1. Posta : NB -> Abusivi a Venezia

    di , il 15/2/2010 13:57

    Buongiorno a tutti!

    Sono andata a Venezia i primi di dicembre. Ho lasciato l'auto al Garage san Marco di piazzale Roma. All'uscita, un rubicondo ometto con berretto, piazzato strategicamente proprio accanto al box delle informazioni turistiche, mi ha dato ad intendere che la fermata dei traghetti, verso la quale mi stavo come di consueto dirigendo, era stata spostata, e mi ha indirizzato subito a sinistra, per un percorso strano ed accidentato, segnalato da due sibillini cartelli di "Deviazione". Arrivata infine, con le valigie, al canale, scopro che non di traghetto di linea si parla, ma di un motoscafo, una specie di taxi di gruppo nel quale stanno prendendo posto una quindicina di turisti stranieri con bagagli. Alle persone che salgono sul motoscafo non viene rilasciato alcun biglietto o ricevuta.

    Arriva l'ometto e mi dice che in 20 minuti sarò in piazza san Marco, mentre il traghetto è molto più lento; il tutto per 10 euro, mentre il traghetto di linea costa 18 (o 12, perché si contraddice spesso) euro. Ribatto che soltanto la linea 1 è lenta, ma ci sono linee più veloci. E che il costo del biglietto del traghetto è di soli 5 euro. Tanto per chiarire che non siamo tutti sprovveduti.

    Vorrei denunciare questo caso di abusivismo, sia al sito di Turisti per caso, sia all'APT di Venezia. Non è bello tornare, per la quindicesima volta in 20 anni, a Venezia e scoprire che anche qui c'è qualcuno che vuol prenderti per fesso. Non è bello nemmeno per gli stranieri, appena arrivati e chiaramente più vulnerabili alle truffe.

    Non accetto neppure che si dica che la fermata del traghetto non è più al solito posto, obbligando la gente a camminare coi bagagli per 300 metri in tutt'altra direzione, per nulla. Nel decalogo dell'APT per "usare" Venezia si consigliano i turisti di non salire su mezzi abusivi, quindi sarà interesse dell'APT rintracciare questo signore che afferma il falso, come pure il suo collega taxista, e farli smettere.

    Saluti e buone feste

    Antonella.

  2. Antonella Bertoldo
    , 15/2/2010 13:57
    Buongiorno a tutti!
    Sono andata a Venezia i primi di dicembre. Ho lasciato l'auto al Garage san Marco di piazzale Roma. All'uscita, un rubicondo ometto con berretto, piazzato strategicamente proprio accanto al box delle informazioni turistiche, mi ha dato ad intendere che la fermata dei traghetti, verso la quale mi stavo come di consueto dirigendo, era stata spostata, e mi ha indirizzato subito a sinistra, per un percorso strano ed accidentato, segnalato da due sibillini cartelli di "Deviazione". Arrivata infine, con le valigie, al canale, scopro che non di traghetto di linea si parla, ma di un motoscafo, una specie di taxi di gruppo nel quale stanno prendendo posto una quindicina di turisti stranieri con bagagli. Alle persone che salgono sul motoscafo non viene rilasciato alcun biglietto o ricevuta.
    Arriva l'ometto e mi dice che in 20 minuti sarò in piazza san Marco, mentre il traghetto è molto più lento; il tutto per 10 euro, mentre il traghetto di linea costa 18 (o 12, perché si contraddice spesso) euro. Ribatto che soltanto la linea 1 è lenta, ma ci sono linee più veloci. E che il costo del biglietto del traghetto è di soli 5 euro. Tanto per chiarire che non siamo tutti sprovveduti.
    Vorrei denunciare questo caso di abusivismo, sia al sito di Turisti per caso, sia all'APT di Venezia. Non è bello tornare, per la quindicesima volta in 20 anni, a Venezia e scoprire che anche qui c'è qualcuno che vuol prenderti per fesso. Non è bello nemmeno per gli stranieri, appena arrivati e chiaramente più vulnerabili alle truffe.
    Non accetto neppure che si dica che la fermata del traghetto non è più al solito posto, obbligando la gente a camminare coi bagagli per 300 metri in tutt'altra direzione, per nulla. Nel decalogo dell'APT per "usare" Venezia si consigliano i turisti di non salire su mezzi abusivi, quindi sarà interesse dell'APT rintracciare questo signore che afferma il falso, come pure il suo collega taxista, e farli smettere.
    Saluti e buone feste
    Antonella.