1. Posta : Consiglio - Zante

    di , il 15/2/2010 13:59

    Sono partita alla volta di Zante (isole Ionie, Grecia) con le migliori intenzioni. Mi ero documentata parecchio e pensavo di trovare un’isola di pace, selvaggia, scevra dal caos della città ecc. Ecc.: un’isola, insomma, che potesse diventare la mia “isola” per tutta la settimana del soggiorno. Incantata anche dal fatto che le spiagge di Zante sono rifugio delle uova della tartaruga caretta-caretta, ho deciso di fare questa vacanza al mare fuori dalla mia Sicilia, dalla quale non mi allontano mai alla ricerca di spiagge (e a ragione).

    L’impatto con Zante è stato allucinante: la famosa Laganas, a sud dell’isola, è una sorta di Las Vegas di pessimo gusto dove le luci, i negozi per turisti, i ristoranti, i pubs affollati, gli ubriachi e le risse non sembrano parlare affatto il linguaggio della natura ma quello un pò ignobile della peggiore specie di Homo sapiens. Nella spiaggia di Laganas ove un tempo, credo, depositavano le uova le tartarughe, ombrelloni e sdraio fanno brutta mostra di sé, mentre al calar delle tenebre si assiste a un fatto decisamente inquietante: la spiaggia diventa una strada ove passano le macchine. Altre spiagge sono ricovero delle uova ma su tutte, anche se alcune sono decisamente belle (Marathonissi e Geratis), si assiste al fenomeno mostruoso della presenza invadente dell’uomo: baraccopoli della ristorazione e bar moderni perché il turista, si sa, non cerca un ritorno alla natura bensì un luogo dove star comodo e mangiare sulla spiaggia dove dimorano timidamente (e ancora per poco…) le uova di un povero animale in via di estinzione.

    Sono tornata francamente delusa e decisamente irritata dallo scempio cui sono stata testimone. Dove sono gli enti locali della salvaguardia del territorio, della flora e della fauna?

    Il turismo a buon mercato di Zante, che resterà tale solo per poco altro tempo perché i greci stanno aguzzando l’ingegno del “fotti il prossimo”, è solo uno specchietto per “gli allocchi”.

    Zante è l'isola che non c'è più.

  2. Senzanick Senzanick
    , 15/2/2010 13:59
    Sono partita alla volta di Zante (isole Ionie, Grecia) con le migliori intenzioni. Mi ero documentata parecchio e pensavo di trovare un’isola di pace, selvaggia, scevra dal caos della città ecc. Ecc.: un’isola, insomma, che potesse diventare la mia “isola” per tutta la settimana del soggiorno. Incantata anche dal fatto che le spiagge di Zante sono rifugio delle uova della tartaruga caretta-caretta, ho deciso di fare questa vacanza al mare fuori dalla mia Sicilia, dalla quale non mi allontano mai alla ricerca di spiagge (e a ragione).
    L’impatto con Zante è stato allucinante: la famosa Laganas, a sud dell’isola, è una sorta di Las Vegas di pessimo gusto dove le luci, i negozi per turisti, i ristoranti, i pubs affollati, gli ubriachi e le risse non sembrano parlare affatto il linguaggio della natura ma quello un pò ignobile della peggiore specie di Homo sapiens. Nella spiaggia di Laganas ove un tempo, credo, depositavano le uova le tartarughe, ombrelloni e sdraio fanno brutta mostra di sé, mentre al calar delle tenebre si assiste a un fatto decisamente inquietante: la spiaggia diventa una strada ove passano le macchine. Altre spiagge sono ricovero delle uova ma su tutte, anche se alcune sono decisamente belle (Marathonissi e Geratis), si assiste al fenomeno mostruoso della presenza invadente dell’uomo: baraccopoli della ristorazione e bar moderni perché il turista, si sa, non cerca un ritorno alla natura bensì un luogo dove star comodo e mangiare sulla spiaggia dove dimorano timidamente (e ancora per poco…) le uova di un povero animale in via di estinzione.
    Sono tornata francamente delusa e decisamente irritata dallo scempio cui sono stata testimone. Dove sono gli enti locali della salvaguardia del territorio, della flora e della fauna?
    Il turismo a buon mercato di Zante, che resterà tale solo per poco altro tempo perché i greci stanno aguzzando l’ingegno del “fotti il prossimo”, è solo uno specchietto per “gli allocchi”.
    Zante è l'isola che non c'è più.