Normandia, la regione dello scoglio ciaociao

Capita a volte, ed è il bello di questi viaggi “fai da te”, che a dispetto di una accurata preparazione preventiva, lo svolgersi del cammino porti a variare anche drasticamente le intenzioni di visita. Dunque destinazione Normandia, che è una ...

  • di Capitanoachab
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Capita a volte, ed è il bello di questi viaggi “fai da te”, che a dispetto di una accurata preparazione preventiva, lo svolgersi del cammino porti a variare anche drasticamente le intenzioni di visita.

Dunque destinazione Normandia, che è una magnifica regione al nord della Francia, dove la straordinaria dolce quiete della campagna e le languide verdissime anse della Senna si uniscono alla selvaggia bellezza dell’oceano, e dove gli ingenti bombardamenti dell’ultima guerra hanno miracolosamente preservato molti luoghi, che mantengono così intatto un fascino d’altri tempi.

Il viaggio (1200 km dal nord Italia) viene diviso in due giornate; la prima sosta, dopo un migliaio di km, a Chartres per una visita d’obbligo alla meravigliosa cattedrale praticamente intatta in ogni sua parte, persino nelle vetrate del XII secolo conservatesi pressochè integre nei secoli.

Qui purtroppo devo riportare uno “sconsiglio” fortissimo: non alloggiate all’Hotel de la Poste, nonostante sia segnalato dalla catena dei Logis de France, verso cui è già partita una ferma lettera di reclamo. All’arrivo ci accoglie una rassegnata signora in desabillè (alle 16.30, non alle due di notte), capelli arruffati, calze arrotolate sino alle ginocchia e ciabatte ai piedi, che fa una reception diciamo approssimativa, e ci assegna le chiavi delle quattro camere (prenotate da settimane), che risultano poi essere autentici forni, con pareti di legno (sic!), serramenti sconnessi, macchie di materia organica sulla moquette, nei bagni, sulla carta da parati! Il pavimento in legno oscilla e sobbalza ad ogni passo. Meglio non pensare a quel che potrebbe succedere in caso d’incendio. I servizi sono oscenamente insufficienti, con lavabo in formica (forse buoni per i mercatini di modernariato), ovviamente macchiati, doccia di 40cm x 40 e tutto il resto di conseguenza. I letti non sono preparati. Decidiamo di abbozzare; apriamo le finestre alla ricerca di una bava di vento ed usciamo a visitare la città.

La visione della cattedrale va oltre ogni aspettativa: in un primo momento l’interno è assolutamente buio, poco illuminato da piccoli fari, quasi lumini, ma se si ha la pazienza di attendere una decina di minuti l’accomodamento degli occhi fa in modo che si possa vedere tutto nei minimi particolari, ed apprezzare in controluce anche le meravigliose vetrate, ed il grandissimo labirinto che occupa buona parte del pavimento. Notevole ed suggestivo il grande organo a nido di rondine, aggrappato al lato destro della navata centrale. Impressionante l’esterno per dimensioni, grazia e figurazioni misteriose.

Viene l’ora di cena e qui consiglio di leggere accuratamente tutti i menu –ed i relativi prezzi- prima di sedersi all’esterno ombreggiato di uno qualsiasi dei numerosi ristorantini che circondano la piazza. Ci siamo trovati bene a “Le Bistrot de la Cathédrale” dove persino le cameriere sono assai graziose. Cibo decente e prezzi accettabilmente cari, come usa in Francia.

Torniamo alla topaia, ma le stanze sembrano ancora più calde per cui ci rifugiamo per strada commentando allegramente l’infortunio ed aspettando che arrivi mezzanotte.

Dopo un sonno popolato di ragni ed ogni tipo d’insetto bavoso scappiamo a gambe levate, non senza aver pagato 8 euro per ogni auto alloggiata in una autentica stalla sul retro della topaia, col pavimento in terra battuta “onde del mare” e tetto in condizioni poco rassicuranti.

Allegramente ci dirigiamo verso Les Andelys, sulla Senna, che è l’unione di due piccoli romantici paesi pieni di verde, d’acqua calma e con due cattedrali gotiche di epoche diverse che meritano senz’altro la visita

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