1. Il futuro di Sharm el Sheikh

    di , il 5/8/2005 00:00

    E’ stato quasi come entrare nella tua stanza da letto e trovarla profanata da mani estranee che in tua assenza hanno rovistato alla ricerca di non so che cosa, danneggiando, distruggendo quanto di più caro sia possibile tenere con se in un luogo che sembra appartenere solo a te. E’ stata questa o molto simile che ho provato quando ho sentito delle esplosioni che per alcuni secondi hanno sconquassato il clima allegro della cittadina turistica di Naama Bay. Era quasi difficile crederci, sembrava tutto troppo assurdo: tre bombe erano esplose proprio a Sharm, la città della pace, un luogo che mi ha ospitato per ben quattro volte nel corso di quest’ultimo anno, sia per vacanza, sia – come in quest’ultimo mese - per lavoro, e che ormai sentivo appartenermi, così come è stato ed è per migliaia di persone che vanno lì per la prima volta e si innamorano delle meraviglie del deserto, della barriera corallina, della gentilezza degli egiziani, tornando poi in ogni stagione.

    L’eco degli attentati

  2. Kristian Guttadauro
    , 5/8/2005 00:00
    E’ stato quasi come entrare nella tua stanza da letto e trovarla profanata da mani estranee che in tua assenza hanno rovistato alla ricerca di non so che cosa, danneggiando, distruggendo quanto di più caro sia possibile tenere con se in un luogo che sembra appartenere solo a te. E’ stata questa o molto simile che ho provato quando ho sentito delle esplosioni che per alcuni secondi hanno sconquassato il clima allegro della cittadina turistica di Naama Bay. Era quasi difficile crederci, sembrava tutto troppo assurdo: tre bombe erano esplose proprio a Sharm, la città della pace, un luogo che mi ha ospitato per ben quattro volte nel corso di quest’ultimo anno, sia per vacanza, sia – come in quest’ultimo mese - per lavoro, e che ormai sentivo appartenermi, così come è stato ed è per migliaia di persone che vanno lì per la prima volta e si innamorano delle meraviglie del deserto, della barriera corallina, della gentilezza degli egiziani, tornando poi in ogni stagione.
    L’eco degli attentati