1. villaggi turistici: prodotto nuovo o vecchio?

    di , il 15/9/2007 17:00

    Ciao ragazzi... Mi chiedevo cosa pensate del prodotto villaggio.

    Pensate sia un prodotto nuovo o ormai passato di moda? non ha più senso?

    Cosa ricercate in un villaggio...

  2. Afrolounge
    , 10/11/2007 18:57
    Trascorrere una bella vacanza è un'emozione molto soggettiva , ognipersona si crea o meglio ricerca durante l'anno il suo piccolo paradiso , il posto in cui passare le ferie e fare quelle cose che per troppo tempo...non si ha mai tempo .
    Il villaggio rappresenta secondo me il paradiso per chi non vuole muovere un dito e avere la sensazione di essere servito e riverito quasi pilotato da un programma vacanza che ha il fine di regalare una splendida vacanza . Qui i fattori determinanti sono la struttura ricettiva , il posto e non ultimo il personale e la sua esperienza ; molte volte proprio l'esperienza di uno staff turistico fa la differenza .....
    Altro aspetto è la vacanza web , o meglio il fai da te genralmente a metà tra il consiglio captato in rete e le esperienze di amici che si conoscono e che hanno già visitato quel posto . I questo caso a mio avviso la vacanza incmincia prima , perchè anche creare un viaggio a tavolino parecchi giorni prima crea emozioni .....
  3. maurizioviola
    , 22/10/2007 18:24
    direi che anche i villaggi hanno subito un'evoluzione nel tempo e si stanno adattando a quella che è la domanda.....
    secondo me l'importante è sapere ciò che si vuole, mi spiego:
    se voglio fare un VIAGGIO non andrò mai in un villaggio ( e non ci sono stato), se voglio fare una VACANZA molto probabilmente ci andrò, ( e ci sono stato)
    BYE BYE
  4. Orsagiuliva
    , 17/10/2007 19:28
    Perché si viaggia? ...BELLA DOMANDA.....provate a chiedere a dieci persone ed avrete dieci risposte differenti.
    Certe volte si viaggia soltanto per poter dire "ho viaggiato", pretendendo di trovare in Guatemala la gelateria del cugino Ferruccio o la pizza Margherita tra gli orsi polari sulle orme della tenda rossa, o una novella Las Vegas tra le dune del Sahara....senza nessuna considerazione per quello che si ha intorno, per il passato/il presente ed il futuro del luogo dove ci si trova e quel che é peggio senza nessun rispetto e tantomeno curiosità per la popolazione e la terra che ci ospita. Fa parte della modernità. E' uno di quei grandi regali che il "progresso" ed i suoi vorticosi cambiamenti ci han portato. Senza nessuna preoccupazione del fatto che la gente dev'esser educata nel viaggiare, deve imparare a viaggiare.....per poter imparare a girare imparando....per arricchirsi, anche solo di meravigliose emozioni nell'ammirare un tramonto dai colori irripetibili, seduti comodamente da un lettino della spiaggia di un villaggio turistico.
    P.s. E questo non é un problema italiano, ma un problema globale: perchè di russi che camminavan ubriachi sul corallo del Mar Rosso io ne ho visti tantini,di tedeschi che...bip, di americani che bip bip bip ....eccecccecccecccccccc
  5. el_Cid
    , 9/10/2007 19:33
    Ciao a tutti:
    Sono veramente colpito!!
    Qui c'è abbastanza materiale per fare un pò di riflessione!!
    Stando a quello che c'è scritto Nama o Sharm è combiata moltissimo....è divenuto un buon parco di divertimenti....o meglio chiudendo gli occhi posso immaginare un bel giardino zoologico!!! :O)
    Comunque...nel lontano 1988 approdai per motivi che non stò qui ad elencare, dicevo approdai nella terra del Shibh Jazirat Sinai, precisamente a Sharm ash Shaykh di fronte al monte Wadi el-Aat e sintetizzando molto, lo spettacolo era pressochè incredibile...completamente deserto e mare...deserto e mare...nulla più.
    Quindi stando a quello che si dice, del raggruppamento che si forma in tutto l'anno in questo ex meraviglioso posto...credo di essere uno dei pochi fortunati ad aver visto la Baia dello Sceicco in formato originale...
    Grazie!!
    Jah!!
  6. patpat133
    , 8/10/2007 10:48
    Uno spunto di riflessione.......
    da Italians.. Corriere della sera

    Cari Italians,
    è la gabbia dorata del villaggio turistico a farci conoscere l’Italia profonda, che da Vipiteno a Ragusa si stende oziosa sotto il sole cocente di Sharm el-Sheikh e si concede consenziente allo stupro organizzato degli animatori, alla favola bella che racconta l’idea di un Egitto artefatta, completamente avulsa dal vero. Sharm è la Disneyland italiana, una parvenza d’Egitto ingannevole fatta su misura per un popolo di eterni bambini, terrorizzati dallo sbattimento della vacanza fai-da-te, ma entusiasti di farsi coccolare e servire, quasi eccitati nel negoziare con il beduino di turno quanti cammelli possa valere la loro bella. Non un’Italia migliore o peggiore di quella che segue uno sherpa sul Tibet, o che si concede un ritiro spirituale nel Rajastan. Semplicemente la fotografia più verosimile dell’animo profondo, se d'animo ancor si possa parlare, di un paese dei balocchi che si sposta in massa sulle coste egiziane, ricreando tout court quelle italiane, paradossalmente con l’intenzione di abbandonarle per un po'. E’ la povertà culturale di chi crede che Sharm vecchia risalga a secoli addietro, che la vita dei beduini del Sinai sia quella serena e sorridente vista nelle escursioni, al cui interesse intrusivo i poveretti si devono per forza adeguare, e che calpestare un corallo non sia un delitto contro-natura.
    E’ l’arroganza del popolo del last-minute che paga poco e pretende tutto, che tratta gli egiziani come fossero propri domestici, che pur credendosi furbo si fa gioiosamente fregare dalle costose motorate nel deserto, dalle serate «tutte italiane» organizzate allo «Smaila’s» e dalle puntate al casinò di Naama Bay. E allora venghino, signori, venghino, che qui c’è il vero spasso. Benvenuti all’allegra colonia italica di Sharm, ove le luci abbaglianti del Buddha bar prevalgono sui colori sfumati di uno splendido tramonto africano, ove nessuno si prodiga a lasciare un prezioso euro di mancia che tanto è all-inclusive, ove la straordinaria barriera corallina è quotidianamente sfregiata e trafugata da un’orda di neo-barbari tecnologizzati e «civilizzati». Ignari di quanto, già sette secoli addietro, un loro connazionale declamava «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza».
    E allora non andate a Sharm se non volete piangere, o incazzarvi, di fronte al degrado morale di un'intera nazione. Beninteso: a meno che non vi sentiate italiani veri.
  7. eelena!
    , 25/9/2007 16:19
    giusto ROBIN!l'impiego di gente locale porterebbe davvero ad introiti al paese...spesso il paese si assume solo il carico dei turisti in termini di non sostenibiltà ambientale e approcci dannosi nei confronti delle popolazioni locali..... ci vorrebbe un approccio più sostenibile.

    per me i villaggi futuri diventeranno dei veri e propri parchi divertimenti, dei mall ... alla fine le persone ora come ora cercano delle esperienze in ciò che acquistano...quindi "innovare" i villaggi in questi termini potrebbe portare a nuovi sviluppi...ma la sostenibilità?! mi sà che la dimenticheremmo...... perchè le persone così avendo tutto all'interno del villaggio, non uscirebbero per nessun motivo data la non necessità! la soluzione sarebbe impiegare del personale locale all'interno del villaggio ma per ciò che riguarda l'ambiente poche sarebbero le cose da fare: un villaggio così innovativo sarebbe come un grattacielo in un deserto!
  8. Robin
    , 25/9/2007 15:01
    L'unica cosa che vorrei dal villaggio del futuro è maggiore eco-compatibilità. Rispetto del luogo dove viene costruito, nonchè gestione con buona partecipazione di locali. Insomma.... cercando di far si che i soldi non vadano in mano solo alle multinazionali ma anche alla popolazione locale ....
  9. eelena!
    , 25/9/2007 08:34
    buongiorno a tutti?! ieri stavo studiando e in un articolo riguardante i villaggi, si diceva che le probabilità di una svolta all'innovazione del prodotto stesso saranno molto alte: come vi immaginereste il nuovo villaggio del futuro?
    .... via alla fantasia!
    ;-)))
  10. Robin
    , 21/9/2007 14:06
    Assolutamente d'accordo con eelena.

    Mario, personalmente preferisco stare con la gente del posto che con altri italiani in vacanza.
    Tuttavia, logisticamente parlando, in un hotel forse è più facile tenera la situazione sotto controllo, in un villaggio ....... direi molto meno. Pensa se solo la metà dei presenti si portasse un'amico ....... in situazioni limite, non si capirebbe più chi sono gli ospiti e chi gli ospiti degli ospiti ....
    Ed anche il discorso delle "accompagnatrici" ... in certi paesi, diventerebbe ingestibile. Come fai sorvegliare un turista che si porta 'l'amica in piscina e da lì dirotta nella sua stanza? Spesso i villaggi sono composti da tanti minicomplessi .......
    Ho visto che sei stato a Cuba ...... sai anche tu, che lì, come ovunque, vecchietti bavosi strisciano accanto a ragazzine .......
    Quanto ci vorrebbe a portarsele in piscina e camera? :-)
  11. eelena!
    , 21/9/2007 13:01
    ma certo mario! non si intendeva di certo quello... ma capisci che la realtà di un albergo è spesso più facile da controlllare rispetto un villaggio con una miriade di persone!
    io se volessi passare del tempo continuo con dei miei amici affitterei una casa x poter stare tutti insieme...perchè pensa se tutti coloro che stanno in villaggio portassero all'interno uno o due amici?! cosa succederebbe? un caos totale...io non la vedo così tanto come una cosa riduttiva.
  12. mario965
    , 21/9/2007 12:33
    per eelena e robin voglio precisare che non fare entrare gli "estranei" in un villaggio è riduttivo, poichè se voglio portare degli amici del posto in piscina o al ristorante devo andare a finire da qualche altra parte per forza, con tutti i fastidi che la cosa comporta. Negli hotel non funziona così (forse l'uso delle piscine può essere a pagamento per chi non è ospite) però l'accesso è consentito a tutti e non ho mai rilevato situazione di caos o d'insicurezza.
    ( cara eelena per estranei non deve intendersi per forza gringhelle d'occasione.....)
  13. eelena!
    , 21/9/2007 11:29
    davvero! sanno che in vacanza possono più divertirsi ad impersonificare persone diverse da quel che in realtà sono! ma a volta non và proprio così liscia... che ridere!!!!!
  14. Robin
    , 21/9/2007 09:41
    ....... eelena ... a me era successa una cosa simile a Roma. Ero a Piazza di Spagna con delle ragazze tedesche amiche di una cara amica ... avevavmo 18 anni .... arrivano i pavoncelli di turno e, non sentendoci parlare, scambiano anche me per una tedesca.
    La mia amica, che capisce un po' di italiano, faceva da interprete. Questi si sono messi a raccontare che sapevano il latino, il greco ecc... quando la mia amica tedesca non capiva qualcosa.... me lo chiedeva in inglese .... Dopo avergli lasciato fare la coda per un po' ... mi sono fatta riconoscere per italiana .....

    Avreste dovuto vedere la faccia di questi due!!!! "Ma tu sei italiana? ... hai capito tutto? ......che figura di m...." e si sono volatilizzati .... ricomparendo qualche minuto dopo per farsi, a loro volta 4, risate!

    Sai eelna che uno così è capitato anche a me di incontrarlo sull'aereo per Cuba? Non è stato mascherato .. ma ragazzi ... le raccontava davvero grosse!!!
    Credo sia un atteggiamento molto diffuso!!!
  15. eelena!
    , 20/9/2007 19:39
    si ma infatti è+ stato un trattenermi "per modo di dire" ...visogna verne di fantasia per inventarsi una nuova personalità! ;-))))))
  16. aurora
    , 20/9/2007 19:15
    che tristezza.....