1. Posta : Ancora sul Sudafrica, un altro punto di vista...

    di , il 15/2/2010 13:59

    Non so come rispondere ad Antonella nel "posta e risposta" nell'argomento in cui si tratta del Sudafrica(paese in cui oggi si è trasferita). Io sono stata nell'ottobre 2005 per un mese girandola bene (dal Kruger a Cape Town passando per il Drakensberg e per il Karoo e la Garden Route)e debbo dire che non ho portato a casa sicuramente una sensazione di paese tranquillo in cui non vi siano problemi razziali, anzi...non so lei dove abiti ma nella capitale io ero in un quartiere sotto la Table Mountain (nome impronunciabile Orzanijecht credo) dormivano con tutte le luci accese in tutte le case.I muri hanno (dappertutto anche nei paesini) il filo spinato con la corrente inserita. Ad ogni casa vi è un cartello che indica che c'è un servizio di vigilanza armata. Aldilà di questo in alcuni paesini del Drakensberg e nello Zululand ed ai confini con lo Zimbawe io non mi sono sentita così tranquilla, c'è stato persino un giorno che abbiamo effettivamente avuto un po' di paura. In un posto eravamo (con quelli del residence) 17 bianchi contro 30.000 di colore! premetto che sono una che ha girato mezzo mondo da Globetrotter, ma mai come in SA ho percepito nei confronti del bianco un'ostilità così forte, che da parte mia giustifico visto il trattamento subito sino al 1999!!Mi raccontava un'amica che aveva vissuto in SA che la punizione più "banale" era il "cerchio di fuoco". Mettevano un copertone al collo del povereretto e poi gli davano fuoco. Come pensare che queste atrocità si possano dimenticare così...Noi bianchi (per non dire gli inglesi e boeri) dobbiamo fare molto per farci perdonare da questa povera gente!!Credo che oggi i bianchi tendano a vivere barricati nelle loro belle ville con animali e filo spinato uscendone su auto pressurizzate per fiondarsi in altrettanti posti sicuri!!Mi spiace di aver portato questa esperienza, ma è quello che ho anche raccolto parlando con gli afrikaners. Il 95% di loro mi ha detto che stanno vivendo in una situazione in cui non si sentono più sicuri ed hanno paura di fare la fine dei bianchi nello Zimbawe che sono state spedite fuori. Dicono che per i giovani bianchi non c'è più lavoro e molti di loro sono emigrati. Credo fermamente di non aver inventato niente. Ritengo che sia comunque un paese splendido che debba essere visitato con tutta la cautela che poniamo anche quando visitiamo una ns grande città, niente di più!!Sfatiamo comunque questo mito..."volesemo tutti bene"...l'apartheid non esiste....perchè tutte le città dalla più grande alla più piccola hanno la loro bella e squallida "township".

    Tiziana

  2. evergreen
    , 15/2/2010 13:59
    Non so come rispondere ad Antonella nel "posta e risposta" nell'argomento in cui si tratta del Sudafrica(paese in cui oggi si è trasferita). Io sono stata nell'ottobre 2005 per un mese girandola bene (dal Kruger a Cape Town passando per il Drakensberg e per il Karoo e la Garden Route)e debbo dire che non ho portato a casa sicuramente una sensazione di paese tranquillo in cui non vi siano problemi razziali, anzi...non so lei dove abiti ma nella capitale io ero in un quartiere sotto la Table Mountain (nome impronunciabile Orzanijecht credo) dormivano con tutte le luci accese in tutte le case.I muri hanno (dappertutto anche nei paesini) il filo spinato con la corrente inserita. Ad ogni casa vi è un cartello che indica che c'è un servizio di vigilanza armata. Aldilà di questo in alcuni paesini del Drakensberg e nello Zululand ed ai confini con lo Zimbawe io non mi sono sentita così tranquilla, c'è stato persino un giorno che abbiamo effettivamente avuto un po' di paura. In un posto eravamo (con quelli del residence) 17 bianchi contro 30.000 di colore! premetto che sono una che ha girato mezzo mondo da Globetrotter, ma mai come in SA ho percepito nei confronti del bianco un'ostilità così forte, che da parte mia giustifico visto il trattamento subito sino al 1999!!Mi raccontava un'amica che aveva vissuto in SA che la punizione più "banale" era il "cerchio di fuoco". Mettevano un copertone al collo del povereretto e poi gli davano fuoco. Come pensare che queste atrocità si possano dimenticare così...Noi bianchi (per non dire gli inglesi e boeri) dobbiamo fare molto per farci perdonare da questa povera gente!!Credo che oggi i bianchi tendano a vivere barricati nelle loro belle ville con animali e filo spinato uscendone su auto pressurizzate per fiondarsi in altrettanti posti sicuri!!Mi spiace di aver portato questa esperienza, ma è quello che ho anche raccolto parlando con gli afrikaners. Il 95% di loro mi ha detto che stanno vivendo in una situazione in cui non si sentono più sicuri ed hanno paura di fare la fine dei bianchi nello Zimbawe che sono state spedite fuori. Dicono che per i giovani bianchi non c'è più lavoro e molti di loro sono emigrati. Credo fermamente di non aver inventato niente. Ritengo che sia comunque un paese splendido che debba essere visitato con tutta la cautela che poniamo anche quando visitiamo una ns grande città, niente di più!!Sfatiamo comunque questo mito..."volesemo tutti bene"...l'apartheid non esiste....perchè tutte le città dalla più grande alla più piccola hanno la loro bella e squallida "township".
    Tiziana