1. Posta : Consiglio - Benin

    di , il 15/2/2010 14:00

    Il racconto sul Benin, è di un paternalismo angosciante. Si ha come l'impressione di visitare l'Africa rimanendo sempre distaccati dalle persone. Lo scrittore sa che nella tranquilla Ouidah, una settimana prima della fersta mondiale del voodoo, la notte non si può uscire perchè i "revenant" le anime dei morti se ne vanno effettivamente in giro per le strade. E il dramma della schiavitu' che dice sembra non lasciare traccia. Ma ha visitato veramente il quartiere brasiliano, fatto dai primi schiavi brasiliani liberati? E ha visitao i resti della Casa Oscura, un'abitazione dove gli schiavi in catene venivano tenuti per un mese all'oscuro, per abituarli al buio della nave? E perun'altra volta gli consiglio di fare quello che faccio io quando porto in giro i "turisti per caso" ovvero tutto il percosro che facevano gli schiavi a piedi prima di essere imbarcati. E' molto più istruttivo e stimolante, se ritorna un'altra volta in Benin mi chiami, che gli faccio vedere i bambini schiavi che lavorano al mercato di Cotonou e quello che stiamo cercando di fare per aiutarli. Ultima raccomandazione: non date caramelle ai bambini, non sapete quanto e diseducativo

  2. ouidah
    , 15/2/2010 14:00
    Il racconto sul Benin, è di un paternalismo angosciante. Si ha come l'impressione di visitare l'Africa rimanendo sempre distaccati dalle persone. Lo scrittore sa che nella tranquilla Ouidah, una settimana prima della fersta mondiale del voodoo, la notte non si può uscire perchè i "revenant" le anime dei morti se ne vanno effettivamente in giro per le strade. E il dramma della schiavitu' che dice sembra non lasciare traccia. Ma ha visitato veramente il quartiere brasiliano, fatto dai primi schiavi brasiliani liberati? E ha visitao i resti della Casa Oscura, un'abitazione dove gli schiavi in catene venivano tenuti per un mese all'oscuro, per abituarli al buio della nave? E perun'altra volta gli consiglio di fare quello che faccio io quando porto in giro i "turisti per caso" ovvero tutto il percosro che facevano gli schiavi a piedi prima di essere imbarcati. E' molto più istruttivo e stimolante, se ritorna un'altra volta in Benin mi chiami, che gli faccio vedere i bambini schiavi che lavorano al mercato di Cotonou e quello che stiamo cercando di fare per aiutarli. Ultima raccomandazione: non date caramelle ai bambini, non sapete quanto e diseducativo