1. EUTANASIA SI o NO

    di , il 23/3/2005 00:00

    Il caso di Terry Schiavo sta sollevando discussioni un po' ovunque.

    E' giusto lasciare vivere una persona in stato vegetativo per tanti anni?

    E' giusto, come nel caso di Terry, farla morire per fame? Una persona può scegliere di lasciarsi morire? Che valore ha la vita? La vita fino a quando è vita? L' argomento è tosto. Parliamone con rispetto. Paola B.

  2. Turista Anonimo
    , 13/4/2005 00:00
    Allora hai capito bene l'esempio .....
  3. Turista Anonimo
    , 13/4/2005 00:00
    La bella addormentata non era "attaccata" a nessuna macchina, non mi risulta avesse piaghe da decupito, ne' che fosse nutrita con sondino gastrico.
    Caso per caso va valutato molto attentamente.
    Consumarsi ( nel vero senso letterale della parola) è ...tremendo. Certo la speranza è l' ultima a morire...ma a volte si spera che la persona che vedi in condizioni "non più umane" possa morire presto. Per chi crede la vita continua...
  4. Turista Anonimo
    , 12/4/2005 00:00
    Questa mattina ho visto una vignetta,
    La mamma racconta alla figlia "La Bella Addormentata nel Bosco" e le dice ".... e dopo X anni la principessa si svegliò"
    E la bimba, attenta, risponde "per fortuna che la principessa non aveva firmato per l'eutanasia".
    non fa ridere, ma fa riflettere un bel po'.
  5. Enza Falco
    , 9/4/2005 00:00
    Le leggi sono necessarie affinchè si possa vivere socialmente, secondo me al di là di una posizione pro o contro che mi sembra difficile da prendere per tutti, nell'ambito di leggi anche formulate con difficoltà dato il tema, ma con il più ampio consenso la più ampia consultazione, sembra importante che possa essere concesso per legge a chi si troverà in una situazione così dolorosa, di prendere una decisione anche in un senso da me non condiviso ma ecco che sia concesso, che sia possibile decidere per il parente per il figlio per sè ..in qualche modo arrivare al rispetto delle altrui scelte.
  6. Turista Anonimo
    , 6/4/2005 00:00
    perchè a livello pratico, in certi casi, quando il paziente va in coma irreversibile in una fase di malattia terminale irreversibile p.e., i sanitari chiedono alla famiglia cosa desidera fare. i problemi legali sorgono quando la famiglia è in disaccordo, per questo se ci sono due righe scritte le persone possono trovare piu' facilmente la forza di prednere una decisiono o l'altra.
    questo invece non vale in caso di incidente, se sei attaccato ad una macchina per scelta dei sanitari in quel caso nemmeno la famiglia dietro tua indicazione può fare nulla. per ora.
  7. Turista Anonimo
    , 6/4/2005 00:00
    ...sul testamento biologico
    a livello meramente tecnico purtroppo pare di no, ma la normativa è in fase di revisione. I(n USA è già perfettamente legale)

    "non si configura nell’ordinamento il cd. diritto di morire, inteso come situazione giuridica soggettiva tutelata in modo assoluto, in forza della quale il paziente possa rifiutare anche le cure “salvavita” ed opporre una sorta di veto assolutamente infrangibile, a fronte del quale il sanitario debba arretrare ed astenersi dall’intervenire."

    http://www.bioetica-vssp.it/documenti/001405/001405.htm
    http://www.dica33.it/argomenti/bioetica/decide_morte.asp
    http://www.abuondiritto.it/dettagli.php?ID=2736

    tuttavia credo che se uno avesse un'idea precisa al riguardo farebbe benissimo a lasciare due righe scritte per i parenti, per aiutarli nel momento in cui dovessero fare scelte difficili ad assecondare la nostra volonta'.
  8. Turista Anonimo
    , 6/4/2005 00:00
    Quello che io non sò, e che vorrei capire, è
    se io lascio questo testamento biologico scritto, è valido ai fini della legge, o nonostante questo documento "la spina non si può staccare"?
    Ossia: Vale o è carta straccia?
  9. Turista Anonimo
    , 5/4/2005 00:00
    Visto che ormai non è più Dio o la natura a comandare ben venga questo testamento biologico.
    Ma il problema nasce quando il testamento non c'è... altrimenti non staremmo quì a discutere.
  10. C 2
    , 3/4/2005 00:00
    x Antonio M.
    supponiamo che succedesse te di essere intrappolato in un corpo malato gravemente, ti sarai fatto una idea di quello che penseresti, immagino, e sono sicura che i tuoi cari sappiano esattamente come la pensi: quindi loro saprebbero cosa tu vorresti si facesse.
    Il testamento biologico (ovvero lasciare un doc. legale in cui si dice cosa fare in questi casi) di cui si è tanto parlato in questi giorni, è un modo molto civile per togliere gli ultimi dubbi a chi rimane perchè possa appunto poter agire nel pieno rispetto di chi non può piu' esprimere un parere.
  11. Turista Anonimo
    , 3/4/2005 00:00
    Pensate di vivere a mente lucida in un corpo paralizzato..
    Avere la voglia di urlare,correre,cantare,ballare,abbracciare e sentire i vostri arti paralizzati....
    Pensate se aveste voglia di morire per non soffrire senza avere nessun mezzo per comunicarlo a nessuno,soltanto un grido dentro la propria testa....
    Pensate a tutta questa angoscia e ditemi se a voi piacerebbe vivere.Questa non è vita,è non vita.
    La vita è un bene prezioso,ma bisogna rispettare il suo naturale percorso.Se è giunto il momento di morire cosi sia,sicuramente un senso cel'ha.
  12. Massimo Mac
    , 1/4/2005 00:00
    per conto mio è davvero difficile prendere posizione, però mi schiero nella posizione di coloro che dicono che sostenere enormi spese per mantenere delle persone ("vegetali") è una negazione per coloro che avrebbero bisogno anche di molto meno denaro per sopravvivere a banali malattie o interventi chirurgici negati per mancanza di fondi. Penso che piuttosto che accanirsi sulla vita di pochi individui varrebbe la pena dirottare le stesse energie per la vita di molti. Quanti barboni muoiono dal freddo, quanti bambini di malaria o malnutrizione... Che siano allora le famiglie a sostenere completamente le spese per il mantenimento dei loro cari e non il paese.
  13. Turista Anonimo
    , 31/3/2005 00:00
    Perchè parlate sempre come se foste gli spettatori, come se voi dovreste decidere se è giusto o sbagliato o coraggioso togliere o mantenere la vita.
    Passate dalla parte opposta, ritrovatevi in un lettino come terry o come il nonno di Paola...
    Ma nessuno riesce a capire questo?
  14. Turista Anonimo
    , 31/3/2005 00:00
    X Cactus
    Scusa Cactus, non volevo provocarti. Sicuramente la tua vita non è affar mio. Ho solo frainteso la tua domanda. Alla tua domanda credo di poter rispondere di SI. Sarebbe sicuramente straziante e molto doloroso, ma secondo me, quando sei attaccato a una macchina, ti nutrona artificialmente, e ti consumi, nel vero senso della parola, giorno dopo giorno...come si può chiamare vita una tale condizione.
    Io ho visto mio nonno consumarsi così...da 80kg arrivare a 30kg. E ti giuro...non mi dimenticherò mai i suoi occhi, il suo sguardo perso nel vuoto...sembrava proprio chiederti basta!
    E' andato avanti cosi per più di due anni. Era sempre in questo letto in posizione fetale, rannicchiato. Inutile o quasi i massaggi, la fisioterapia, le chiacchere vane che cercavamo di fare con lui. Quando è morto, lo hanno sepolto cosi...in posizione fetale, perchè ormai il suo corpo aveva preso quella posizione, non sono riuscita a cambiarla.
  15. C 2
    , 31/3/2005 00:00
    ragazzi è difficilissimo trovarsi nella situazione di dover effettivamente decidere di staccare la spina! Cactus ha ragione quando dice che, purtroppo, tra il dichiararsi teoricamente d'accordo a rispettare le volonta' di chi non è piu' in grado di esprimere pareri e l'agire di conseguenza per chi rimane ed è combattutto tra interrogativi e sensi di colpa c'è un doloroso confine, difficile da valicare. Come ho già detto in un altro intervento io ci sono passata e mi sono battuta per rispettare il desiderio legittimo di non finire i propri giorni in ospedale anche se questo voleva dire sicuramente accorciare il percorso dei miei cari e discutere con altri parenti che avrebbero tentato fino a che ci fosse stata una terapia o un medico nuovo da sentire... Condivido il punto di vista di Paola: anche io ho pregato che tutto finisse nel minor tempo possibile. è terribile! e mi infastidiscono le posizioni "estremiste cattoliche": nessuna divinità può volere la sofferenza di una persona, non prendiamoci in giro!
    In entrambi i casi mi rendo conto possano sembrare due forme di egoismo, se volete, quello di tentare a tutti i costi (tentando terapie anche quando si dice chiaramente che solo un miracolo le potrà rendere efficaci) di prolungare la vita (se ancora si può chiamare così) di una persona che si ama perchè è durissima distaccarsene e quella opposta di chi vorrebbe mettere fine il prima possibile al terribile assistere impotenti alle sofferenze di chi lascia agonizzante la vita, spettacolo straziante e intollerabile.
    Prendo posizione e vi dico che io sono favorevolissima alla terapia del dolore che aiuta ad attenuare momenti di sofferenza durissima, e a tutto ciò che può permettere a chi rimane di rispettare le ultime volontà del malato.
  16. Turista Anonimo
    , 30/3/2005 00:00
    per Paola:
    la mia era semplicemente una domanda. Loro lo farebbero?
    E' una domanda lecita, mi pare. Se tu volessi, loro avrebbero il coraggio di farlo? Non è polemica, è un interrogativo.
    io non so se riuscirei a farlo.
    Quello che ho sofferto io nella vita non è l'argomento del forum. E nemmeno ti riguarda. Il forum è aperto a tutti, credo. Può darsi che io l'abbia sofferto, può darsi che io abbia sofferto qualcos'altro. La mia domanda non era da leggersi in tono scandalizzato "ma loro lo farebbero???" . Era da leggersi "ok, tu-generico, lasci scritto le tue volontà. Chi ti ama ha una sua coscienza e un suo pensiero, solo per amore tuo riuscirebbe a farlo senza restarne segnato per tutta la vita?".