1. India

    di , il 5/9/2006 22:08

    Salve. Per chi scende la prima volta a Delhi ed esce dall'aeroporto la prima impressione è di essere finito in un immenso calderone bollente pieno di chiasso e vociare indescrivibile, l'India si presenta per quello che è: un apparente (e non solo apparente) caos in cui tutto funziona in maniera inspiegabile per noi occidentali,per questo è molto importante arrivare con un minimo di organizzazione alle spalle. È più facile di quello che si pensa viaggiare in questo paese, le soluzioni ci sono tutte: treni che raggiungono tutte le destinazioni per chi ha un po' di tempo e una miriade di Driver che con la loro auto vi portano da un capo all'altro del paese per pochi soldi. Personalmente non sento il bisogno di appoggiarmi a un'agenzia, sono peraltro molto ben organizzate ma hanno il culto di farvi vedere l'impossibile in pochi giorni. Consiglio di organizzarsi con l'ottima guida della Lonely Planet, per ciò che riguarda l'India la trovo una vera bibbia. Se volete vi posso aiutare per organizzare un bel giro e anche per trovare hotel per tutte le tasche. Per l'itinerario, come prima volta, vi consiglio il Rajasthan con le città di Agra, Jaisalmer, Jodpur, Jaiphur e Pushkar, Udaipur e altre. Se vi servono consigli, indirizzi anche di un buon e sicuro driver, scrivete senza problemi. Se decidete di andare al mare (quando qui è inverno) vi posso aiutare con alcune dritte e posti molto belli. Penso sia cosa gradita a tutti se al ritorno del vostro viaggio lasciate qui due righe di commento perché tutti possano trarne vantaggio, grazie.

    Bikaner

  2. bikaner1948
    , 27/1/2010 21:19
    L'India si presenta diversa ogni due chilometri,figurati se parliamo di Nord e Sud...Personalmente ho visitato parecchie volte sia il sud che il nord;le differenze più significative sono che il nord è più "moderno" più lanciato nel futuro,più caotico e frenetico,alla continua caccia del turista,il caos apparente regna sovrano.Bisogna districarsi un pò,o avere un punto di appoggio sicuro e affidabile e allora si potranno scoprire tutte le bellezze dei deserti,delle città antiche e della magia di certi posti che,nonostante tutto,sono ancora incontaminati.
    Il sud è più affrontabile,meno difficoltà d'impatto psicologico,più vivibile e più affrontabile come prima volta.E' un pò difficile dirti da dove iniziare,personalmente sono stato prima al sud e poi al nord ma non penso ci sia gran differenza quando hai preso coscienza di partire.Per aiutarti un pò di più dimmi quali viaggi hai fatto,se vuoi partire con il "fai da te"o organizzato e quanto tempo hai a disposizione.Quando avrai preso la tua decisione scrivimi pure e ti darò senza dubbio alcune dritte e anche utili indirizzi,non nelle guide,per affrontare alla meglio questo meraviglioso viaggio,ciao
  3. lillycity
    , 27/1/2010 11:27
    Vorrei visitare l'India ma non so da dove partire.
    Accetto consigli di qualsiasi tipo e soprattutto, dato che sarà la mia prima volta in India, da che zona è meglio iniziare? India del Nord o India del Sud?
    Attendo vostre informazioni
    Grazie, ciaooo
  4. franchyvonne
    , 24/1/2010 18:33
    Tour del Rajasthan e Varanasi del 23 Ottobre 2009 all’8 Novembre 2009-12-08
    (organizzato da Popular India Vacations di Karni Singh)

    Ho conosciuto la ‘Popular India Vacations’ tramite un amico che aveva fatto questo viaggio un paio di anni fa e ne aveva parlato con grande entusiasmo.
    Ho contattato Karni Singh e dopo vari mesi di dubbi e fondate paure, tenendo conto che sarebbe dovuta venire una mia amica, anche lei non più giovanissima, ho deciso di andare avanti e prenotare questa avventura considerando che il tour è stato organizzato solo per noi con macchina ed autista personale.
    Avevamo scelto il tour del Rajasthan e Varanasi, che durava 16 giorni; il giorno della partenza, da Pisa a Delhi con scalo a Parigi, siamo arrivate la sera tardi dopo circa 11 ore di volo, dove abbiamo incontrato il nostro simpatico autista Madan, che ci ha accompagnato all’albergo per la notte.
    La mattina dopo abbiano potuto ammirare la macchina un pò retrò, stile anni cinquanta di marca Ambassador e particolarmente comoda con la quale abbiamo affrontato quasi 5.000 kms del nostro tour!
    Dopo una visita veloce della Nuova Delhi: i palazzi del Parlamento, la Porta dell’India e la tomba di Humayun che era il secondo imperatore moghul, siamo partite per Jaipur, capitale del Rajasthan e famosa per la lavorazione delle pietre preziose, lasciando indietro il traffico estremamente caotico di Delhi composto di ogni genere di mezzo: camion stracarichi, ricksaw, tuc-tuc (che sarebbero nostri apini della Piaggio attrezzati per passaggeri) condito il tutto con il suono di clacson armoniosi per chiedere strada ed in più le mucche che transitavano tranquillamente dappertutto.
    A Jaipur abbiamo alloggiato in un albergo stupendo, il primo di tutti gli alberghi bellissimi scelti da Karni. Madan ci avvisava che eravamo invitate a cena a casa di Karni con la sua famiglia, facendoci sentire così più amici che clienti.
    A Jaipur, abbiamo ammirato Amber Fort dove siamo state portate a dorso degli elefanti.
    Qui.Madan ci ha affidato ad una guida che parlava perfettamente italiano nonché altre lingue.
    All’uscita abbiamo mangiato alla carta: fagottini e frittelline di verdura calde, pakora e due samosa che sono involtini ricoperti di sfoglia fritta (il tutto ben incartato in sterilissima carta di giornale).
    Nel pomeriggio siamo andate a fare shopping seguiti da Madan e dalla Guida che ci consigliavano. In questa città si possono acquistare o far fare buoni capi d’abbigliamento su misura anche in una mezza giornata.
    La mattina successiva siamo partite per Mandawa, un villaggio di piccoli palazzi chiamati ‘haveli’ riccamente affrescati dove abitavano i ricchi commercianti a fine ottocento, quando la via della seta era ancora in forte espansione. Qui ci ha fatto da guida un ragazzino tredicenne, furbetto e molto simpatico, autodidatta in più lingue fra cui l’italiano; naturalmente dopo averci accompagnato era d’obbligo una visita al negozio di tessuti di suo fratello con la promessa che era solo per guardare!
    Nota bene, in questi posti non si può solo guardare: ci fanno accomodare a sedere con il tè e bibite varie, ci espongono tutta la merce, la più varia immaginabile, e non è assolutamente possibile non comprare.
    Dopo aver speso una discreta cifra ed acquistato più merce di quanto le nostre valigie permettessero, abbiamo chiesto a Karni se ci potevamo fidare per un eventuale spedizione per posta e lui si è reso garante. Tutta la merce ordinata ci è arrivata regolar- mente in Italia.
    Il giorno dopo siamo partite per Jaisalmer che distava molti chilometri da Mandawa e che si trova nel deserto del Thar che abbiamo attraversato nelle ore più calde della giornata, rallegrate da un tè Masala (che è un tè speziato molto buono), preso all’ombra di un delizioso chiosco allestito in mezzo al nulla del deserto.
    Dopo 11 ore di guida lungo una strada dritta e trafficata non solo da mezzi meccanici ma anche da vari animali; cammelli e capre, siamo arrivate al nostro albergo, moderno e lussuoso, fatto in stile castello, a Jaiselmer.
    Qui Madan ci ha affidato ad un'altra guida per mostrarci il lago Gadisager, popolato di pescigatto sacri che vengono nutriti dalla casta degli intoccabili (sebbene questa sia bandita dal governo è sempre in usanza negli piccoli centri) ed i templi bellissimi dedicati a Krishna che lo circondano. Dopo ci siamo spostate al Fort Jaisalmer, una struttura imponente costruita in pietra arenaria che in lontananza, con il sole, sembra dorato.
    Abbiamo visto personaggi caratteristici che per essere fotografati gradivano una piccola mancia, che fra altro era richiesta per qualsiasi azione: camerieri, guide e ristoranti.
    Come Jaisalmer è detta la città d’oro, Jodhpur è detta la città blu in quanto le case, per avere più fresco poiché in mezzo al deserto, sono dipinte di blu.
    Qui a Jodhpur abbiamo visitato il Fort Mehrangarh, dove invece della guida ci venivano fornite le cassette audio.
    La sera abbiamo dormito in un ‘haveli’ del 1800 convertito in albergo. Ci sembrava di essere in una fiaba per l’arredamento e l’architettura mantenute come all’origine.
    All’ora di cena che era allestita sul tetto adibito a terrazza, abbiamo potuto ammirare il forte illuminato dalla luna piena ed era molto suggestivo.
    La mattina dopo ‘on the road’ di nuovo meta Ranakpur dove si trova un bellissimo tempio jainista, che è una branca molto rigida dell’induismo. I templi jainisti sono molto elaborati architettonicamente in marmo, richiamando figure di vari profeti e noi, per poterli visitare dovevamo toglierci le calzature e coprirci il capo.
    E’ già passata una settimana da quando siamo arrivate in India ed abbiamo già fatti tanti chilometri, con ancora molti da fare; siamo sempre più affascinate da questo meraviglioso paese, fatto da modi cortesi, tanta pazienza e spiritualità.
    Ora ci troviamo a Udaipur, la città dei laghi, circondata dai monti. Siamo state ospitate, ancora una volta, in un albergo bellissimo, affacciato sul lago in mezzo al quale c’era un palazzo reale; abbiamo potuto ammirare il tramonto sul lago dalla finestra della nostra camera.
    Il giorno seguente, dopo aver visitato il palazzo del Maharaja ci siamo concesse un buon pedicure, rigorosamente manuale, eseguito con una semplice pomice e limetta da unghie, come da noi non usa più, con ottimo risultato!
    Poiché abbiamo letto che alla fine di ottobre c’era una fiera di bestiame molto importante e caratteristica, a Pushkar, abbiamo deciso di fare una tappa di un paio di giorni.
    Cogliendo l’occasione della data, abbiamo potuto ammirare un mercato di ogni genere, compresi cammelli e cavalli, pieno di persone e colorato da sari variopinti delle donne.
    Abbiamo approfittato di un mezzo del posto: carretto rudimentale trainato da un cammello con guidatore. Il nostro accompagnatore era un ragazzo sedicenne del deserto che ci ha sorvegliato come due cose molto preziose!
    Il nostro alloggio consisteva in una tenda molto grande e comoda dotata di letti normali e bagno completo, era un accampamento di moltissime tende, bazaar ed il ristorante consisteva in una tenda grandissima, molto elegante e colorata. Sebbene eravamo nel pieno del deserto, non ci mancava niente e abbiamo passato la notte sotto un cielo meravigliosamente stellato. Peccato che siamo arrivate l’ultimo giorno della fiera e non abbiamo potuto vedere il meglior.
    La prossima tappa è stata Ranthampbore National Park, dove ci era stato promesso di ammirare le famose tigri che però si sono ben guardate dal farsi vedere da noi visitatori che non eravamo pochi sui fuoristrada. In due safari abbiamo visto solo pochi cervi e scimmie.
    A nostro avviso, questa tappa poteva essere sostituita in una sosta più lunga in un'altra città, in quanto questa località non aveva altro da offrirci..
    Ora, arriviamo al bello; il Taj Mahal, simbolo dell’amore e dell’India, ad Agra.
    Madan era molto ansioso di farci arrivare ad Agra in tempo utile per vedere il Taj Mahal nella giusta luce del giorno, perché oltre essere una delle sette meraviglie del mondo è anche il simbolo dell’India. Ed infatti aveva ragione!
    E’ stato una cosa molto commovente, in quanto un mausoleo costituito dal Shah Jahan per la adorata moglie, morta a dare vita al 14.mo figlio.
    Una struttura tutta in marmo bianchissimo intarsiato con gemme preziose. I turisti vengono portati all’alba e tramonto e le notti con il plenilunio per vedere il brillare delle gemme.
    Di fronte al Taj Mahal si trova Agra Fort dove Shah Jahan è stato imprigionato dal figlio e dove il Maharajah costruì la sua prigione in modo da vedere la tomba dell’amata sposa.
    Dovendo rientrare a Delhi per prendere il volo per Varanasi, ultima tappa, da Agra siamo ripartite in macchina per Delhi. Arrivate all’aeroporto di Delhi, abbiamo salutato Madan, ringraziandolo affettuosamente per tutto suo aiuto e i consigli per i giorno passati insieme. Era sempre stato molto riservato ed un po’ distaccato ma in quel momento non ha potuto resistere dall’abbracciarci calorosamente!
    Dopo un volo confortevole di circa un’ora, siamo arrivate a Varanasi ed accolte da un nuovo autista della filiale di Karni in Varanasi.
    Ci ha accompagnato nel tardo pomeriggio sulla riva del Ganges per assistere ai funerali e cremazioni e le preghiere serali.
    Siamo state accompagnate in barca sul Ganges tutto lungo le diverse scalinate chiamate “ghats”, che affiancano la riva del fiume.
    All’alba, siamo tornate di nuovo in barca su Ganges per vedere un fiume umano che si recava a bagnarsi e pregare prima di andare al lavoro. Tutto questo molto suggestivo.
    Nel fiume sacro, le persone si bagnano e pregano; altre fanno il bucato e lo stendono sulle ghats mentre altre praticano lo yoga. Tutto questo alle 5.30 di mattina!
    Siamo tornate in albergo per la colazione, servita dal personale gentile e disponibile che indossava come divise dei sari dai colori sobri dell’albergo. Dopo siamo andate a vedere il luogo dove Buddha, venuto in India dal Tibet, si è fermato insieme ai quattro profeti ed ha fondato il buddismo. Questo luogo si chiama Sarnath, e qui si trovano le rovine del tempio costruito da Buddha.
    Abbiamo potuto ammirare il campus della più grande e vecchia università dell’India, costruita nel 1916, che era ed è una piccola cittadella per studenti particolarmente dotati (come la nostra Normale di Pisa).
    Nel pomeriggio abbiamo preso l’aereo per Delhi a conclusione della ns. vacanza, dove abbiamo aspettato il nostro volo successivo, diretto per l’Italia.

    Conclusione:
    Il tour era ben organizzato e niente lasciato al caso. Forse, a cose fatte, sarebbe stato più opportuno fare meno tappe e approfondire la conoscenza dei luoghi più importanti.
    Abbiamo sbagliato a non seguire il consiglio di Karni e, cioè, prendere il treno notturno per Varanasi anziché il volo che ci ha fatto consumare 2 giorni per il viaggio. Abbiamo sentito da diversi turisti che il treno in 1.ma classe è un modo sicuro e confortevole di viaggiare.
    Per quelli che volessero approfondire i viaggi organizzati da Popular India Vacations possono farlo tramite i siti: www.rajasthanindiatravel.com oppure www.indiakarni.it/racconti.php.


    franchyvonne
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