1. Posta : Quello spreco di cibo sui voli aerei

    di , il 15/2/2010 14:03

    Chiedo la pubblicazione di questa lettera per sollevare il problema su un grosso sperco, facilmente evitabile.

    Grazie, Ruggero Da Ros

    --------------------------------------------

    QUELLO SPRECO DI CIBO SUI VOLI AEREI

    Le vacanze sono finite, molti di noi hanno preso l’aereo per raggiungere mete lontane… avete mai notato quanto cibo viene sprecato? Durante i voli che non siano low cost e che durino più di un’ora, viene normalmente servito un pasto o uno spuntino su dei vassoi contenenti diverse confezioni in plastica. Praticamente nessuno lo rifiuta, chi non ha fame o non ha intenzione di mangiare lo prende comunque nella speranza di trovare qualcosa di suo gradimento, oppure perché è compreso nel prezzo del biglietto. Molti aprono le confezioni, annusano o assaggiano e poi richiudono, altri mangiano qualcosa, pochi finiscono tutto. In un volo a lungo raggio vengono serviti addirittura due pasti quasi completi, uno appena saliti e uno prima di scendere.

    Ma serve veramente tutto questo cibo? Nei voli low cost il cibo si paga a parte e pochissimi lo prendono, eppure queste compagnie hanno successo. Perché allora anche le altre compagnie aeree non permettono di scegliere tra un biglietto comprensivo di pasti e uno senza, ma di prezzo inferiore? In questo modo si ridurrebbe l’uso esagerato della plastica per le confezioni, si abbasserebbe il costo dei biglietti aerei e, soprattutto, si eviterebbe di sprecare enormi quantità di cibo.

    Facciamo due conti. In un volo intercontinentale con 300 persone vengono serviti 600 pasti e, se fossero a pagamento, si può stimare che almeno 400 pasti e 80 kg di plastica verrebbero risparmiati.

    Nella sola Europa volano ogni anno circa 800 milioni di passeggeri, supponendo che si possa risparmiare anche solo un pasto ogni 10 viaggiatori, si ottiene l’enorme cifra di 80 milioni di pasti sprecati, cibo che basterebbe a far sopravvivere per un anno oltre 200.000 abitanti dei Paesi poveri che diventerebbero milioni se estendessimo il ragionamento a tutto il mondo.

    10 settembre 2009

    Ruggero Da Ros

    Vittorio Veneto (TV)

  2. Ruggero Da Ros
    , 15/2/2010 14:03
    Chiedo la pubblicazione di questa lettera per sollevare il problema su un grosso sperco, facilmente evitabile.
    Grazie, Ruggero Da Ros
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    QUELLO SPRECO DI CIBO SUI VOLI AEREI
    Le vacanze sono finite, molti di noi hanno preso l’aereo per raggiungere mete lontane… avete mai notato quanto cibo viene sprecato? Durante i voli che non siano low cost e che durino più di un’ora, viene normalmente servito un pasto o uno spuntino su dei vassoi contenenti diverse confezioni in plastica. Praticamente nessuno lo rifiuta, chi non ha fame o non ha intenzione di mangiare lo prende comunque nella speranza di trovare qualcosa di suo gradimento, oppure perché è compreso nel prezzo del biglietto. Molti aprono le confezioni, annusano o assaggiano e poi richiudono, altri mangiano qualcosa, pochi finiscono tutto. In un volo a lungo raggio vengono serviti addirittura due pasti quasi completi, uno appena saliti e uno prima di scendere.
    Ma serve veramente tutto questo cibo? Nei voli low cost il cibo si paga a parte e pochissimi lo prendono, eppure queste compagnie hanno successo. Perché allora anche le altre compagnie aeree non permettono di scegliere tra un biglietto comprensivo di pasti e uno senza, ma di prezzo inferiore? In questo modo si ridurrebbe l’uso esagerato della plastica per le confezioni, si abbasserebbe il costo dei biglietti aerei e, soprattutto, si eviterebbe di sprecare enormi quantità di cibo.
    Facciamo due conti. In un volo intercontinentale con 300 persone vengono serviti 600 pasti e, se fossero a pagamento, si può stimare che almeno 400 pasti e 80 kg di plastica verrebbero risparmiati.
    Nella sola Europa volano ogni anno circa 800 milioni di passeggeri, supponendo che si possa risparmiare anche solo un pasto ogni 10 viaggiatori, si ottiene l’enorme cifra di 80 milioni di pasti sprecati, cibo che basterebbe a far sopravvivere per un anno oltre 200.000 abitanti dei Paesi poveri che diventerebbero milioni se estendessimo il ragionamento a tutto il mondo.
    10 settembre 2009
    Ruggero Da Ros
    Vittorio Veneto (TV)