1. Posta : In viaggio con Turisti per caso

    di , il 15/2/2010 13:50

    Un sacco di amici ci scrivono chiedendo di venire in viaggio con noi.

    Inutile dire che la cosa ci fa un enorme piacere: vuol dire che hanno di noi una buona impressione come possibili compagni di viaggio!

    Effettivamente ci è capitato diverse volte di avere dei compagni di viaggio, e non ci riferiamo soltanto ad amici che abbiamo invitato espressamente (come Guccini e Comaschi in Argentina o come Battiato in Nepal - viaggio che dovrebbe andare in onda nella prossima primavera).

    Per esempio in Egitto e in Marocco (alcuni forse se lo ricordano perchè hanno visto le videocassette che sono adesso in edicola) noi abbiamo viaggiato assieme a gruppi organizzati di turisti.

    In Egitto, in particolare, eravamo con un magnifico gruppo dell'Università della terza età di Modena. Ma anche alle Svalbard eravamo assieme ad un gruppo di turisti-podisti, per non parlare di New York. Quindi spesso viaggiamo in compagnia, sulle rotte e con i programmi delle normali agenzie turistiche: diventa difficile però programmare questi viaggi, per cui effettivamente il tutto diventa affidato al caso.

    In altri tipi di viaggi, invece, francamente diventa impossibile condividere l'avventura con altri (pensate al Giappone, alla Polinesia ecc).

    Innanzitutto per problemi organizzativi: un piccolo gruppo viaggia agilmente, su un unica automobile o al massimo su un pulmino. Trova posto più facilmente sui voli e negli alberghi.

    Ma, soprattutto, il fatto di essere pochi (noi in genere siamo al massimo in 5: Syusy, Patrizio, Paolino, Giuseppe e Orso) ci rende "agili", possiamo cambiare programmi, inventare itinerari lì per lì. Pensate che spessissimo ci sentiamo già troppi in 5 e, per essere ancora più liberi, ci suddividiamo in due gruppettini: Patrizio, Orso e Paolo da una parte e Syusy e Giuseppe dall'altra. Oltretutto, in questo modo, "diamo meno nell'occhio", cioè siamo meno invasivi rispetto alle situazioni che vogliamo raccontare.

    Come avrebbe potuto Syusy entrare di notte nella residenza di Pacal in Messico se non fosse stata da sola con Giuseppe? Come avrebbe potuto Patrizio farsi invitare a cena a Stoccolma se avesse avuto con sè altre persone?

    Molto spesso il segreto per fare un viaggio "vero", a stretto contatto con la realtà che si va a visitare, è proprio quello di essere "il più soli possibile". E vi consigliamo, quindi, di fare viaggi in piccoli gruppi. Oltretutto, sia chiaro, viaggiare con noi non è affatto comodo!!!

    Per spendere poco e stare via il minor tempo possibile siamo costretti a dei veri tour de force! In Giappone siamo stati solo 8 giorni, e abbiamo dovuto "lavorare" anche di notte. In Polinesia siamo stati solo 15 giorni: neanche il tempo di stare tranquilli 24 ore per assorbire il fuso! Voi, che non fate delle vacanze-lavoro, potete permettervi dei viaggi molto più rilassanti.

    Però noi, effettivamente, avevamo pensato ad una possibile soluzione per non disperdere il "know how" che sta dietro ai nostri viaggi e per metterlo a disposizione di chi, dopo averli visti in TV, volesse rifarli uguali (o se possibile migliorati dopo la nostra esperienza diretta).

    Vi interesserebbe rifare il nostro viaggio in Polinesia o il nostro viaggio alle Svalbard? Oppure quello in Giappone?

    Noi, aiutati da chi ci aiutò ad organizzarli, potremmo organizzarveli... Con le stesse guide, lo stesso tragitto, sperando che sia possibile ricreare almeno alcune delle stesse situazioni e confidando che altre (e più interessanti) possiate crearvele e scoprirle da soli.

    Se la cosa vi interessa, sappiatecelo dire.

    Syusy e Patrizio

  2. Fulvio G
    , 15/2/2010 13:50
    Un sacco di amici ci scrivono chiedendo di venire in viaggio con noi.
    Inutile dire che la cosa ci fa un enorme piacere: vuol dire che hanno di noi una buona impressione come possibili compagni di viaggio!
    Effettivamente ci è capitato diverse volte di avere dei compagni di viaggio, e non ci riferiamo soltanto ad amici che abbiamo invitato espressamente (come Guccini e Comaschi in Argentina o come Battiato in Nepal - viaggio che dovrebbe andare in onda nella prossima primavera).
    Per esempio in Egitto e in Marocco (alcuni forse se lo ricordano perchè hanno visto le videocassette che sono adesso in edicola) noi abbiamo viaggiato assieme a gruppi organizzati di turisti.
    In Egitto, in particolare, eravamo con un magnifico gruppo dell'Università della terza età di Modena. Ma anche alle Svalbard eravamo assieme ad un gruppo di turisti-podisti, per non parlare di New York. Quindi spesso viaggiamo in compagnia, sulle rotte e con i programmi delle normali agenzie turistiche: diventa difficile però programmare questi viaggi, per cui effettivamente il tutto diventa affidato al caso.
    In altri tipi di viaggi, invece, francamente diventa impossibile condividere l'avventura con altri (pensate al Giappone, alla Polinesia ecc).
    Innanzitutto per problemi organizzativi: un piccolo gruppo viaggia agilmente, su un unica automobile o al massimo su un pulmino. Trova posto più facilmente sui voli e negli alberghi.
    Ma, soprattutto, il fatto di essere pochi (noi in genere siamo al massimo in 5: Syusy, Patrizio, Paolino, Giuseppe e Orso) ci rende "agili", possiamo cambiare programmi, inventare itinerari lì per lì. Pensate che spessissimo ci sentiamo già troppi in 5 e, per essere ancora più liberi, ci suddividiamo in due gruppettini: Patrizio, Orso e Paolo da una parte e Syusy e Giuseppe dall'altra. Oltretutto, in questo modo, "diamo meno nell'occhio", cioè siamo meno invasivi rispetto alle situazioni che vogliamo raccontare.
    Come avrebbe potuto Syusy entrare di notte nella residenza di Pacal in Messico se non fosse stata da sola con Giuseppe? Come avrebbe potuto Patrizio farsi invitare a cena a Stoccolma se avesse avuto con sè altre persone?
    Molto spesso il segreto per fare un viaggio "vero", a stretto contatto con la realtà che si va a visitare, è proprio quello di essere "il più soli possibile". E vi consigliamo, quindi, di fare viaggi in piccoli gruppi. Oltretutto, sia chiaro, viaggiare con noi non è affatto comodo!!!
    Per spendere poco e stare via il minor tempo possibile siamo costretti a dei veri tour de force! In Giappone siamo stati solo 8 giorni, e abbiamo dovuto "lavorare" anche di notte. In Polinesia siamo stati solo 15 giorni: neanche il tempo di stare tranquilli 24 ore per assorbire il fuso! Voi, che non fate delle vacanze-lavoro, potete permettervi dei viaggi molto più rilassanti.
    Però noi, effettivamente, avevamo pensato ad una possibile soluzione per non disperdere il "know how" che sta dietro ai nostri viaggi e per metterlo a disposizione di chi, dopo averli visti in TV, volesse rifarli uguali (o se possibile migliorati dopo la nostra esperienza diretta).
    Vi interesserebbe rifare il nostro viaggio in Polinesia o il nostro viaggio alle Svalbard? Oppure quello in Giappone?
    Noi, aiutati da chi ci aiutò ad organizzarli, potremmo organizzarveli... Con le stesse guide, lo stesso tragitto, sperando che sia possibile ricreare almeno alcune delle stesse situazioni e confidando che altre (e più interessanti) possiate crearvele e scoprirle da soli.
    Se la cosa vi interessa, sappiatecelo dire.
    Syusy e Patrizio