1. Info multiproprietà

    di , il 25/4/2005 00:00

    Ciao a tutti, come tutti gli amanti dei viaggi, spendo cifre considerevoli ogni anno. Ho preso la bella abitudine verso Maggio di recarmi a Sharm spendi circa 1200/1400 € a coppia per una settimana ma è' un pò che sto valutando l'idea di comperare una settimana in multiproprietà in quel periodo, forse al Domina coral bay. Chi di voi ha una Multiproprietà (meglio ancora se al Domina)? Mi elencate Vantaggi e svantaggi? ne vale veramente la pena? o spendo i miei 1400€ e mi conviene?. Mi affido a questa splendida comunità per evitare tutte le bellezze ed i vantaggi che inevitabilmente "disinteressati" agenti vorranno elencarmi, da tutti voi avrò certamente la verità.

    Un saluto

    Emiliano

  2. Andrea 110
    , 7/7/2005 00:00
    La BHC di Padova, sta proponendo una formula rivoluzionaria nel settore viaggi, dando l'opportunità di entrare a far parte di un circuito mondiale di vacanze, nel quale è possibile scegliere la formula migliore per il proprio viaggio, dando la possibilità a tutti di organizzarsi al meglio la propria vacanza offrendo innumerevoli alloggi da 4 a 6 posti in italia, europa e resto del mondo a prezzi a dir poco sbalorditivi.
    Andrea
  3. Turista Anonimo
    , 28/6/2005 00:00
    ANCH'IO ho acquistato dei punti in timeshare. Come ha detto Giovanna i vantaggi sono praticamente ZERO. Dove vuoi andare non c'è mai posto, a meno che tu non prenoti un anno per l'altro (e con il lavoro spesso invece si arriva all'ultimo minuto). Inoltre le prospettive di voli e viaggi a prezzi ridotti: inesistenti, o per lo meno ci sono ma solo per gli inglesi. Io ho acquistato punti del Club la Costa. La società ha sede in Spagna ma le tasse annuali (in 4 anni raddoppiate) si devono pagare in sterline. Si sono affiliati ad una agenzia di viaggio in Inghilterra con "grandi sconti". Sì ma solo se prima arrivi in Inghilterra e poi da lì vai dove hai deciso di andare! Io per la prima volta in 4 anni ho usufruito dei miei "punti" e sono andata in Spagna (unico posto disponibile). Il villaggio e gli alloggi erano belli però il volo non è certo economico: a metà settembre ho speso per il solo viaggio aereo 400 euro - mentre, se andiamo in agenzia si possono trovare offerte all inclusive in vari posti anche più basse. E' dal 2000 che ho messo in vendita i miei punti ad un prezzo bassissimo pur di venderli in quanto inutilizzati.... ma sono ancora miei.
  4. Annalisa 13
    , 8/6/2005 00:00
    Ciao a tutti, vorrei sapere se qualcuno di voi sa qualcosa riguardo alla BHC2000 (Best Holidays Collection) con sede a Padova. Avete viaggiato con loro, siete stati contattati ecc....
    Grazie e ciao!
  5. Turista Anonimo
    , 4/5/2005 00:00
    fuerteventura??sai qualcosa'?
    ma che % sull'importo pagato
    e se è intestato a due persone sposate'?? come funziona??

    grazie per le info!
  6. Turista Anonimo
    , 4/5/2005 00:00
    Se presenti il 730 devi anche presentare il quadro RW del modello Unico 2005 Persone Fisiche (ex740) in banca/posta (31.07.2005) o telematicamente (31.10.2005).
    Se già presenti il modello Unico 2005 Persone Fisiche, tra gli altri quadri, compili anche quello RW.

    Sotto ho allegato le istruzioni di compilazione del quadro RW.

    Non tutto deve essere dichiarato, nel caso degli immobili dipende se l'immobile è tassato o meno nel paese estero. Ricordo che in Francia lo era, in Spagna no.....o viceversa....
  7. Turista Anonimo
    , 4/5/2005 00:00
    ORA LEGGO PER BENE GRAZIE
  8. Turista Anonimo
    , 4/5/2005 00:00
    scusa non avevo visto tutta la descrizione lunghissima..
  9. Turista Anonimo
    , 4/5/2005 00:00
    scusa fabio ,... ma hai un modo per spiegarti... non ti capisco insomma fai un esempio concreto hai un app all'anno con la multiprorpietà cosa si deve pagare??? ...
  10. Turista Anonimo
    , 3/5/2005 00:00
    La possibilità di fare lo scudo fiscale è passata, ora no lo si può fare.....per cui tutte le circolari/disposizioni/accorgimenti sullo scudo, ora, trovano il tempo che trovano.....(senza polemica)

    copio/incolo dalle istruzioni relative al modello Unico 2005 Persone Fisiche.....casomai www.agenzaentrate.it

    ciao

    2. MODULO RW – INVESTIMENTI ALL’ESTERO E/O TRASFERIMENTI
    DA, PER E SULL’ESTERO
    Questo modulo deve essere utilizzato dalle persone fisiche residenti in Italia le quali, in conformità a quanto
    previsto nel D.L. 28 giugno 1990, n. 167, convertito dalla L. 4 agosto 1990, n. 227, e modificato dal D.Lgs.
    21 novembre 1997, n. 461, devono indicare:
    a) i trasferimenti da e verso l’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli effettuati attraverso soggetti
    non residenti, senza il tramite di intermediari residenti, se l’ammontare complessivo di tali trasferimenti nel
    corso del periodo di imposta sia stato superiore a euro 12.500,00. Nell’ammontare complessivo vanno
    computati tutti i trasferimenti e, quindi, sia quelli verso l’estero che quelli dall’estero;
    b) gli investimenti all’estero e le attività estere di natura finanziaria attraverso cui possono essere conseguiti redditi
    di fonte estera imponibili in Italia, detenuti al termine del periodo di imposta se l’ammontare complessivo
    di tali investimenti ed attività, al termine del periodo di imposta, risulta superiore a euro 12.500,00. Quest’obbligo
    sussiste anche se nel corso dell’anno non siano intervenute movimentazioni.
    Agli effetti degli obblighi di dichiarazione, si considerano come di fonte estera i redditi corrisposti da soggetti
    non residenti, nonché i redditi derivanti da beni che si trovano al di fuori del territorio dello Stato.
    Si considerano, in ogni caso, di fonte estera i redditi soggetti alla ritenuta del 12,50 o del 27 per cento ai
    sensi dell’art. 26, commi 3 e 3-bis, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (interessi ed altri proventi dei depositi
    e conti correnti bancari costituiti all’estero, proventi derivanti da riporti e pronti contro termine con controparti
    non residenti).
    28
    Si considerano, altresì, di fonte estera gli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli similari esteri,
    compresi quelli di cui all’art. 31 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 emessi all’estero, soggetti all’imposta
    sostitutiva del 12,50 o del 27 per cento ai sensi dell’art. 2, commi 1-bis e 1-ter, del D.Lgs. n.
    239 del 1996.
    Sono, inoltre, da considerare di fonte estera i redditi soggetti alle disposizioni dell’art. 18 del TUIR;
    c) i trasferimenti da, verso e sull’estero che nel corso dell’anno hanno interessato i suddetti investimenti e le
    attività, se l’ammontare complessivo dei movimenti effettuati nel corso dell’anno, computato tenendo conto
    anche dei disinvestimenti, sia stato superiore a euro 12.500,00. Quest’obbligo sussiste anche se al
    termine del periodo d’imposta i soggetti interessati non detengono investimenti all’estero né attività estere
    di natura finanziaria, in quanto a tale data è intervenuto, rispettivamente, il disinvestimento o l’estinzione
    dei rapporti finanziari.
    Si precisa che l’obbligo di dichiarazione di cui ai precedenti punti b) e c) sussiste in ogni caso; vale a dire qualunque
    sia l’origine delle attività finanziarie e degli investimenti detenuti all’estero (ad esempio donazione o successione)
    e qualunque sia la modalità con cui sono stati effettuati i trasferimenti che hanno interessato tali attività (attraverso
    intermediari residenti, attraverso intermediari non residenti o in forma diretta tramite trasporto al seguito).
    L’obbligo di dichiarazione sussiste anche nel caso in cui le operazioni siano state poste in essere dagli interessati
    in qualità di esercenti attività commerciali in regime di contabilità ordinaria e siano soggetti a tutti gli obblighi
    di tenuta e conservazione delle scritture contabili previsti dalle norme fiscali.
    Considerato che il modulo RW riguarda la rilevazione su base annua dei trasferimenti da, verso e sull’estero
    di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, il modulo RW deve essere presentato con riferimento all’intero
    anno solare.
    Per gli importi in valuta estera il contribuente deve indicare il controvalore in euro utilizzando il cambio indicato
    nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, del 7 febbraio 2005, da pubblicare nella Gazzetta
    Ufficiale.
    Gli obblighi di dichiarazione non sussistono, invece, per espressa previsione legislativa per i certificati in serie
    o di massa ed i titoli affidati in gestione o in amministrazione alle banche, alle SIM, alle Società fiduciarie ed
    agli altri intermediari professionali indicati nell’art. 1 del D.L. n. 167 del 1990, per i contratti conclusi attraverso
    il loro intervento, anche in qualità di controparti, nonché per i depositi ed i conti correnti, a condizione che
    i redditi derivanti da tali attività estere di natura finanziaria siano riscossi attraverso l’intervento degli intermediari
    stessi e detto esonero sussiste anche nel caso in cui il contribuente non abbia esercitato le opzioni previste
    dagli artt. 6 e 7 del D.Lgs. n. 461 del 1997.
    Nel caso in cui le attività di cui alla presente dichiarazione abbiano prodotto redditi relativamente ai quali non
    sussistono le condizioni di esonero, il contribuente dovrà farne oggetto di dichiarazione nei relativi quadri secondo
    le istruzioni ivi fornite.
    Si ricorda che l’art. 6 del D.L. n. 167 del 1990, ai fini delle imposte sui redditi, prevede la presunzione di fruttuosità,
    nella misura pari al tasso ufficiale medio di sconto vigente in Italia nei singoli periodi d’imposta, con riguardo
    alle somme in denaro ai certificati in serie o di massa o ai titoli trasferiti o costituiti all’estero, senza che
    ne risultino dichiarati i redditi effettivi, a meno che nella dichiarazione non venga specificato che si tratta di redditi
    la cui percezione avverrà in un successivo periodo d’imposta.
    Se le attività e gli investimenti sono detenuti all’estero in comunione, ciascuno dei soggetti interessati deve indicare
    la quota parte di propria competenza.
    Se il contribuente è obbligato alla presentazione del modello UNICO 2005 Persone fisiche, il presente modulo
    deve essere presentato unitamente a detto modello.
    Tipo di attività detenuta all’estero Obbligo di compilazione del quadro RW
    Attività finanziarie estere (emesse da non residenti, – in ogni caso
    compresi titoli pubblici)
    Immobili all’estero – se sono assoggettati ad imposte sui redditi
    nello Stato estero o comunque se sono dati in affitto
    – in caso di cessione suscettibile di generare
    una plusvalenza imponibile in base all’articolo 67,
    comma 1, lettere a) e b) del TUIR
    Preziosi ed opere d’arte – solo se impiegati in attività destinate a produrre
    redditi imponibili in Italia
    Attività finanziarie italiane (emesse da residenti, – in caso di cessione o rimborso suscettibili di generare
    compresi titoli degli enti e organismi internazionali plusvalenze imponibili in base all’articolo 67,
    equiparati ai titoli di stato) comma 1, lettere da c) a c-quinquies) del TUIR
    Polizza di assicurazione sulla vita – qualora il contratto non è concluso per il tramite
    e di capitalizzazione contratte con società di intermediario finanziario italiano o non sia stato
    assicuratrici non residenti conferito ad un intermediario italiano incarico di
    incassare i proventi
    29
    Nei casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi o nel caso di presentazione del mod. 730/2005, il modulo
    RW deve essere presentato con le modalità e nei termini previsti per la dichiarazione dei redditi unitamente
    al frontespizio del modello UNICO 2005 Persone fisiche debitamente compilato.
    Il riquadro identificativo in alto a destra del modulo deve essere compilato indicando il codice fiscale del contribuente.
    Il presente modulo si compone di tre sezioni:
    • nella Sezione I vanno indicati i trasferimenti dall’estero verso l’Italia e dall’Italia verso l’estero di denaro,
    certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso non residenti e senza il tramite degli intermediari
    residenti, per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria. I trasferimenti
    all’estero o dall’estero in forma diretta, mediante trasporto al seguito, non vanno indicati nella
    presente sezione;
    • nella Sezione II vanno indicate le consistenze degli investimenti esteri e delle attività finanziarie detenute all’estero
    al termine del periodo di imposta;
    • nella Sezione III vanno indicati i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero
    sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso intermediari residenti,
    attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato investimenti esteri
    ed attività estere di natura finanziaria.
    Nella Sezione I indicare per ciascuna operazione di trasferimento, i seguenti dati:
    • nelle colonne 1 e 2, le generalità complete (cognome e nome, se si tratta di persone fisiche; denominazione,
    se si tratta di soggetti diversi dalle persone fisiche) del soggetto non residente attraverso il quale è stata
    effettuata l’operazione;
    • nella colonna 3, il codice dello Stato estero di residenza del soggetto non residente rilevato dalla tabella “Elenco
    Paesi e Territori esteri” posta in APPENDICE al FASCICOLO 1;
    • nella colonna 4, la tipologia dell’operazione, indicando il codice:
    1 se l’operazione ha comportato un trasferimento dall’estero verso l’Italia;
    2 se l’operazione ha comportato un trasferimento dall’Italia verso l’estero;
    • nella colonna 5, il codice dello Stato estero, rilevato dalla tabella “Elenco Paesi e Territori esteri” posta in APPENDICE
    al FASCICOLO 1;
    • nella colonna 6, il mezzo di pagamento impiegato per l’effettuazione dell’operazione indicando il codice:
    1 se denaro;
    2 se altro mezzo;
    • nella colonna 7, il codice della causale dell’operazione, rilevato dalla “Tabella codici operazioni con l’estero”
    posta in APPENDICE;
    • nella colonna 8, la data dell’operazione;
    • nella colonna 9, l’importo dell’operazione. Se le operazioni sono state effettuate in valuta estera, il controvalore
    in euro degli importi da indicare, è determinato, per il 2004, sulla base dei valori di cambio
    riportati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, del 7 febbraio 2005, da pubblicare
    nella Gazzetta Ufficiale.
    Nella Sezione II indicare per ciascuna tipologia di investimento estero e di attività estera di natura finanziaria,
    distintamente per ciascuno Stato estero, le consistenze dei predetti investimenti ed attività detenuti
    all’estero al termine del periodo di imposta. In particolare indicare:
    • nella colonna 1, il codice dello Stato estero, rilevato dalla tabella “Elenco Paesi e Territori esteri” posta in APPENDICE
    al FASCICOLO 1;
    • nella colonna 2, il codice della causale dell’operazione, rilevato dalla “Tabella codici operazioni con l’estero”
    posta in APPENDICE;
    • nella colonna 3, l’importo degli investimenti ed attività suddetti. In proposito si richiama quanto già precisato
    in riferimento alla colonna 9 della Sezione I; inoltre la valorizzazione degli investimenti e delle attività detenute
    all’estero dovrà essere effettuata secondo il cambio del paese dove tali investimenti sono detenuti, prescindendo
    dalla valuta dello Stato di emissione delle attività;
    • nella colonna 4, barrare la casella nel caso in cui i redditi relativi a somme di denaro, certificati in serie o di
    massa o titoli verranno percepiti in un successivo periodo d’imposta.
    Nella Sezione III indicare, per ciascuna operazione che ha comportato trasferimenti di denaro, certificati in serie
    o di massa o titoli da, verso e sull’estero, i seguenti dati:
    • nella colonna 1, il codice dello Stato estero, rilevato dalla tabella “Elenco Paesi e Territori esteri” posta in APPENDICE
    al FASCICOLO 1;
    • nella colonna 2, la tipologia dell’operazione indicando il codice:
    1 per i trasferimenti dall’estero verso l’Italia;
    2 per i trasferimenti dall’Italia verso l’estero;
    3 per i trasferimenti dall’estero sull’estero;
    • nella colonna 3, il codice dell’operazione, rilevato dalla “Tabella codici operazioni con l’estero” posta in
    APPENDICE;
    • nella colonna 4, gli estremi di identificazione della banca;
    • nella colonna 5, il codice identificativo internazionale BIC/SWIFT
    • nella colonna 6, il numero di conto corrente utilizzato;
    • nella colonna 7, la data in cui è intervenuta l’operazione;
    • nella colonna 8, l’importo dell’operazione. In proposito si richiama quanto precisato in relazione alla colonna
    9 della Sezione I.
    SEZIONE III
    TRASFERIMENTI DA,
    VERSO E SULL’ESTERO
    CHE HANNO
    INTERESSATO
    GLI INVESTIMENTI
    ALL’ESTERO OVVERO
    LE ATTIVITÀ ESTERE DI
    NATURA FINANZIARIA
    NEL CORSO DEL 2004
    SEZIONE II
    INVESTIMENTI
    ALL’ESTERO OVVERO
    ATTIVITÀ ESTERE DI
    NATURA FINANZIARIA
    AL 31/12/2004
    SEZIONE I
    TRASFERIMENTI DA
    O VERSO L’ESTERO
    DI DENARO, CERTIFICATI
    IN SERIE O DI MASSA
    O TITOLI ATTRAVERSO
    NON RESIDENTI, PER
    CAUSE DIVERSE DAGLI
    INVESTIMENTI ESTERI
    E DALLE ATTIVITÀ ESTERE
    DI NATURA FINANZIARIA
    30
    Per le operazioni da e verso l’Italia, indicare gli estremi dell’intermediario italiano; nel caso in cui per una stessa
    operazione di trasferimento intervengano più intermediari menzionati nei primi due commi dell’art. 1 del D.L.
    n.167 del 1990, dovrà essere indicato soltanto il numero di conto relativo all’intermediario che per primo è
    intervenuto nell’operazione di trasferimento verso l’estero e per ultimo nell’operazione di trasferimento verso l’Italia.
    Nel caso di operazioni estero su estero indicare gli estremi del conto di destinazione.
    Se il contribuente ha posto in essere una pluralità di operazioni dello stesso tipo, comportanti il trasferimento
    dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa
    o titoli mediante l’utilizzo di uno o più conti correnti, in luogo della indicazione delle singole operazioni di
    trasferimento, il contribuente può limitarsi ad indicare, con riferimento a ciascun conto interessato, l’ammontare
    complessivo dei trasferimenti effettuati dall’estero (codice 1), dall’Italia (codice 2) e sull’estero (codice 3), indicandone
    l’importo nella colonna 8 e il codice operazione nella colonna 3.
    Nel caso in cui non fosse sufficiente un unico modulo per l’indicazione dei dati richiesti, si dovranno utilizzare
    altri moduli avendo cura di numerare distintamente ciascuno di essi, riportando la numerazione progressiva nella
    apposita casella posta nella prima pagina del modulo
  11. Selene M,,,
    , 3/5/2005 00:00
    Trattamento fiscale e "condonabilità" della multiproprietà all'estero


    Risposta:
    Nella fattispecie rappresentata la società BETA Sas possiede un certificato al portatore attestante la qualità di socio di “Time Sharing” di una proprietà immobiliare sita in Spagna, che conferisce al titolare il diritto al godimento perpetuo, per una settimana all’anno, di un bilocale situato nella suddetta località. In diritto i contribuenti italiani che possiedono una multiproprietà all’estero devono verificare, in assenza di redditi derivanti dalla locazione dell’immobile, se nello Stato estero il possesso di beni immobiliari sia o meno sottoposto ad imposizione fiscale. La Spagna prevede la tassazione dell’immobile ai fini delle imposte sui redditi e ciò implica la tassazione di tale reddito anche in Italia, come peraltro già fatto dalla società attraverso la variazione in aumento operata in dichiarazione. A nostro parere, non sussistono violazioni valutarie, poichè l’obbligo di indicazione nel quadro RW dell’immobile - ai sensi degli articoli 1, 2 e 4 del D.L. 167/1990 - è previsto (se di valore superiore a 12.500 €) per le persone fisiche, gli enti non commerciali, le società semplici e le associazioni ad esse equiparate, soggetti tra i quali non sono comprese le sas.. Non è pertanto necessario valutare la sanatoria prevista dal c.d. "scudo fiscale", che nel periodo tra il 1° gennaio ed il 30 giugno 2003 offre la possibilità, oltre che di far rientrare in Italia le attività detenute all’estero, anche di regolarizzare quelle che rimangono al di fuori del territorio nazionale, come i beni immobili.
  12. Selene M,,,
    , 3/5/2005 00:00
    La circolare dell'Agenzia delle Entrate ha fatto, appunto, chiarezza su questo e su altri dubbi relativi a questa categoria di contribuenti.
    In primo luogo è stato riconosciuto che indicazione nel quadro RW è obbligatoria solo quando:
    - l'immobile è assoggettato all'estero alle imposte sui redditi (in questo caso il reddito, per lo stesso valore, deve essere dichiarato in Italia, con la possibilità, peraltro, di richiedere il credito d'imposta per quanto pagato al fisco estero);
    - l'immobile non viene tassato all'estero, ma produce comunque redditi tassabili in Italia, per esempio se viene dato in affitto (in questo caso il reddito va anche indicato nel quadro RL della dichiarazione dei redditi), oppure se l'immobile viene rivenduto entro i primi cinque anni dall'acquisto (in questo caso infatti la vendita è formalmente considerata "speculativa").

    Comunque, ci si sofferma ancora nei chiarimenti forniti con la circolare, è opportuno ricorrere allo "scudo" quando si è acquistato un immobile all'estero e non è stata osservata la disposizione (DL 167/90) che prevede, nel caso in cui si esportino più di 20 milioni, l'obbligo di presentare, entro 48 ore, un'apposita denuncia in dogana o alla posta o in banca o alla Guardia di Finanza.

    I vantaggi
    L'occasione, per chi non ha ottemperato a qualcuno dei suddetti obblighi può essere vantaggiosa: il rischio, di omessa dichiarazione o di mancata compilazione dei relativi quadri , è grosso. Lo stesso provvedimento sullo "scudo fiscale" ha infatti sensibilmente aggravato, a partire dal 25 novembre 2001, le sanzioni specifiche per chi si è sottratto al "monitoraggio fiscale" non compilando il quadro RW. Oltre che con altre eventuali penalità, ora, l'omessa dichiarazione "è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria dal 5 al 25 per cento dell'ammontare degli importi non dichiarati e con la confisca di beni di pari valore".

    Per contro presentare la "Dichiarazione riservata delle attività emerse" prevista dalla nuova legge consente pagando il 2,50% del valore dell'immobile di evitare qualsiasi contestazione con gli Uffici fiscali ed eventualmente, se necessario di provvedere alla compilazione del quadro RW a partire dall'anno d'imposta 1993, perciò con il modello Unico 2004.
    Come ribadito più volte nelle disposizioni ministeriali, è assicurata la massima riservatezza delle informazioni comunicate agli intermediari tramite la dichiarazione, denominata appunto riservata , che va consegnata a questi e non agli Uffici finanziari, i quali secondo la legge non hanno nessuna possibilità di avere informazioni sugli elementi indicati nelle dichiarazioni.
    La compilazione e le modalità di presentazione delle dichiarazioni non presentano difficoltà.

    Come si presenta la dichiarazione
    Chi vuole regolarizzare investimenti all'estero deve presentare entro il 28 febbraio una dichiarazione riservata, da compilare sull'apposito modello (scaricabile anche dal sito dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.it) e pagare il 2,50% dell'importo dell'investimento o, nel caso di immobili, del loro valore, che comunque non può essere superiore a quello di mercato.
    La dichiarazione va presentata ad intermediari previsti dalla legge, presso i quali si effettua anche il pagamento, che sono:
    - le banche italiane;
    - le poste italiane;
    - le società di intermediazione immobiliare;
    - le società di gestione del risparmio;
    - le società fiduciarie;
    - gli agenti di cambio;
    - le banche le imprese di investimento estere, che hanno stabile organizzazione in Italia.

    Chi la può presentare, cosa si può dichiarare
    Possono utilizzare la normativa sullo "scudo fiscale" le persone fisiche, le società semplici, le associazioni e gli enti non commerciali che sono fiscalmente residenti in Italia.
    Nella dichiarazione vanno indicati non soltanto il denaro e le attività finanziarie, ma anche gli investimenti di diversa natura, come gli immobili, le quote di diritti reali, le multiproprietà, gli oggetti preziosi, le opere d'arte, detenuti all'estero, in qualsiasi Paese europeo ed extraeuropeo, alla data del 27 settembre 2001.

    Come si fa la dichiarazione e come si paga
    Si deve presentare all'intermediario il modello di "Dichiarazione riservata delle attività emerse" compilato in ogni sua parte.
    Nella dichiarazione si deve anche indicare se si sceglie il versamento in denaro o mediante la sottoscrizione di speciali titolo di Stato. Chi vuole, infatti, invece di pagare in contanti può sottoscrivere speciali titoli di Stato di durata non inferiore a dieci anni a tasso di interesse ridotto, per un importo pari al 12 % dell''importo dell'investimento regolarizzato. I titoli, comunque, una volta effettuata l'emersione, sono cedibili e possono anche essere trasferiti ad altri intermediari, anche non residenti in Italia.
    Il versamento della somma da pagare va effettuato, comunque, presso l'intermediario, il quale provvederà a girare all' Erario le somme riscosse.
  13. Selene M,,,
    , 3/5/2005 00:00
    ho trov info su internet...


    LO SCUDO FISCALE VALE PER LE CASE ALL'ESTERO?

    Il chiarimento è arrivato dall'Agenzia delle Entrate che scioglie tutti i dubbi sorti subito dopo la pubblicazione della legge. Una recente circolare dell'Agenzia prevede, infatti, che "anche i proprietari di case all'estero, siano esse in piena o in multiproprietà, possono regolarizzare la loro posizione nell'eventualità non abbiano rispettato qualche norma fiscale".

    La regolarizzazione, quindi, riguarda non solo i grandi investitori che abbiano portato all'estero denaro, valori, ecc... senza aver dato al fisco le necessarie comunicazioni, ma anche i piccoli proprietari. Prima fra tutte è quella che si deve effettuare all'atto della dichiarazione dei reditti, che riguarda la compilazione del "QUADRO RW" dedicato al monitoraggio fiscale inerente questo tipo di operazione. IL PROBLEMA INTERPRETATIVO, nasceva dal dal fatto che non appariva chiaro se anche i piccoli o piccolissimi investitori, come possono apparire i proprietari di un appartamento anche o solo in multiproprietà, dovessero o meno indicare i relativi reditti nel "QUADRO RW" della loro dichiarazione.

    Con questa circolare, l'Agenzia delle Entrate ha, doverosamente, fatto chiarezza su questo ed altri dubbi, che , coinvolgevano questa categoria di contribuenti. In primis, è stato riconosciuto che è obbligatoria l'indicazione nel "QUADRO RW", solo quando l'immobile è assoggettato all'estero alle imposte sui reditti, "in questo caso il reditto, per lo stesso valore, deve essere dichiarato in Italia, con possibilità, però, di richiederne il credito d'imposta per quanto pagato al fisco estero"; oppure, se l'immobile non tassato all'estero, produce redditi tassabili in Italia in quanto, per esempio, viene dato in affitto, o per ipotesi l'immobile viene rivenduto entro i primi cinque anni dall'acquisto.
  14. Selene M,,,
    , 3/5/2005 00:00
    scusa in che senso... quadro RW sulla dichiarazione redditi..
  15. Turista Anonimo
    , 2/5/2005 00:00
    Attenzione al quadro RW della dichiarazione dei redditi...
  16. Giovanna Garosi
    , 1/5/2005 00:00
    Ciao Emiliano,
    io sono una "multiproprietaria" da 7 anni e credo quindi di essermi fatta una certa esperienza.
    Ti anticipo subito che la mia multiproprietà è in realtà un "time share" (il termine multiproprietà spesso è utilizzato impropriamente in quanto valido solo in Italia; all'estero non esiste alcun rogito notarile ma un certificato appunto di "time share"che dà diritto all'utilizzo di una o più settimane all'interno di una struttura).
    Io ho un time share alle Canarie, come tanti altri italiani "adescati" in vacanza a Tenerife e poi in qualche modo convinti ad acquistarla con la prospettiva di enormi vantaggi, che poi ovviamente non si sono rivelati tali.
    In realtà dopo 7 anni ti posso dire che i vantaggi sono stati scarsi, almeno nel mio caso. Il vantaggio maggiore è la possibilità di scambiare la tua multiproprietà nel circuito del quale fa parte (nel mio caso RCI che è il più famoso) però in realtà non è facile ottenere lo scambio nel periodo e nel luogo desiderato. Infatti è normale dopo alcuni anni voler cambiare meta per le proprie vacanze, e l'iscrizione a questo circuito ti offre questa opportunità (almeno teoricamente). Dipende dal potere di scambio della tua multiproprietà.
    Un altro problema che si presenta è quello delle spese di gestione: solitamente aumentano di anno in anno e la cifra prospettata al momento dell'acquisto può anche raddoppiare nel giro di 2-3 anni (com'è successo a me).
    Il Domina è un grosso gruppo e credo non abbia alcuni degli inconvenienti che si sono presentati a me; non so inoltre come sia regolamentato (credo preveda la formula "time share" con tutto quello che ne consegue).
    Se pensi di andare tutti gli anni a Sharm o in un'altra delle destinazioni del Domina forse ne vale la pena (anche se i costi di una settimana al al Domina credo siano molto elevati, ma questo dipende dal tuo budget). Se invece vuoi utilizzare la tua o le tue settimane per scambiarle con altre destinazioni (come ho fatto io che non sono più ritornata alle Canarie) dopo qualche anno, a conti fatti, ti rendi conto che sono ben più alte le spese del "risparmio" teoricamente offerto dalla multiproprietà.
    Nel mio caso inoltre è quasi impossibile venderla: un time share alle Canarie praticamente non ha mercato.
    Per darti un'idea io dal prossimo anno abbandonerò il mio time share perchè mi sono stancata di non riuscire ad ottenere gli scambi che richiedo.
    Non so come sia posizionato il Domina, credo meglio in quanto è un gruppo prestigioso e lì probabilmente le settimane si riescono a rivendere (non so se guadagnandoci o rimettendoci, però).
    Riassumendo: le formule sul mercato della multiproprietà o time-share sono varie (in questi anni ho incontrato nei luoghi di vacanza in "multiproprietà" in giro per il mondo molte persone e abbiamo confrontato le rispettive esperienze), le aziende sono più o meno serie (c'è anche chi ha ricevuto dei solenni "bidoni" ma non credo sia il caso del Domina).
    Ti consiglierei quindi di definire bene quali sono le tue aspettative e valutare le proposte che riceverai dal Domina, considerando tutti gli aspetti citati: quello dell'investimento iniziale e dell'eventuale mancato ritorno, la possibilità o meno di scambiarlo con altre strutture (e anche su questo punto ci sarebbe molto da dire....).
    L'argomento è ampio e complesso; se hai bisogno di ulteriori informazioni sono a disposizione.
    Ciao.
    Giovanna