1. Pachacutec, Re fondatore di Machu Picchu

    di , il 18/10/2009 23:48

    L'imperatore inca Pachacutec, chiamato anche trasformatore delle pietre per via di un successo contro un assalto spagnolo entro le mura di Cuzco prima della capitolazione, è stato il vero artefice delle bellezze architettoniche presenti nel territorio della valle sacra.

    Le costruzioni incaiche di Runquracay; le rovine di Sacyamarca (simili a Machu Picchu); la cittadella di Phuyupatamarca (villaggio sulle nubi); le rovine di Wañay Wiyna (eterna giovinezza), il santuario fantastico di Machu Picchu (voce quechua significante "vecchia cima" o "vecchia montagna"), soprannominata la città perduta degli Inca, è il sito archeologico precolombiano, per eccellenza.

    Un monumento a lui dedicato a Cuzco, entrando in paese provenienti da Pisac, lo ritrae in cima ad una colonna di pietre, da cui il soprannome "trasformatore di pietre" appunto.

    Grazie a lui l'impero Inca potè diffordersi dall'attuale Ecuador sino a metà dell'odierno Cile.

    Gli spagnoli poi fermarono l'espansione e cancellaron

  2. rocho
    , 18/10/2009 23:48
    L'imperatore inca Pachacutec, chiamato anche trasformatore delle pietre per via di un successo contro un assalto spagnolo entro le mura di Cuzco prima della capitolazione, è stato il vero artefice delle bellezze architettoniche presenti nel territorio della valle sacra.
    Le costruzioni incaiche di Runquracay; le rovine di Sacyamarca (simili a Machu Picchu); la cittadella di Phuyupatamarca (villaggio sulle nubi); le rovine di Wañay Wiyna (eterna giovinezza), il santuario fantastico di Machu Picchu (voce quechua significante "vecchia cima" o "vecchia montagna"), soprannominata la città perduta degli Inca, è il sito archeologico precolombiano, per eccellenza.
    Un monumento a lui dedicato a Cuzco, entrando in paese provenienti da Pisac, lo ritrae in cima ad una colonna di pietre, da cui il soprannome "trasformatore di pietre" appunto.
    Grazie a lui l'impero Inca potè diffordersi dall'attuale Ecuador sino a metà dell'odierno Cile.
    Gli spagnoli poi fermarono l'espansione e cancellaron