1. Il Teatro che Cammina

    di , il 12/6/2008 11:43

    Siete amanti dell’arte di strada?

    In questo caso non potete perdere la 14esima edizione del Festival “Il Teatro che Cammina 2008”. L’iniziativa propone un’accurata indagine, a tutto campo, sulle arti di strada. Lo scopo degli spettacoli è di offrire una lettura, ogni anno diversa, di questo diverso e coinvolgente modo di fare e di vivere l’arte. Gli spettacoli offerti, nei quattro sabati di giugno, sono gratuiti e si svolgono tutti nel centro storico di Castel San Pietro Terme (Bologna) tra le 21:00 e le 24:00.

    Il tema di questa edizione è "Il teatro delle differenze", dunque il teatro come positiva espressione della differenza, strumento privilegiato per la valorizzazione e l’integrazione delle diversità culturali, ma anche come mezzo per denunciare le differenze sociali sempre più inique e le discriminazioni che affliggono parte della popolazione umana. Attraverso la presenza di gruppi etnici lontani, portatori di culture seriamente minacciate dalla nuova società globale, “Il Teatro Che Cammina 2008”, anche grazie all’immediatezza del linguaggio dell’arte di strada, vuole affermare un modello nuovo per le relazioni umane, un modello ispirato al reciproco riconoscimento, allo scambio e alla condivisione. Si tratta dunque di un proposito che si contraddistingue per il suo carattere eversivo, proprio perché ci troviamo un momento storico caratterizzato da una tendenza verso l’omologazione dei comportamenti e delle attività sociali. Infatti, se è vero che solo osservando “l’altro” possiamo capire veramente la nostra identità, allora sulla nostra società si trova in una fase di profondo stallo. Le spinte globalizzanti non fanno altro che minacciare le diversità locali, le minoranze, tutto ciò che è diverso dai canoni imposti. Per fortuna, però, al momento ci sono ancora territori e uomini che resistono a queste pressioni uniformanti: tra i ghiacci della Tundra artica esistono ancora sciamani che percuotono i loro Katuaps per invocare gli spiriti della buona stagione, lungo le sponde del Niger giovani pastori nomadi danzano per le loro ragazze lo Yaake, dipingendosi il corpo con ocra e kohl per farsi più belli possibile, I monaci di Lhasa rifugiati nelle rigogliose foreste del Karnataka, dipingono ancora i loro Thangka con colori sgargianti. Tutti loro sono cacciatori, nomadi, esuli. Sono “uomini che camminano”. Proprio per far si che queste splendide e fragili realtà non restino isolate, il teatro proposto dal festival sarà caratterizzato dall’esotismo, dalle diversità locali. Un teatro nomade, splendido e coinvolgente, che non sempre viene compreso nella sua totalità. “Il Teatro Che Cammina” promette pochi effetti speciali, ma in compenso un genere di spettacolo e conoscenza che è sempre più raro trovare. Tutti coloro che lasceranno a casa i pregiudizi e gli stereotipi saranno i benvenuti.

  2. Annie
    , 12/6/2008 12:43
    Mannaggia.... quello vicino a noi è già passato, ma magari vi copio cmq il link, per i prossimi anni

    http://artistiinpiazza.com/2008/
    http://www.tgcom.mediaset.it/tgmagazine/articoli/articolo415525.shtml
  3. Redazione
    , 12/6/2008 11:46
    Il programma del festival propone:

    Sabato 14 giugno:
    Tilt,Circo-Teatro,Spagna-Australia.
    Aourinde (Niger), Musiche e Danze tradizionali della tribù Wodaabe del deserto del Niger, Niger.
    Tonatiuh y Metzli, Musiche e Danze della tradizione Azteca, Messico.
    Compagnia Moinho de Vento, Teatro di Figure, Brasile.


    Sabato 21 giugno:
    Monaci Tibet, Arte e spiritualità tibetana dal Monastero di Gaden Jangtse Karnataka, India.
    Marivelas, Teatro di Figura, d’oggetti e d’attore, Cuba.
    Northeast Theatre, In “Silence Lives” Teatro comico, Stati Uniti.
    Motasse Driver, Teatro acrobatico sulla motocicletta, Belgio.

    Sabato 28 giugno:
    Milo & Olivia, In “Kolok” Circo-teatro, Italia.
    Rok Kidz Crow, Break-Dance acrobatica, Svizzera.
    Watinoma, “La parola di Saaga” Contaminazioni di saggezza africana con musica, teatro, danza e canti, Burkina Faso.
    Fourfool,“L’Isola che non c’è”, Spettacolo Vincitore del concorso “Cantieri di Strada 2008”, Italia.
  4. Redazione
    , 12/6/2008 11:43
    Siete amanti dell’arte di strada?
    In questo caso non potete perdere la 14esima edizione del Festival “Il Teatro che Cammina 2008”. L’iniziativa propone un’accurata indagine, a tutto campo, sulle arti di strada. Lo scopo degli spettacoli è di offrire una lettura, ogni anno diversa, di questo diverso e coinvolgente modo di fare e di vivere l’arte. Gli spettacoli offerti, nei quattro sabati di giugno, sono gratuiti e si svolgono tutti nel centro storico di Castel San Pietro Terme (Bologna) tra le 21:00 e le 24:00.
    Il tema di questa edizione è "Il teatro delle differenze", dunque il teatro come positiva espressione della differenza, strumento privilegiato per la valorizzazione e l’integrazione delle diversità culturali, ma anche come mezzo per denunciare le differenze sociali sempre più inique e le discriminazioni che affliggono parte della popolazione umana. Attraverso la presenza di gruppi etnici lontani, portatori di culture seriamente minacciate dalla nuova società globale, “Il Teatro Che Cammina 2008”, anche grazie all’immediatezza del linguaggio dell’arte di strada, vuole affermare un modello nuovo per le relazioni umane, un modello ispirato al reciproco riconoscimento, allo scambio e alla condivisione. Si tratta dunque di un proposito che si contraddistingue per il suo carattere eversivo, proprio perché ci troviamo un momento storico caratterizzato da una tendenza verso l’omologazione dei comportamenti e delle attività sociali. Infatti, se è vero che solo osservando “l’altro” possiamo capire veramente la nostra identità, allora sulla nostra società si trova in una fase di profondo stallo. Le spinte globalizzanti non fanno altro che minacciare le diversità locali, le minoranze, tutto ciò che è diverso dai canoni imposti. Per fortuna, però, al momento ci sono ancora territori e uomini che resistono a queste pressioni uniformanti: tra i ghiacci della Tundra artica esistono ancora sciamani che percuotono i loro Katuaps per invocare gli spiriti della buona stagione, lungo le sponde del Niger giovani pastori nomadi danzano per le loro ragazze lo Yaake, dipingendosi il corpo con ocra e kohl per farsi più belli possibile, I monaci di Lhasa rifugiati nelle rigogliose foreste del Karnataka, dipingono ancora i loro Thangka con colori sgargianti. Tutti loro sono cacciatori, nomadi, esuli. Sono “uomini che camminano”. Proprio per far si che queste splendide e fragili realtà non restino isolate, il teatro proposto dal festival sarà caratterizzato dall’esotismo, dalle diversità locali. Un teatro nomade, splendido e coinvolgente, che non sempre viene compreso nella sua totalità. “Il Teatro Che Cammina” promette pochi effetti speciali, ma in compenso un genere di spettacolo e conoscenza che è sempre più raro trovare. Tutti coloro che lasceranno a casa i pregiudizi e gli stereotipi saranno i benvenuti.