, anche la Torra al mirto. Noi siamo diventati vegetariani nel frattempo, e mangiare in questo modo qui non è facile. Offrono pesce, pensiamo buono, o la famosa “charcuterie” corsa: salumeria dei loro maiali allevati liberi in montagna. I corsi in questa stagione di fine agosto sono ancora interessati a portare a casa gli ultimi soldi che possono prendere dai turisti. I prezzi nei posti più accessibili, come Calvi, Saint Florent ne risentono. Basta andare un po’ fuori dai centri più frequentati e diminuiscono immediatamente. Soprattutto da’ fastidio vedere quella apparente mancanza di iniziativa che per esempio diverte così nelle isole greche. Per andare alle spiagge in qualunque isola greca ci sono varie imbarcazioni a tutte le ore. Per andare al Lodo da Sant Florent bisognava prenotare andata e ritorno e guai a sgarrare... La prima settimana la passiamo di riposo all’Ile Rousse. Prendiamo un residence per tre all’Hacienda. Da sconsigliare, caro, neanche gli asciugamani e i saponi in camera. C’è la possibilità di cucinare, ma il rapporto prezzo/prestazione 900 Euro per una settimana per tre non è conveniente. Ogni giorno una spiaggia diversa, con la macchina ci spostiamo, al massimo qualche minuto a piedi per arrivare alle spiagge più isolate. Vediamo anche Calvi, e i paesini dell’interno. Tutto bello, poche emozioni. La seconda settimana ci scateniamo. Andiamo a Porto. E’ sempre bellissimo, rocce rosse e torre genovese. Questo è un posto per amanti della natura, non per sofisticati. Si trova posto senza difficoltà, a prezzi ragionevoli. Stanza per tre con prima colazione, 80 Euro. La colazione non è mai compresa nel prezzo, costa da 7 a 10 euro a testa ed è la tipica colazione continentale, cioè caffelatte panini e brioche. Anche quando viene definita a buffet non cambiano gli ingredienti. In tutto il resto del mondo ormai prima colazione a buffet e con ogni tipo di cibo sono lo standard. Che dire..

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